AREZZO – Il distretto orafo aretino finisce sotto la lente del Palazzo del Governo per blindare uno dei comparti più strategici dell’economia locale. Si è tenuta nella mattinata odierna (15 aprile) una nuova riunione operativa presieduta dal prefetto, alla quale hanno preso parte il procuratore capo della Repubblica, il presidente della Camera di Commercio, i vertici provinciali delle forze di polizia e i rappresentanti della Consulta Orafa. L’incontro, che segue il tavolo dello scorso 12 marzo, ha analizzato le vulnerabilità emerse durante i recenti colpi messi a segno contro le aziende del settore, studiando le nuove modalità operative utilizzate dalle bande criminali.
L’appello lanciato dal prefetto e dal procuratore è stato chiaro: gli imprenditori devono considerarsi parte attiva nella strategia di difesa. Nessuna azienda, secondo quanto emerso dal vertice, può ritenersi esonerata dall’apportare un contributo adeguato alla sicurezza collettiva del distretto. In risposta, le associazioni di categoria si sono impegnate a avviare una capillare azione di sensibilizzazione tra gli iscritti, affinché vengano potenziati i sistemi di sicurezza passiva in base al valore delle merci custodite e alla posizione logistica degli stabilimenti.
Sul fronte del controllo del territorio, questore e comandanti provinciali di carabinieri e Guardia di finanza hanno confermato che il dispositivo di vigilanza nelle aree industriali è già pienamente operativo e strutturato con servizi dedicati. Le forze dell’ordine hanno inoltre rinnovato la disponibilità a fornire consulenza tecnica diretta agli orafi per individuare le tecnologie più efficaci nel contrasto ai furti.
Tra le misure ritenute prioritarie per elevare il muro di protezione attorno ai lingotti e ai preziosi, il tavolo ha indicato il rafforzamento degli accessi carrabili, il potenziamento della videosorveglianza e una migliore illuminazione delle aree produttive. Cruciale sarà anche la sinergia con gli istituti di vigilanza privata per garantire interventi tempestivi.
La prefettura manterrà un monitoraggio costante sulla situazione, confermando che la tutela dell’oro di Arezzo richiede un fronte comune e coordinato tra istituzioni e mondo produttivo.
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