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Libro dei Fatti, Descalzi: “Garantire sicurezza delle forniture e investire nei game changer della transizione”

(Adnkronos) – “Negli ultimi anni abbiamo attraversato crisi gravi e di impatto globale: nel 2020, la pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova le economie mondiali; nel 2022, la grave crisi energetica europea ha messo a nudo la totale dipendenza e vulnerabilità dell’Unione Europea dal punto di vista energetico, con forti ripercussioni sui bilanci statali, sulle imprese e sulle famiglie; oggi, siamo in presenza di gravi conflitti in aree geopoliticamente cruciali, nonché di un’incertezza profonda e generalizzata dovuta al definitivo superamento del modello tradizionale di globalizzazione e alla conseguente ridefinizione dell’ordine commerciale mondiale. In questo contesto, l’esigenza imprescindibile di intraprendere la transizione energetica viene diluita da altre priorità vitali, da perseguire in parallelo, come la difesa o la competitività industriale ed economica, nonché la sostenibilità sociale”. Lo scrive l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi nell’intervento per la 35esima edizione del Libro dei Fatti dell’Adnkronos. 

“In questo contesto – sottolinea Descalzi -, è prioritario per le compagnie energetiche continuare a garantire da un lato la sicurezza delle forniture tradizionali, che ancora rappresentano buona parte della domanda globale di energia, e dall’altro abbatterne sempre di più le emissioni associate alla loro produzione, creando al contempo nuovi business legati alle energie del futuro, come rinnovabili e biocarburanti, e investire nei game changer della transizione, come la fusione a confinamento magnetico o la fissione nucleare di nuova generazione. 

In questo senso, rileva l’ad di Eni, “la strategia di decarbonizzazione di Eni, concepita 10 anni fa, sta dando i suoi frutti con la creazione negli ultimi anni di due società legate ai nuovi business, Plenitude (rinnovabili, e-mobility, ampia base clienti) ed Enilive (bioraffinazione, biocarburanti e stazioni di servizio), che in pochissimi anni hanno raggiunto un valore complessivo di 22 miliardi di euro e un Ebitda di circa 1 miliardo di euro ciascuna; e una terza società è nata da poco, legata ai progetti di cattura, trasporto e stoccaggio della CO2, anch’essa destinata a crescere nei prossimi anni. Questi sono tutti business che affrontano la transizione senza dipendere da sussidi o incentivi, quindi dai bilanci statali – sempre più ridotti e già messi alla prova dalle crisi precedenti – e crescono, anzi, in autonomia, attirando per il loro potenziale l’interesse di importanti fondi internazionali”. 

Inoltre, a sostegno della sicurezza energetica e della competitività, sottolinea Descalzi, “Eni prosegue nella valorizzazione dei propri successi esplorativi focalizzandosi sul gas, la meno emissiva tra le fonti fossili. Ne è un esempio virtuoso la Business Combination che stiamo costituendo con la società malese Petronas: l’aggregazione degli asset in Malesia e Indonesia consentirà la creazione di una società di rilevanza internazionale sia in termini di riserve che di produzione, destinata a contribuire in modo importante alla domanda di gas del Sud Est Asiatico, prevista in forte crescita anche per il progressivo spiazzamento del carbone”. 

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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