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Stop alla sessualizzazione delle atlete, l’Ebu approva nuove linee guida per le riprese tv

L’Europa dice stop alle riprese televisive che “sessualizzano” i corpi delle atlete durante le gare di atletica. L’Unione Europea di Radiodiffusione (Ebu), l’organizzazione che riunisce le principali emittenti dei Paesi europei, ha infatti pubblicato le nuove linee guida per le riprese nelle gare di atletica femminile in collaborazione con la federazione europea di atletica. Per giungere a un risultato davvero soddisfacente, l’Ebu ha consultato tre atlete prima di redigere il documento “Raising the bar – Guidelines for respectful media coverage in women’s athletics”.

Conseguenze psicologiche e offese social per le inquadrature sulle atlete

La saltatrice in lungo serba Ivana Španovic spiega come le conseguenze siano più gravi di quanto si creda: “Alcune inquadrature, soprattutto quando si combinano con stereotipi di genere, non solo possono mettere a disagio le atlete e distrarre inutilmente durante la gara, ma il modo in cui lo sport viene trasmesso può avere anche effetti seri e duraturi sulla salute mentale delle atlete. A volte, persino la posizione della telecamera non è corretta e può creare rischi di infortunio durante il riscaldamento e in altre fasi della competizione”, spiega l’atleta.

La saltatrice con l’asta britannica Holly Bradshaw conferma tramite la propria esperienza personale: “Ho ricevuto insulti sui social in prima persona e ho visto online video inappropriati di me e delle mie colleghe, quando vengono catturate immagini al rallentatore mentre gareggiamo. Le atlete vogliono potersi godere lo sport che amano senza sentirsi a disagio o in ansia per le immagini trasmesse in diretta. Molte atlete, me compresa, si sono trovate in situazioni di gara in cui erano più concentrate sulle telecamere che sulla propria prestazione. Nel nostro sport ci sono moltissimi angoli diversi da mostrare, capaci di valorizzare quanto queste prove e queste atlete siano tecniche e impressionanti, ma troppo spesso le telecamere si soffermano in zoom stretti, mostrando al rallentatore azioni in pose poco dignitose”, dichiara Bradshaw.

La distanza dall’atleta è uno dei criteri chiavi delle nuove linee guida Ebu sulle riprese delle performance femminili.

Inquadrature messe al bando e quali sono ok

Il principio cardine è quello del diritto di cronaca: i broadcaster dovranno evitare le scene che rischiano di mettere a disagio le atlete senza aggiungere nulla alla descrizione della performance sportiva. Oltrepassano la linea rossa soprattutto le inquadrature e le scelte di montaggio che si soffermano sulle atlete quando non sono in movimento, le riprese dal basso o da dietro e i replay al rallentatore inutili sotto il profilo dell’analisi tecnica. Il direttore di Ebu Sport, Glen Killane, sottolinea come le riprese dovrebbero evidenziare l’abilità, la dedizione e l’eccellenza atletica, senza soffermarsi sui corpi delle atlete.

Esempi di inquadrature suggerite e da evitare nel salto con l’asta (Ebu)

Nel documento, l’Ebu allega diversi casi reali di inquadrature per dimostrare che alcune sono “evitabili senza alcuna perdita per lo storytelling, i dati tecnici o la qualità del prodotto visivo”.

“Sebbene molti degli esempi citati riguardino produzioni su larga scala, gli stessi principi valgono anche per le troupe più piccole, che lavorano con meno telecamere e risorse più limitate. Speriamo che queste linee guida vengano percepite non come un insieme di restrizioni, ma come l’inizio di una conversazione tra broadcaster, registi, operatori di ripresa e atlete e atleti, da portare avanti insieme”, si legge nella nota introduttiva delle nuove linee guida Ebu, dove è possibile visionare diversi casi di quali siano le inquadrature da evitare e quali invece quella da promuovere.

Esempi di inquadrature corrette e non corrette nel salto in lungo (Ebu)

Il presidente della European Athletics, il massimo organo continentale dell’atletica leggera, Dobromir Karamarinov ha esaltato la collaborazione con l’Ebu e la direzione intrapresa: “La definizione di linee guida per le riprese è un passo decisivo per eliminare rappresentazioni dannose delle donne nel nostro sport, mantenendo al tempo stesso il massimo livello di qualità narrativa e tecnica. Apprezzo l’iniziativa dell’Ebu e ringrazio tutti i registi, gli operatori di ripresa e le atlete e gli atleti per il loro contributo”, ha dichiarato.

Fonte immagine di copertina: Ebu

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content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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