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A Capri nel mini ospedale che cura turisti e vip, il sindaco-chirurgo: “Sfida costante, servono rinforzi. La telemedicina aiuta”

(Adnkronos) – L’Ospedale Giuseppe Capilupi di Capri, gestito dalla Asl Napoli 1 Centro, “è uno dei presidi sanitari più piccoli e isolati” d’Italia. La sua posizione insulare rende particolarmente complessa l’organizzazione dell’assistenza sanitaria, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica e in caso di maltempo. I numeri raccontano bene la realtà della struttura: l’ospedale dispone di 20 posti letto, “anche se al momento ne sono attivi 14″. Il personale comprende 6 medici, 7 infermieri per turno e 2 operatori socio-sanitari (Oss) per turno. A fronte di circa 14mila residenti tra Capri e Anacapri, durante l’estate sull’isola si arriva a circa 45mila presenze”, più del triplo. 

“È una vera e propria sfida lavorare in un ospedale così piccolo”, racconta all’Adnkronos Salute Paolo Falco, medico chirurgo del Capilupi e, da giugno 2024, anche sindaco di Capri, eletto con oltre il 70% dei voti, quasi 2.800, con la lista civica ‘Capri Futura’. “Le patologie che affrontiamo sono le stesse che si incontrano ovunque. Con la differenza che qui abbiamo due chirurghi, un cardiologo, un anestesista, un pediatra e un ginecologo. Dobbiamo essere pronti ad affrontare qualsiasi tipo di emergenza, anche se non abbiamo i numeri e le risorse dei grandi ospedali”, sottolinea Falco che, da 7 anni, divide la propria attività tra il Capilupi e l’ospedale del Mare di Napoli, dove lavora nella Chirurgia generale d’urgenza. 

Durante la stagione turistica, il Capilupi si trova a dover assistere una popolazione molto più numerosa rispetto a quella residente. “Abbiamo curato tutti, ovviamente anche persone famose”, racconta Falco, ricordando episodi non recenti e nel rispetto della privacy. “Circa 15 anni fa suturammo una ferita al volto al calciatore del Napoli Gonzalo Higuaín. Mi raccontarono che il presidente De Laurentiis non era rimasto soddisfatto della sutura. Anche la madre di Elon Musk arrivò in ospedale per un trauma”. Tra i personaggi italiani, Falco ricorda con particolare affetto Peppino Di Capri, che “più volte venne in ospedale per problemi renali e squilibri legati all’età”. 

Anche quest’estate Capri ha attirato numerosi personaggi famosi, tra cui Alice Campello e Álvaro Morata, Martina Stella, Elisabetta Gregoraci e George e Amal Clooney. “Giorni fa è arrivata una superdelegazione legata a un personaggio famoso che ha voluto mantenere l’anonimato. Personalmente non so nemmeno chi fosse. Sono venuti per sapere, prima ancora di averne bisogno, quale tipo di assistenza l’ospedale sarebbe in grado di garantire in caso di necessità”. Secondo Falco, il problema del Capilupi non è la mancanza delle principali attrezzature sanitarie. “Le attrezzature non mancano. Abbiamo una sala operatoria completa, la dialisi, monitor e apparecchiature per la rianimazione, oltre a tutto il necessario per l’ecografia e la radiologia”. “Sono 20 anni che combatto per questo ospedale, prima come chirurgo e poi come sindaco, per cercare di migliorarlo. Ma per farlo servono soprattutto personale e ulteriori attrezzature. Una struttura così piccola ha comunque costi elevati”, ragiona.  

Per Falco, sono diversi i nodi che devono essere affrontati con la Regione Campania: “I tempi di risposta sono quelli delle amministrazioni regionali. Ho incontrato più volte il presidente e dovrò farlo ancora. I problemi da risolvere sono tanti”. Tra le principali criticità c’è il reperimento del personale. A rendere più difficile il lavoro è soprattutto l’isolamento territoriale. “Quando c’è maltempo, trasportare un paziente grave sulla terraferma diventa molto più difficile, se non addirittura impossibile – rimarca – Per questo dobbiamo essere pronti ad affrontare patologie di ogni tipo e, quando necessario, a eseguire interventi urgenti come un drenaggio toracico o a stabilizzare un paziente in attesa del trasferimento”. 

Al Capilupi, inoltre, non sono presenti alcune specialità, come ortopedia, oculistica e otorinolaringoiatria. Il radiologo è disponibile, ma non 24 ore su 24. “Per sopperire a questo problema lavoriamo anche con la telemedicina”. Un’altra difficoltà riguarda il personale che deve arrivare dalla terraferma. “Chi deve venire a lavorare 8 ore sull’isola non sempre è motivato a farlo. Da anni – sottolinea Falco – sostengo che servano incentivi economici per il personale medico e sanitario che sceglie di lavorare qui, prezzi calmierati per biglietti e abbonamenti dei trasporti e foresterie dove poter alloggiare in caso di necessità”. Una soluzione particolarmente importante durante l’inverno, quando il maltempo può impedire i collegamenti con la terraferma: “Se le condizioni meteorologiche peggiorano, il personale dovrebbe avere la possibilità di fermarsi sull’isola e avere un alloggio”. 

Nonostante le difficoltà, Falco guarda con soddisfazione al lavoro svolto dal Capilupi. “Ogni anno il nostro ospedale assiste tra gli 8mila e i 10mila pazienti. Eseguiamo circa 250 interventi di chirurgia di piccola e media complessità, oltre a numerosi interventi d’urgenza, per esempio in caso di perforazioni intestinali o gastrointestinali ed ernie strozzate”. 

E proprio nel trattamento delle ernie, sottolinea Falco, il Capilupi rappresenta una realtà di eccellenza: “Il nostro ospedale è un fiore all’occhiello per le ernie inguinali, in Italia siamo al secondo posto”, conclude.  

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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