(Adnkronos) – Oggi, se il presidente russo "Vladimir Putin attaccasse la Nato, la reazione sarebbe devastante". "Perderebbe. E lui lo sa" dice il segretario generale della Nato Mark Rutte, a Bruxelles in conferenza stampa alla vigilia della Ministeriale Difesa. Per Rutte, oggi nella Nato "deterrenza e difesa sono molto forti. Ciò di cui dobbiamo essere sicuri è che tra quattro o cinque anni, data la velocitĂ con cui ha accelerato l'industria della difesa, la produzione, e alla luce di quello che sta facendo la Cina, che investe pesantemente nella sua Marina, la qualitĂ di tutto ciò che stanno producendo ora… è a un livello paragonabile a quello che stiamo facendo all'interno del territorio della Nato".  Il prossimo obiettivo di spesa per la difesa che i Paesi membri della Nato decideranno sarĂ "sopra il 3%" del Pil. Rutte ha detto che la cifra precisa verrĂ decisa dagli Alleati piĂą avanti. Il segretario generale ja ribadito che gli europei devono spendere di piĂą: "Dobbiamo fare molto di piĂą per avere ciò di cui abbiamo bisogno per la deterrenza e la difesa, affinchĂ© l'onere sia ripartito in modo piĂą equo", ha detto. L'ex premier olandese ha anche spiegato che l'obiettivo del 2%, fissato nel 2014 per il 2024 e non da tutti raggiunto, non è sufficiente ad assicurare all'Alleanza che verrĂ colmato il "divario" che esiste tra le necessitĂ di difesa, alla luce del mutato contesto geopolitico, e le capacitĂ oggi disponibili. Quanto al fatto che Hegseth ha detto che l'Alleanza deve diventare piĂą "letale", Rutte ha concordato, dicendo che un'alleanza militare come la Nato deve essere "letale" per definizione, perchĂ© in caso contrario non avrebbe alcun effetto deterrente. Dai futuri "colloqui", volti a porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia dovrĂ uscire una soluzione "durevole", non un remake degli accordi di Minsk del 2014. "Abbiamo molti alti funzionari americani in visita qui alla Nato, ma anche, ovviamente, a Monaco per la conferenza sulla sicurezza – afferma – e c’è una convergenza di opinioni, secondo cui dobbiamo assicurarci che l’Ucraina si trovi nella migliore posizione possibile per avviare i colloqui". Il Protocollo di Minsk, firmato il 5 settembre 2014 nella capitale della Bielorussia da Ucraina e Russia, sotto l'egida dell'Osce, constava di dodici punti e mirava a porre fine al conflitto nel Donbass. Per "cambiare davvero la traiettoria del conflitto" in Ucraina, "dobbiamo fare ancora di piĂą. Quanto piĂą forte è l’Ucraina sul campo di battaglia, tanto piĂą forte sarĂ al tavolo dei negoziati, tanto maggiori saranno le possibilitĂ di ottenere un buon accordo per una pace duratura". "E' ciò che tutti vogliamo per l’Ucraina – aggiunge Rutte – per la nostra sicurezza condivisa e per la nostra stabilitĂ globale". Per gli aiuti a Kiev "gli alleati non solo hanno rispettato i propri impegni, ma li hanno ampiamente superati. Hanno fornito oltre 50 miliardi di euro, piĂą della metĂ dei quali provengono dagli alleati europei in Canada. Questo invia un chiaro segnale del nostro incrollabile impegno nei confronti dell’Ucraina". "Costituisce inoltre un grande passo – conclude – nella direzione di ciò che il presidente Donald Trump ha richiesto. Sono d'accordo con lui che dobbiamo equiparare l'assistenza in materia di sicurezza all'Ucraina" tra Usa e alleati europei. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nato, Rutte: “Se Putin ci attaccasse perderebbe e lo sa”
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