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Psicoterapia con i giochi da tavolo: a Bologna l’esperimento Dixit

E se la cura della mente passasse anche dal gioco? Nessun lettino, nessuna pillola, nessun test a crocette. Solo immagini oniriche, strane, evocative, e la domanda: “Cosa vedi?” davanti alle carte di Dixit, uno dei giochi da tavolo più amati degli ultimi vent’anni. A Bologna è partita la sperimentazione per portare questa attività dentro il territorio della psicoterapia.

Nonostante la peculiarità dell’iniziativa, non si tratta solo di una trovata creativa: Dixit può rappresentare uno strumento serio di osservazione e una chiave di accesso al vissuto emotivo di ciascuno, dando una mano nella diagnosi psicologica di chi ne ha bisogno. Non a caso, Dixit è stato creato nel 2008 da Jean-Louis Roubira, uno psichiatra nfantile esperto della relazione tra madre e figli.

Dixit per la salute mentale: cosa è successo a Bologna

Durante il weekend del 23-24 maggio, nell’ambito del progetto Closer – Becoming the City, una installazione pubblica interattiva ha messo in dialogo il mondo del gioco e quello della pratica psicologica. Protagonista dell’esperimento è stato Dixit, che ha un mazzo di carte illustrate con immagini surreali e ambigue, pensate per stimolare associazioni libere e narrazioni personali.

Le raffigurazioni di Dixit, infatti, obbligano chi gioca a proiettare su di esse significati soggettivi, emozioni, ricordi, paure. Le sue carte non hanno una lettura univoca, ogni giocatore ci vede qualcosa di diverso, e quella differenza è la parte importante in ambito psicologico.

È lo stesso meccanismo che sta alla base di strumenti clinici già consolidati come il test di Rorschach: mostrare qualcosa di volutamente ambiguo e osservare cosa emerge.

Durante l’evento sono state create anche nuove carte del gioco.

Le immagini ambigue parlano della nostra psiche

 La psicologia sa da decenni che le persone hanno difficoltà a parlare direttamente di ciò che le turba. Il linguaggio diretto (“come ti senti?”, “cosa ti preoccupa?”) attiva nei pazienti un meccanismo di difesa e resistenza. Un’immagine aperta, invece, aggira quelle difese: la persona non parla di sé, bensì dell’immagine. Ma in realtà parla di sé stessa. In questo modo, il gioco diventa uno spazio protetto in cui emozioni difficili trovano una via d’accesso indiretta, meno minacciosa di una domanda diretta, più gestibile per chi fa fatica a verbalizzare il proprio stato interiore.

Alla base di tutto c’è il meccanismo di proiezione, che ci porta ad attribuire a uno stimolo esterno qualcosa che abbiamo dentro (paure, giudizi, sogni, speranze)

Non è terapia

Giova sottolineare che Dixit non è uno strumento clinico validato scientificamente. Non sostituisce il colloquio psicologico strutturato, né i test diagnostici standardizzati. Non può, da solo, fare diagnosi, né essere usato come protocollo terapeutico autonomo.

Può però aprire una porta preziosa per molti, creando un contesto meno ansioso per chi ha difficoltà a parlare di sé. Abbassare la soglia di accesso alla relazione terapeutica, soprattutto per chi percepisce lo studio dello psicologo come un luogo formale, freddo o stigmatizzante.

Salute mentale e giovani: perché questo esperimento arriva al momento giusto

In Italia, come in gran parte dei Paesi occidentali, la salute mentale dei giovani è in crisi strutturale. I dati post-pandemia mostrano un’impennata di disturbi d’ansia, depressione e isolamento sociale nelle fasce under 30. Nel frattempo, i servizi pubblici di salute mentale sono cronicamente sottofinanziati e spesso percepiti come difficilmente accessibili. Oltre ai costi elevati, la psicoterapia sconta ancora il peso di un diffuso stigma sociale.

In questo contesto, gli strumenti che abbassano la soglia di accesso al supporto psicologico diventano una strada interessante da percorrere.

Bologna si muove già in questa direzione anche su altri fronti. È il caso di Mind Lab, lo sportello psicologico gratuito del Comune rivolto a ragazze e ragazzi dai 14 ai 22 anni a Porta Pratello, che punta a offire un supporto accessibile, senza liste d’attesa infinite e senza costi. L’esperimento con Dixit si inserisce nello stesso filone: portare la psicologia fuori dai luoghi tradizionali e dentro gli spazi pubblici.

Il gioco come spazio terapeutico: non è una novità, ma sta diventando mainstream

 La ludoterapia, l’uso del gioco come strumento di intervento psicologico, soprattutto con i bambini, è riconosciuta e praticata da decenni. In Italia, il progetto I Mondi del Possibile ha già portato i giochi di narrazione e i giochi da tavolo all’interno di interventi rivolti a persone con disagio psichico, con risultati documentati sul piano relazionale e terapeutico.

Le novità sono l’applicazione di questi strumenti non tradizionali anche ad adulti e adolescenti in contesti non necessariamente clinici e la disponibilità di giochi commerciali con caratteristiche strutturalmente affini agli strumenti proiettivi.

Dixit è uno di questi: il gioco non è stato progettato per la terapia, ma la sua logica interna (immagini aperte, narrazione libera, assenza di risposte giuste o sbagliate) lo rende adatto a questo scopo.

La sfida, ora, è portare questi esperimenti fuori dalla dimensione dell’evento culturale e dentro protocolli strutturati, con ricerca scientifica alle spalle. È quello il confine che separa un’intuizione da uno strumento realmente utile su larga scala.

Cosa ci dice di noi

C’è un ultimo livello di lettura, che riguarda il modo in cui stiamo ripensando la cura della psiche. Sempre più persone (soprattutto giovani) cercano forme di supporto psicologico che non somiglino a quelle tradizionali. Vogliono contesti meno formali, meno stigmatizzanti, più vicini ai loro linguaggi e trovano nel gioco una risposta gradita.

L’implementazione di giochi come Dixit a fini “paraterapeutici” non va letta come una sconfitta della psicoterapia classica, bensì come un’espansione del suo raggio d’azione. Se una carta riesce ad aprire una mente che uno studio con due sedie e una scrivania non riesce a scardinare, allora quella carta ha fatto qualcosa di importante.

Immagine di copertina: Dixit Game, autore foto: Yoppy
Tagliata in nuove dimensioni: 2000×1333 px

Licenza CC BY2.0: https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/
Link originale: https://www.flickr.com/photos/44124362019@N01/7128994841

Giovani

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

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