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Francesca Michielin e il matrimonio in chiesa: “Il prete dovrebbe chiedere se vuoi accogliere dei figli, non averli”

Annunciando le nozze con Davide Spigarolo, Francesca Michielin ha offerto una moderna chiave di lettura del matrimonio. Moderna in tutti i sensi: sia perché intende la famiglia non come qualcosa di chiuso, ma come una porta spalancata al diverso, sia perché – dice la cantante vicentina – “Sposarsi nel 2026 significa decidere, in un periodo oscuro, di rimanere uniti contro l’oscurità, fare qualcosa di bello”.

Il riferimento è al mondo esterno, fatto di guerre, crisi climatica, persone sempre più sole e progresso tecnologico senza freni. Lo stesso che frena molte coppie dall’avere figli, per paura di lasciar loro un mondo troppo difficile. In questo contesto, per la cantante 31enne, sposarsi diventa un gesto di speranza e resistenza: stare insieme, restare uniti, provare a fare luce.

Non è la retorica del lieto fine. È piuttosto l’idea che una coppia, oggi, non serva a isolarsi dal mondo ma a migliorare il mondo. Michielin lo dice chiaramente nell’intervista a Cosmopolitan Italia: scegliamo di essere “un nucleo di luce”, non una famiglia chiusa nella propria casetta, ma “un porto sicuro per gli altri”, soprattutto per chi spesso viene definito “diverso”.

Il matrimonio nel 2026 

Durante l’intervista al magazine, Michelin parla dei temi affrontati in Magia Bianca, il nuovo album in uscita il 12 giugno. Il matrimonio, qui, non è gossip né un contenuto promozionale, ma è parte della stessa visione che attraversa il disco.

Alla domanda su cosa cambierebbe del rito religioso, Michielin risponde così: “Quando vai a sposarti in chiesa il prete chiede se vuoi avere dei figli. Io ho detto che dovrebbero fare un’altra domanda: ‘Volete accogliere dei figli?’”. Per la cantante avere una famiglia, non significa per forza “accogliere figli tuoi, ma anche persone, diversità.

È un passaggio semplice, ma molto forte perché sposta la questione dal piano del sangue a quello della responsabilità. E racconta un’idea di famiglia sempre più attuale: non solo coppia e procreazione, ma cura, apertura, disponibilità a far entrare altro nella propria vita.

La famiglia come responsabilità

Per la cantante il valore del matrimonio oggi sta nella capacità di “unire le proprie diversità” e diventare una “fortezza”, intesa come qualcosa che resiste senza chiudersi in sé stessa.

In una società sempre più solipsistica, sostiene Michielin, sposarsi vuol dire prendere un impegno che ha anche un peso sociale. Non solo “noi due”, ma noi due in un mondo che ha bisogno di luce e accoglienza. Mentre l’intelligenza artificiale procede spedita, la cantante classe ’95, sottolinea la necessità di avere meno schemi e più irrazionalità, meno rigidità e più fantasia. E proprio per questo il matrimonio, nella sua lettura, non è un ritorno all’ordine, ma l’esatto contrario: una scommessa sulla possibilità di stare insieme senza rinunciare alla propria libertà.

Le donne che stridono e i roghi digitali

La sua riflessione tocca anche il presente delle giovani donne, spesso chiamate a scegliere tra lavoro e maternità, tra famiglia e autonomia. Anche in questo caso, Michielin rovescia il copione: non c’è un solo modo giusto di essere famiglia, un unico modo di vivere la vita adulta, né un solo modo di essere donne.

Non a caso, il suo album parla anche di donne che stridono, che disturbano, che non si lasciano addomesticare. La cantante è convinta che “la caccia alle streghe” non sia sparita davvero, ma ha solo cambiato forma: “Sono tornati i roghi digitali”, dice parlando degli hater sui social. Nonostante i riferimenti medievali e artistici, la strega di cui parla non è un personaggio da favola. È la donna che non si allinea, che non si fa accomodante, che non accetta di sparire per rendere tutto più ordinato. Dentro questo quadro, il matrimonio diventa un modo per aumentare la luminosità della donna (e dell’uomo), non per reprimerla. 

Quando ha scritto l’album, Michielin aveva ricevuto la proposta di matrimonio da qualche mese. E aveva le idee chiare sui valori da condividere con il mondo: “Mi piace molto – dice – l’idea di poter essere una figura che può aiutare gli altri a essere sé stessi, incoraggiandoli alla propria libertà, a essere liberi di stridere. Se riuscirò a fare questo avrò compiuto la mia missione”.

Famiglia

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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