L’emorragia dell’artigianato toscano: chiudono 1.200 aziende, il comparto moda il più colpito

Il comparto artigiano toscano registra una netta contrazione. Tra il maggio del 2025 e lo stesso mese del 2026, il territorio regionale ha perso 1.248 imprese e 7.919 posti di lavoro. Il quadro emerge dai dati Inps rielaborati dall’Ebret (l’ente bilaterale dell’artigianato toscano) e diffusi da Cna Toscana, che evidenziano un calo delle aziende iscritte da 29.180 a 27.932 unità, con una parallela discesa degli addetti da 126.051 a 118.132.

L’analisi settoriale individua nel comparto tessile, abbigliamento e calzature (Tac) l’area più colpita: in dodici mesi si è registrato un saldo negativo di 409 aziende e 4.446 addetti, pari a oltre la metà delle perdite complessive dell’artigianato regionale. Seguono la meccanica, che vede chiudere 289 attività con una riduzione di 1.672 posti di lavoro, e l’edilizia, con una flessione di 229 imprese e 835 lavoratori.

Il presidente di Cna Toscana, Luca Tonini, analizza il fenomeno definendolo strutturale e non legato a fattori puramente temporanei. “Siamo di fronte ad un vero e proprio allarme sociale, nella nostra regione l’artigianato sta cadendo in una crisi sempre più profonda. In un anno sono scomparse oltre 1200 imprese e quasi 8.000 addetti”, spiega il rappresentante dell’associazione, avvertendo che senza interventi mirati il settore rischia lo svuotamento. Sui singoli comparti, Tonini precisa: “Questi numeri ci confermano ancora una volta che quella della moda non è una crisi congiunturale, lo stiamo ripetendo ormai da tempo, siamo stati i primi a lanciare l’allarme. Stesso discorso per la meccanica e per l’edilizia, avevamo già avvertito le prime avvisaglie negli scorsi anni per motivi diversi”.

Alla base delle difficoltà, l’associazione individua i proibitivi costi dell’energia, dei carburanti e delle materie prime, influenzati dalla complessa congiuntura internazionale. Per tentare di arginare la chiusura delle attività, Cna Toscana sollecita tavoli istituzionali permanenti e soluzioni pratiche. “Siamo convinti che lavorando a stretto contatto istituzioni ed associazioni sia possibile ottenere dei risultati”, sottolinea Tonini, chiedendo maggiore attenzione ai tavoli di confronto per elaborare un percorso condiviso capace di dare sollievo al tessuto produttivo locale.

REDAZIONE

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