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Formazione e lavoro, vertice in Regione tra la Toscana e i vertici della rete europea Earlall

Le politiche per il lavoro e la formazione professionale sono state al centro dell’incontro svoltosi lunedì 31 agosto presso la sede del Consiglio regionale della Toscana. Il vertice ha visto confrontarsi l’assessore regionale al Lavoro, Alberto Lenzi, e Madeleine Jonsson, presidente della rete europea Earlall (European Association of Regional and Local Authorities for Lifelong Learning), un’organizzazione nata per promuovere l’apprendimento permanente e la cooperazione territoriale.

La Toscana esprime l’attuale vicepresidenza dell’organismo tramite lo stesso Lenzi, mantenendo così un raccordo diretto tra l’agenda locale e le politiche comunitarie. Ai tavoli dell’associazione siedono come membri effettivi anche la Provincia Autonoma di Trento e diverse amministrazioni regionali di Svezia, Spagna, Germania, Croazia, Francia e Norvegia.

Durante il faccia a faccia, l’amministrazione toscana ha condiviso i dati relativi agli investimenti sul territorio. Per il potenziamento delle competenze, la Regione ha impiegato oltre 40 milioni di euro, attivando novemila corsi. L’iniziativa ha raggiunto novantamila beneficiari, con 65mila persone che hanno già concluso l’iter di apprendimento. Sul fronte della riqualificazione professionale, lo stanziamento ha superato i 19 milioni di euro, permettendo l’avvio di ottocento percorsi rivolti a cinquemila iscritti, tremila dei quali hanno già terminato gli studi. I risultati, che includono anche l’erogazione del reddito di inserimento lavorativo, sono stati ottenuti attraverso il lavoro congiunto degli uffici regionali, dell’Agenzia regionale toscana per l’impiego (Arti) e del Progetto Giovanisì.

L’agenda dell’incontro si è focalizzata sulle strategie per attrarre i fondi europei successivi al Pnrr, guardando in particolare alla proposta di bilancio dell’Unione per il periodo 2028-2034. La nuova programmazione legherà strettamente l’innovazione alle politiche occupazionali, richiedendo alle Regioni la capacità di costruire reti transnazionali tra istituzioni, imprese, atenei e centri di ricerca. Il dialogo ha toccato specifici settori di eccellenza condivisi dai territori della rete, dallo sviluppo aerospaziale fino al comparto culturale.

“Il senso di questo incontro è nelle cifre che rendicontiamo per offrire a livello europeo una rappresentazione puntuale del nostro lavoro in ambito regionale”, ha spiegato Lenzi, ribadendo l’urgenza di mostrare a Bruxelles le ricadute concrete degli investimenti formativi locali. Una visione condivisa da Jonsson, che ha rimarcato il peso politico della cooperazione territoriale: “Avere più Regioni unite rafforza la nostra voce a livello europeo, ci ispira a trovare nuove soluzioni, sostenerci vicendevolmente e individuare le aree dove esiste potenziale di crescita”.

REDAZIONE

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