FIRENZE – Presidio di protesta dei lavoratori della Regione Toscana mercoledì 11 febbraio a Firenze, davanti alla sede del Consiglio regionale della Toscana, dove era in corso la seduta istituzionale presieduta da Stefania Saccardi.

Mobilitazione proclamata da Rsu regione Toscana “Per protestare contro la decisione di tagliare 4 milioni di euro dal fondo del salario accessorio, risorse che sono state indirizzate al personale di supporto di organi politici e di governo di giunta e Consiglio regionale. La RSU della Regione Toscana ha proclamato la mobilitazione dopo che, nonostante le ripetute richieste di confronto con la Presidenza della Giunta e del Consiglio, non è pervenuta alcuna risposta alle legittime richieste dei lavoratori”.

Eugenio Giani, Pd, presidente Regione Toscana anche con delega organizzazione e personale: “Le risorse integrative le avevamo già previste. Sono state bloccate da un diniego fatto dal collegio dei revisori alla Corte dei Conti che ha dato uno stop. Cercheremo di trovare un altro modo per passare queste risorse, voglio dipendenti motivati, che lavorano e che giustamente devono avere le loro gratificazioni economiche. La manifestazione è legittima, giusta. Svolge una funzione di sollecitazione però, onestamente, non alla Regione perché già aveva previsto le risorse”.
Annunciato il 17 febbraio incontro tra le parti.
Consiglieri regionali sono intervenuti parlando con i lavoratori in presidio.

Simone Bezzini, capogruppo Pd: “La prossima settimana ci sarà un incontro tra la Regione e i rappresentanti dei lavoratori. La situazione è ingarbugliata da punto di vista giuridico ma stiamo lavorando per trovare soluzioni che vadano incontro alle richieste dei lavoratori e siano praticabili da punto di vista contabile”.
Alessandro Capecchi, Fratelli d’Italia: “Il presidente Giani ha apertamente dichiarato di non sapere cosa facciano i suoi uffici. Si è addirittura arrivati allo stato di mobilitazione dei dipendenti della Regione per una questione legata al salario accessorio, senza che — parole del presidente — egli sapesse nulla, nemmeno della convocazione in Prefettura, il prossimo 13 febbraio, del cosiddetto tavolo di raffreddamento. Una situazione paradossale per un presidente che ha anche la delega all’organizzazione e alla gestione del personale. Si svegli e cominci a governare, anziché fare spot a giro per la Regione Toscana a destra e a sinistra, ma soprattutto a sinistra”.
Andrea Bordo, Cisl: “Il taglio si ripete dal 2021. Sono soldi che vengono tolti dal fondo che serve per retribuire il salario accessorio del personale. È parte fondamentale del salario del dipendente pubblico. Se si mantiene questo stato delle cose il dipendente pubblico avrà una busta paga più bassa. Spero che tutti ne siano consapevoli”.
Flavio Gambini, segretario generale Uil Fpl Toscana: “In un momento complesso, Regione e in modo particolare la presidenza vede di far passare il nono assessore, aumentando i costi della politica. Non è logico andare ad aumentare i costi in Regione ma dobbiamo risolvere il problema dei 2 milioni che mancano sul salario accessorio. Abbiamo chiesto un incontro al presidente Giani che è stato costretto a concedere, il 17 febbraio alle ore 17, a Palazzo Strozzi Sacrati”.
CINZIA GORLA


