AREZZO – Il personale dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Arezzo è intervenuto assieme a quello della Squadra mobile in un centro commerciale per la segnalazione di un signore anziano importunato da un soggetto poi datosi alla fuga.
Sul posto, il personale di polizia ha sentito la vittima, un signore di 80 anni, particolarmente spaventato, che ha riferito come, nel corso della mattinata, è stato dapprima avvicinato e poi fermato nel parcheggio sotterraneo del centro commerciale da un uomo alto, con carnagione chiara, che ha preteso da lui del denaro. L’anziano a quel punto lo ha ignorato, ma il soggetto ha continuato a seguirlo fino a quando, una volta giunti al piano superiore, nei pressi di un bar, lo stesso, dopo averlo aggredito e strattonato, gli ha sottratto il telefono cellulare strappandoglielo dalle mani.
A questo punto lo stesso soggetto ha detto alla vittima che gli avrebbe ridato il cellulare solo in cambio di una somma didenaro; i due si sono diretti quindi verso una banca li vicina ove l’anziana vittima ha prelevato la cifra di 150 euro, dandola all’uomo in cambio della restituzione del cellulare. A questo punto, mentre il soggetto si allontanava dal luogo dei fatti, la vittima, una volta tornata in possesso del telefono cellulare, ha allertato il 118 per i soccorsi e le forze dell’ordine per sporgere formale denuncia/querela.
Informato il pm di turno, dal momento che le ricerche non consentivano di individuare nell’immediatezza dei fatti l’autore dei reati descritti, sono stati svolti i successivi approfondimenti investigativi da parte della Squadra Mobile.
I testimoni oculari presenti al bar e la visione delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza del centro commerciale hanno confermato agli operatori di polizia intervenuti la dinamica dei fatti denunciati dalla vittima, configurandosi a pieno titolo il reato di rapina al momento della sottrazione del telefono ed il reato di estorsione al momento del successivo prelievo forzoso imposto dall’indagato alla persona offesa dietro violenza/minaccia, cosi come confermato dalla visione delle immagini riprese dal sistema di videosorveglianza installato all’Atm. Alcuni testimoni oculari,infine, nel descrivere gli eventi, hanno riferito agli operatori di polizia che l’indagato aveva sul polso un braccialetto di tipo ospedaliero, come se fosse stato appena dimesso da una struttura sanitaria.
I successivi accertamenti all’ospedale San Donato, anche assieme al locale posto di polizia, hanno fornito riscontro positivo. Nella mattinata in questione, infatti, era stato dimesso, poche ore prima rispetto ai fatti occorsi, un paziente compatibile con le descrizioni fomite dalla vittima e dai testimoni oculari ascoltati nell’immediatezza dei fatti.
Confrontate le immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza del centro commerciale con quelle riprese dalle telecamere dell’ospedale San Donato si è giunti alla conclusione che si trattasse inequivocabilmente della stessa persona. Tramite l’acquisizione della documentazione medica si giungeva cosi all’identificazione dell’indagato: un italiano quarantenne, residente a Firenze, noto alle forze dell’ordine per reati inerenti gli stupefacenti e reati contro il patrimonio. L’indagato è stato, infine, riconosciuto in sede di identificazione fotografica sia dalla vittima, sia dai diversi testimoni oculari presenti al momento del fatto.
Vista la gravita dei fatti occorsi nei confronti dell’anziana vittima, l’elevato rischio di reiterazione del reato e la pericolosità sociale dell’indagato, considerai gli indizi, il pm titolare del procedimento ha richiesto al Gip l’applicazione di una idonea misura cautelare.
Ha emesso quindi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato per i reati di rapina ed estorsione aggravata dalla vulnerabilità della vittima. La misura cautelare è stata eseguita a Firenze dove l’indagato e stato rintracciato all’interno del proprio domicilio dagli uomini della Squadra Mobile della questura di Arezzo. Dopo l’espletamento degli atti di rito, l’uomo e stato condotto al carcere di Sollicciano.
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