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Commemorato a Castiglion Fiorentino il sovrintendente capo della polizia Emanuele Petri

CASTIGLION FIORENTINO – Questa mattina (2 marzo), in occasione del 23esimo anniversario dalla morte del sovrintendente capo della polizia Emanuele Petri, vittima del terrorismo e medaglia d’oro al valore civile, ha avuto luogo, a Castiglion Fiorentino, la cerimonia commemorativa.

Emanuele Petri, in servizio presso il posto di polizia ferroviaria di Terontola, fu assassinato in un agguato di matrice terroristica, durante l’espletamento del servizio, su un treno regionale sulla tratta Roma – Firenze, all’altezza di Castiglion Fiorentino il 2 marzo 2003. Sul treno, il sovrintendente, insieme ai colleghi Fortunato e Di Fonzo procedeva al controllo delle generalità di due passeggeri. I due, un uomo e una donna, esibivano due carte d’identità apparentemente valide, poi risultate rubate e contraffatte; notate delle incongruenze, Emanuele comunicava i nominativi dei passeggeri alla sala operativa per i riscontri, avvicinandosi ai colleghi senza distogliere l’attenzione dai due passeggeri, avendo intuito che qualcosa non andava. In quel frangente, l’uomo ha estratto una pistola e puntandola al collo di Petri, intimando agli altri due operatori di consegnare le armi. Sebbene sotto la minaccia di una pistola i poliziotti hanno cercato di sopraffare i due. Ne è nata una violenta colluttazione con l’esplosione di alcuni colpi uno dei quali colpiva Petri a morte. La donna ha tentato di sparare al poliziotto, non riuscendoci. L’intervento dei poliziotti portò all’arresto di Nadia Desdemona Lioce e alla morte di Mario Galesi, vertice delle Nuove Brigate Rosse. Grazie al sacrificio di Petri fu possibile recuperare materiale che permise di arrestare tutti gli elementi del gruppo.

Alla presenza del sottosegretario di Stato all’Interno onorevole Nicola Molteni, del prefetto Carmine Belfiore, vicedirettore generale della pubblica sicurezza con funzioni vicarie, del prefetto di Arezzo Clemente Di Nuzzo, del questore di Arezzo Cristiano Tatarelli, del questore di Perugia Dario Sallustio, del direttore del dervizio polizia ferroviaria Massimo Improta, del sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli, delle autorità civili e militari, della famiglia Petri, della comunità di Castiglion Fiorentino e dei numerosi studenti delle scuole, è stata deposta una corona d’alloro in memoria del Caduto al cippo a lui intitolato alla stazione ferroviaria, areea di Castiglion Fiorentino.

Nel suo intervento l’onorevole Nicola Molteni ha evidenziato che “Emanuele Petri è il volto autentico e genuino della Polizia di Stato quotidianamente al servizio del paese con abnegazione, coraggio e dedizione fino all’estremo sacrificio della propria vita. La Polizia è una grande istituzione che difende la legalità e protegge la democrazia e la libertà. Ricordare e onorare la memoria di Petri vuol dire custodire e tramandare i valori di sacrificio, lealtà e fedeltà alla Patria e alla Repubblica”.

“Quello di oggi è un momento che ci invita alla riflessione rispetto ad eventi della storia del nostro paese estremamente importanti – ha concluso – soprattutto per i giovani è un’occasione per stimolare la conoscenza che genera cultura e conseguentemente futuro. Il passato insegna a non dare mai nulla per scontato, ad analizzare con occhio critico il presente a maggior ragione in un momento storico complesso come quello che stiamo vivendo” queste le parole del Prefetto Carmine Belfiore nel suo intervento.

 

 

REDAZIONE

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