Ucraina, Zelensky: “Putin sta perdendo. Russia ha avuto 54mila morti e feriti a ottobre”

(Adnkronos) –
“La Russia sta perdendo”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky apre un mese fondamentale nella guerra con la Russia. Nei prossimi giorni il dialogo Kiev-Mosca dovrebbe ripartire con un incontro trilaterale, con la presenza anche degli Stati Uniti al tavolo. Intanto, il conflitto continua sul campo mentre l’inverno si avvicina. La Russia, dice Zelensky, ha perso 54.400 soldati, tra morti e feriti gravi, nel mese di ottobre. Per il presidente ucraino, si tratta del bilancio mensile più pesante dall’inizio dell’invasione. Il 21 ottobre, inoltre, l’esercito russo avrebbe registrato il record di perdite giornaliere, con 2.250 militari.
 

“La Russia sta perdendo. Stiamo mantenendo le nostre posizioni, liberando territorio e facendo in modo che ogni giorno di guerra costi all’aggressore il più possibile. Per mettere fine a queste perdite folli, alla Russia basta solo optare per un cessate il fuoco e la via diplomatica”, dice Zelensky, disponibile ad un faccia a faccia con Vladimir Putin. Davanti all’ipotesi di un meeting in Turchia, il presidente ucraino è perentorio: “Siamo pronti a questo incontro”, dice, convinto che soltanto un confronto diretto tra i leader può risolvere le questioni sulle quali le delegazioni tecniche non riescono a trovare un’intesa. 

Per ora, però, si riparte da un dialogo prettamente tecnico. “Ci stiamo ora preparando per un formato negoziale trilaterale – Ucraina, Stati Uniti e Russia – nella prima metà di novembre”, conferma Zelensky. Il presidente ucraino cita l’operazione umanitaria ad Oleshky che “dimostra chiaramente come passi per la de escalation siano possibili quando la Russia è il Paese a cui si chiede di fare tali passi”. Nella città dell’Ucraina meridionale, strangolata dalla guerra e occupata dai soldati russi, nella serata dell’1 novembre è terminata la tregua che ha permesso la consegna di aiuti umanitari e l’evacuazione dei residenti che desideravano lasciare la città. Un segnale positivo, ma sinora isolato. 

 

La strada negoziale rimane in salita e, al di là delle dichiarazioni ottimistiche di Donald Trump, anche gli Stati Uniti sono consapevoli delle difficoltà connesse a qualsiasi iniziativa diplomatica. Il segretario di Stato americano Marco Rubio, in particolare, avrebbe espresso privatamente ai suoi omologhi occidentali forti dubbi sulla possibilità di raggiungere un accordo negoziato per porre fine alla guerra nei prossimi mesi, giudicando inoltre irrealistica nel breve termine un’adesione di Kiev alla Nato. Radio Free Europe/Radio Liberty, citando fonti diplomatiche europee, evidenzia che il capo della diplomazia americana avrebbe condiviso queste valutazioni durante la riunione dei ministri degli Esteri del G20 ad Atlanta, conclusa sabato 31 ottobre. Rubio avrebbe in particolare sottolineato che l’ingresso dell’Ucraina nella Nato sarebbe inaccettabile per Putin. 

Secondo le stesse fonti, Rubio avrebbe inoltre avvertito che neppure la conquista dell’intero Donbass da parte della Russia sarebbe sufficiente a soddisfare le ambizioni territoriali del Cremlino. Le indiscrezioni arrivano dopo che il segretario di Stato ha prospettato la possibilità di invitare Zelensky al vertice dei leader del G20 in programma a dicembre, qualora la sua partecipazione potesse favorire risultati concreti. 

 

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