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Maxioperazione contro il traffico di rifiuti: bloccate in Italia oltre 1000 tonnellate di materiale

FIRENZE – Una morsa d’acciaio contro i traffici illeciti di rifiuti e sostanze dannose per l’ambiente che vede la Toscana protagonista, purtroppo per i volumi intercettati, ma con un ruolo d’avanguardia sul fronte della repressione. L’operazione Jco Demeter XI, coordinata dall’Organizzazione mondiale delle dogane e conclusasi con numeri record, ha acceso i riflettori su due snodi cruciali del sistema regionale: il porto di Livorno e il distretto industriale di Prato.

In un quadro nazionale che ha visto il sequestro di oltre un milione di chilogrammi di rifiuti, la sinergia tra l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e i reparti territoriali della Guardia di Finanza ha permesso di assestare colpi durissimi alla criminalitĂ  ambientale proprio nei due poli toscani. Livorno, porta d’accesso e d’uscita del Mediterraneo, si conferma frontiera sensibile per il transito di materiali che spesso viaggiano sotto false descrizioni merceologiche. Qui, i controlli incrociati hanno permesso di smascherare carichi pronti a prendere il largo verso i paesi del Sud-Est asiatico, il Pakistan e la Tunisia.

Ma è il dato di Prato a scuotere maggiormente gli analisti, legandosi a doppio filo con la crisi del settore tessile e le zone d’ombra della fast fashion. Sui circa 1.037.137 chili di rifiuti contestati complessivamente in Italia, la quota prevalente — oltre 905mila chili — è costituita proprio da scarti tessili. Nel distretto pratese, l’operazione ha fatto emergere la crescita esponenziale di merce dichiarata come usato o di seconda mano, ma che in realtĂ  nascondeva veri e propri rifiuti pronti per essere smaltiti illegalmente all’estero, bypassando le regole ferree dell’economia circolare.

Un risultato che è figlio del nuovo protocollo d’intesa siglato nel maggio 2025 tra Dogane e Fiamme Gialle, che ha potenziato la capacitĂ  di intelligence e di intervento rapido. La Toscana, con l’asse Livorno-Prato, si ritrova così al centro di una sfida globale: se da un lato i sequestri testimoniano l’efficienza degli apparati di controllo, dall’altro confermano come il territorio resti un obiettivo privilegiato per chi tenta di trasformare gli scarti industriali in profitti illeciti, a danno dell’ambiente e delle imprese che operano nella legalitĂ .

REDAZIONE

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