AREZZO – Sette ore di attesa. Tanto è durato il presidio degli operai sotto le finestre di Palazzo Strozzi Sacrati. Poi, finalmente, la notizia attesa: la procedura di licenziamento collettivo è stata ritirata.
Si chiude con una fumata bianca il lungo vertice fiorentino per la Amom Srl. L’azienda di Badia al Pino, specializzata in accessori per l’alta moda e attualmente in liquidazione, ha fatto un passo indietro. Solo pochi giorni fa, il 30 dicembre 2025, la proprietà svizzera aveva gelato i 70 dipendenti annunciando la fine dei rapporti di lavoro con una fredda videoconferenza.
Ieri lo scenario è cambiato. Al tavolo convocato dalla Regione Toscana il confronto è stato aspro ma risolutivo. A mediare c’era Valerio Fabiani, consigliere di Eugenio Giani per le crisi aziendali, supportato dall’Unità di crisi e da Arti. Di fronte a lui i sindacati Fiom Cgil e Uilm, il sindaco di Civitella in Valdichiana Andrea Tavarnesi e i vertici societari.
“L’atto di oggi è fondamentale”, spiega Fabiani. Aver cancellato i licenziamenti permette di riaprire un confronto costruttivo. L’emergenza immediata è rientrata, ma ora serve una soluzione definitiva.
Il piano condiviso punta dritto al futuro. L’obiettivo primario è la reindustrializzazione del sito produttivo. La Regione farà la sua parte mettendo sul piatto un accordo specifico per le politiche attive del lavoro e la formazione del personale. La strada è ancora in salita, ma il dialogo è ripartito. “Adesso – conclude Fabiani – dobbiamo vincere la sfida vera: quella del rilancio”.
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