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sabato 31 Gennaio 2026
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San Venturi blinda la capolista Arezzo, notte fonda per il Livorno punito dall’ex Gori

FIRENZE – Venerdì sera a due facce per le toscane impegnate negli anticipi della 24esima giornata di serie C (girone B). Se la capolista Arezzo riesce a uscire indenne da una trasferta trappola grazie al suo portiere, il Livorno affonda sotto i colpi di un “ex” scatenato.

Ascoli – Livorno 3-1

ASCOLI – È una serata da dimenticare per il Livorno. Allo stadio Cino e Lillo Del Duca va in scena un monologo bianconero, almeno nella prima frazione. L’Ascoli batte gli amaranto per 3-1, costruendo la vittoria su una partenza sprint e sfruttando le amnesie difensive degli ospiti.

L’avvio è shock per la squadra toscana. Al 7′ scatta subito la dura “legge dell’ex”. Corradini recupera palla sulla trequarti e serve Gori, che non perdona e trafigge Seghetti per l’1-0. Il Livorno accusa il colpo e sbanda. Passano cinque minuti e arriva il raddoppio: al 12′ D’Uffizi pesca il jolly con un tiro che bacia il palo e finisce in rete.

La partita sembra riaprirsi improvvisamente al 16′. Il difensore amaranto Baldi svetta su un cross di Hamlili e, complice la traversa interna, accorcia le distanze. Sembra l’inizio della rimonta, ma è solo un’illusione. La difesa del Livorno fa acqua e al 33′ crolla definitivamente. Ancora lui, Gori, riceve in area, si gira indisturbato e firma la doppietta personale con un diagonale preciso. Si va al riposo su un pesante 3-1.

Nel secondo tempo mister Venturato prova a scuotere i suoi. Fuori Hamlili e Haveri, dentro Odjer e Antoni. Gli amaranto provano a reagire con l’orgoglio. Dionisi e Di Carmine cercano il dialogo offensivo, ma manca la precisione. Al 32′ proprio Dionisi impegna Vitale con un rasoterra, ma il portiere ascolano è attento.

L’Ascoli gestisce il vantaggio senza troppi affanni, abbassando i ritmi e controllando le sfuriate ospiti. Il Livorno ci prova fino alla fine, anche con i tentativi di Luperini e Marchesi, ma il muro bianconero regge. Al triplice fischio il verdetto è amaro: l’Ascoli scala la classifica, per il Livorno la montagna da scalare si fa sempre più ripida.

Il tabellino

Ascoli – Livorno 3-1

ASCOLI (4-2-3-1): Vitale; Alagna, Curado, Nicoletti, Guiebre; Damiani, Corradini; Oviszach (62′ Pagliai), Galuppini (52′ Milanese), D’Uffizi (76′ Rizzo Pinna); Gori (63′ Chakir). All: Tomei.
LIVORNO (4-3-1-2): Seghetti; Mawete, Noce, Baldi, Haveri (46′ Antoni); Luperini, Hamlili (46′ Odjer), Marchesi; Biondi (65′ Malagrida); Dionisi, Di Carmine. All. Venturato.
RETI: 8′ Gori (A), 13′ D’Uffizi (A), 17′ Baldi (L), 34′ Gori (A).
NOTE: Ammoniti: Curado (A), Nicoletti (A), Luperini (L).

Guidonia – Arezzo

GUIDONIA – L’Arezzo capolista soffre, rischia grosso, ma resta in piedi. A Guidonia va in scena una partita complicata, scorbutica, dove a fare la differenza non è un attaccante ma un portiere. Giacomo Venturi è l’eroe di giornata: neutralizza un calcio di rigore e blinda un pareggio che vale oro per la classifica.

La scelta tattica iniziale di Bucchi desta qualche perplessità. Tito, mancino naturale, viene adattato a terzino destro. È la sua decima presenza, ma la ruggine si vede. Il difensore va subito in affanno. Sbaglia appoggi semplici e lascia praterie a Spavone, che al 4′ grazia gli amaranto dopo una corsa di 60 metri.

L’Arezzo fatica a costruire. Si vede solo a sprazzi con Chierico e qualche conclusione velleitaria di Pattarello. Il Guidonia, invece, è vivo e punge. La svolta negativa per gli ospiti arriva al 43′. Ennesima incertezza difensiva, Tito entra in scivolata su Spavone in area: per l’arbitro Luongo è rigore. Il Var conferma.

Sembra la fine. Sul dischetto va Bernardotto. È il 48′, pieno recupero del primo tempo. L’attaccante calcia centrale, Venturi non si muove e respinge. Sulla ribattuta Bernardotto spreca malamente. Si va al riposo sullo 0-0. Per il portiere amaranto è il secondo rigore parato consecutivamente, dopo quello neutralizzato a Forlì a inizio mese.

Nella ripresa il copione cambia poco. Bucchi prova a scuotere la squadra dalla panchina. Fuori Ravasio e uno spento Tito, dentro Cianci e Gigli. Il Guidonia risponde inserendo Starita, bestia nera dell’Arezzo (già a segno con la Torres).

I padroni di casa continuano a premere. Proprio Starita serve un pallone d’oro a Tessiore, che però non trova la porta. L’Arezzo prova a ripartire, ma senza lucidità. Nel finale c’è spazio anche per l’esordio di Cortesi, gettato nella mischia per l’assalto finale. La capolista, informata della vittoria dell’Ascoli sul Livorno, sa che uscire indenni da questo campo è fondamentale. E grazie ai guantoni di Venturi, la missione è compiuta.

Guidonia – Arezzo 0-0

GUIDONIA (3-5-2): Avella; Cristini, Mulè, Esempio; Zappella, Tascone, Mastrantonio (66′ Russo), Tessiore, Errico (81′ Vitturini); Spavone (81′ Falleni), Bernardotto (66′ Starita). All. Ginestra.
AREZZO (4-3-3): Venturi; Tito (65′ Gigli), Coppolaro, Chiosa, Righetti; Ionita, Guccione (84′ Cortesi), Chierico (75′ Varela Djamanca); Pattarello (75′ Eklu), Ravasio (65′ Cianci), Tavernelli. All. Bucchi.
NOTE: Ammoniti: Zappella (G), Eklu (A).

Davide Caruso

© Riproduzione riservata

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