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Pericolo fulimini in montagna, i consigli del Soccorso Alpino: “Allontanarsi da creste e rocce e abbandonare oggetti metallici”

(Adnkronos) – “Per scongiurare le conseguenze di una scarica
fulminea, l’attività migliore è la prevenzione. Occorre quindi pianificare l’escursione in base a quelli che sono i dati meteo che ci vengono forniti. Certo, il temporale in montagna può capitare e ci si può trovare nella condizione di non poterlo evitare. E allora, è bene sapere che ci sono delle zone particolarmente a rischio, come le creste, le cime, le vette. Se si hanno con sé degli oggetti metallici, bisogna abbandonarli da una parte o comunque tenersene a distanza, perché attirano l’energia. Scendere di quota quando si vede arrivare il temporale, scendere il più possibile, stare lontano anche dalle rocce, perché insieme a creste, pareti, croci di vetta, possono attirare maggiormente il fulmine”. Dopo la morte di due escursionisti colpiti da un fulmine in Alto Adige e sull’Etna, Pino
Giostra, della direzione nazionale del Soccorso Alpino, spiega all’Adnkronos come comportarsi per evitare incidenti spesso fatali in alta quota.  

“Non solo. Ci possono anche essere delle scariche di elettricità – avverte l’esperto – Sono come delle fiammelle blu che vediamo propagarsi sulle cime o sugli oggetti metallici: si chiamano fuochi di Sant’Elmo. Sono silenziose, e si manifestano particolarmente quando c’è l’area elettrizzata da nubi cariche di elettricità prima ancora che scarichi il fulmine. Un’altra cosa importante è non stare in gruppo, allontanarsi, e se non è impossibile, prendere il sentiero e scendere. Un fulmine arriva a temperature anche fino a trentamila gradi centigradi, brucia qualunque cosa che abbia vicino. E può raggiungere anche una velocità di diecimila chilometri al secondo, quindi è qualcosa di imprevedibile e inevitabile. Per questo, ribadisco, la chiave di volta è la prevenzione. Ormai le previsioni sono piuttosto accurate. Occorre fare in modo di non trovarsi in alta montagna nel momento in cui è previsto un temporale, anche perché in questo preciso momento storico e stagionale, con tutta la siccità che c’è stata, si stanno manifestando dei fenomeni estremamente violenti dal punto di vista sia delle precipitazioni che, conseguentemente, anche delle scariche dei fulmini. Torrenti secchi possono trasformarsi fino ad arrivare ad avere una portata di acqua incredibile, con il rischio di esondazioni. E’ veramente pericoloso in questi giorni trovarsi con un temporale in montagna – conclude Giostra – ed è importante consultare bene il bollettino meteo, documentarsi sulla durata dell’escursione, sulle proprie capacità, su quanto necessario e fare in modo di essere già rientrati o trovarsi già in bassa montagna nel momento in cui si manifesti un temporale”.  

 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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