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Turismo 2026, la Toscana punta sui dati: intelligenza artificiale e borse di studio per la “destinazione diffusa”

La Toscana del turismo prova a giocare d’anticipo. Al Teatro Niccolini di Firenze, il convegno “Regione e Comuni all’opera” ha riunito istituzioni e operatori per tracciare la rotta di un settore che, se da un lato festeggia il pieno ritorno ai livelli pre-pandemia del 2019, dall’altro deve fare i conti con un mercato internazionale sempre più fluido e tecnologico.

Il cuore della nuova strategia regionale batte nel digitale. Con il potenziamento di portali come Visittuscany, la Toscana si posiziona come la seconda regione più avanzata d’Italia per innovazione tecnologica nel settore. Grazie ai sistemi Destination Management System e MAKE IAT, è stato possibile mappare quasi un milione di turisti, profilandone circa la metà. Questi dati permettono ora di capire non solo chi arriva, ma come si sposta e cosa cerca, offrendo a comuni e privati una bussola per orientare gli investimenti.

L’urgenza tecnologica è dettata anche dal mercato: l’assessore Leonardo Marras ha sottolineato come il 75% dei turisti americani — mercato fondamentale ma sensibile alle oscillazioni del dollaro e alle politiche protezioniste estere — organizzi ormai i propri viaggi tramite l’intelligenza artificiale. Per non restare esclusi, i territori devono adattarsi a nuovi paradigmi di marketing.

A dare solidità al progetto è il recente via libera della Consulta, che ha confermato la validità del nuovo Testo Unico regionale. Una vittoria istituzionale che permette ai comuni, compresi quelli più piccoli, di utilizzare strumenti normativi concreti per governare il fenomeno delle locazioni turistiche. L’obiettivo è trovare un equilibrio locale tra la necessità dell’accoglienza e la tutela della residenzialità, evitando che i centri storici si svuotino.

La parola d’ordine per il 2025 e oltre è “decongestionare”. Attraverso la filosofia della Toscana diffusa, promossa con forza dal presidente Eugenio Giani e dagli assessori Marras e Manetti, la regione punta a valorizzare le aree interne, le isole e i borghi meno noti.

Si tratta di un cambio di prospettiva: non più solo promozione delle grandi città d’arte, ma un’offerta esperienziale e destagionalizzata. Tra gli strumenti in arrivo figura anche la “Carta della cultura toscana”, una tessera digitale pensata per mettere in rete musei, gallerie e cammini meno battuti, garantendo che ogni realtà, dalla montagna alla costa, diventi una componente strutturale dell’economia regionale.

Come ribadito dai vertici di Anci Toscana, Susanna Cenni e Michele Angiolini, il successo della nuova fase dipenderà dalla capacità di superare i campanilismi. La “cooperativa istituzionale” tra Regione, Toscana Promozione Turistica e Fondazione Sistema Toscana mira a creare un sistema unitario dove la promozione sia centrale e l’accoglienza sui territori diventi sempre più strutturata e professionale.

REDAZIONE

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