AREZZO – Bullismo e cyberbullismo ad Arezzo, si chiudono con cinque giovani denunciati le indagini coordinate dalla Procura per i minorenni di Firenze e condotte dalla squadra mobile della questura aretina.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima sarebbe stata presa di mira per mesi da un gruppo di coetanei attraverso una lunga serie di insulti, minacce e umiliazioni avvenute sia nella vita quotidiana che sui social network.
L’indagine era partita dopo la denuncia presentata dalla madre del ragazzo, preoccupata per il crescente stato di disagio del figlio, diventato bersaglio di una continua campagna denigratoria.
Gli indagati, tutti minorenni tra i 15 e i 17 anni, avrebbero diffuso contenuti offensivi e accuse false tramite Instagram e gruppi WhatsApp, esponendo il ragazzo a prese in giro, offese e minacce anche da parte di altri utenti.
Per gli investigatori non si sarebbe trattato di episodi isolati, ma di una vera e propria azione persecutoria andata avanti nel tempo e culminata con un’aggressione fisica nel centro storico di Arezzo.
Il giovane sarebbe stato infatti accerchiato dal gruppo e colpito con calci e pugni. La scena sarebbe stata ripresa con un cellulare e poi pubblicata online, aumentando ulteriormente l’umiliazione e la pressione psicologica sulla vittima.
Determinante per le indagini si è rivelata la piattaforma YouPol della Polizia di Stato. La madre del ragazzo era riuscita a recuperare il filmato dell’aggressione e a inviarlo rapidamente agli investigatori prima che venisse cancellato dal web.
Le testimonianze raccolte tra amici e conoscenti della vittima avrebbero poi confermato il clima di accanimento e le continue vessazioni subite dal minore.
Nel corso delle indagini sono state eseguite anche perquisizioni nelle abitazioni dei giovani coinvolti, con il sequestro di telefoni e dispositivi informatici utilizzati per approfondire ulteriormente la vicenda.
Nei confronti dei cinque ragazzi sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari per il reato di atti persecutori.
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