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Da Aldo Cazzullo al fratello di Lady D, le novità in libreria

(Adnkronos) – Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d’inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall’AdnKronos. 

E’ in libreria con HarperCollins l’ultimo saggio firmato da Aldo Cazzullo, ‘Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento’. I Medici, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Colombo, Galileo. Aldo Cazzullo prosegue il suo straordinario viaggio nella storia e conduce il lettore per mano attraverso il Rinascimento. In un’epoca segnata da guerre, intrighi e tradimenti, l’Italia vide una fioritura senza precedenti in tutti i campi del sapere umano. E con la sola forza di queste menti geniali seppe rivoluzionare il mondo, dando inizio alla modernità. La saga dei Medici. Il viaggio di Cristoforo Colombo. I più grandi artisti che l’umanità abbia mai avuto: Leonardo, Raffaello, Botticelli. Il più grande di tutti, almeno secondo l’autore: Michelangelo (a vent’anni la Pietà, a 25 il David, a trenta la volta della Sistina, e poi il Giudizio Universale, il Mosè…). 

Aldo Cazzullo prosegue il suo viaggio nella storia e nell’identità italiana raccontando il nostro Rinascimento. ‘Quando l’Italia rinacque’ affronta non solo l’arte e la letteratura, ma gli eventi e i pensieri del tempo: l’uomo al centro dell’universo, l’uomo che ha fiducia in se stesso ed è artefice del proprio destino. Una grande avventura della libertà, che porta il cavallo alato dell’Ariosto sulla Luna e i navigatori a scoprire il Nuovo Mondo. E tra i grandi personaggi ci sono le donne: da Vittoria Colonna, che ispira Michelangelo, a Lucrezia Borgia, calunniata dalla leggenda nera che la trasformò in un’avvelenatrice mentre in realtà era terziaria francescana. Sino al tramonto del Rinascimento, segnato da tre tragedie: il rogo di Giordano Bruno, l’abiura di Galileo, la morte di Caravaggio. 

Sarà sugli scaffali dal 22 settembre con Einaudi ‘Malinconico Blues’ di Diego De Silva, libro che segna il ritorno di Vincenzo Malinconico, ‘l’avvocato d’insuccesso’ interpretato per il piccolo schermo da Massimiliano Gallo. Malinconico, che aveva accettato, dopo essersi fatto anche pregare, di associarsi al rinomato studio legale Lacalamita, adesso ha voglia di decrescere. È in fase di downshifting, direbbero i suoi amici anglofoni, se ne avesse. Desidera ridurre i ritmi di lavoro per recuperare una dimensione di vita piú autentica, direbbe invece Nives, la sua ex moglie psicologa. Ma mentre Malinconico sta maturando la decisione, il suo amico e collega Benny gli dice che vuole abbandonare lo studio e affidarlo a lui. Che farà, Vincenzo Malinconico? Accetterà i consigli del suo angelo custode, un disgraziato che arriva sempre nelle vesti di grillo parlante molesto? Cercherà nuove sistemazioni, una piú imbarazzante dell’altra? Intanto, dovrà occuparsi professionalmente di due casi davvero singolari.  

Quello del suo vecchio amico Duccio detto Gaviscon, stanco delle relazioni umane, che cercherà in una donna non propriamente umana la soluzione definitiva al problema della solitudine. E quello di un attore, Pasquale Bellissimo, che prima gli chiede di rappresentarlo nella sua causa di divorzio e poi – dopo essere stato ripreso dalla telecamera di un condominio mentre ha un rapporto sessuale con una modella – lo coinvolge in una vicenda ben piú seria. E a complicare le cose è il dettaglio, non trascurabile, che Bellissimo è un ex di Veronica, la compagna di Vincenzo. Quel che è certo è che Malinconico mostrerà il suo talento innato nel conferire dignità alle cause spinose. È anche questo – insieme al suo amore per le digressioni spiazzanti, alle sue debolezze, alla sua vitalità – che gli ha regalato l’affetto di tanti lettori, molti dei quali convinti che Vincenzo esista davvero: qualcuno dice persino di averlo incontrato e di averci scambiato due chiacchiere. 

Arriva in libreria con Mondadori dal 22 settembre ‘Canto del cigno’ di Charles Spencer, il fratello dell’indimenticabile principessa Diana. Nel settembre del 1997 Charles Spencer salì sul pulpito dell’abbazia di Westminster per esprimere, davanti al mondo intero, tutto il suo dolore per la perdita dell’amata sorella Diana. Oggi, a quasi trent’anni di distanza, racconta da una prospettiva straordinaria la vita di Diana e la tragica settimana che seguì la sua morte. Durante l’infanzia, Charles e Diana, i più piccoli della famiglia Spencer, erano inseparabili: Carlos e Duch – così si chiamavano in segreto tra loro – erano i più intimi confidenti l’uno dell’altra. Insieme, avevano giocato liberi nella tenuta di famiglia e affrontato le angherie di bambinaie dispotiche, sostenendosi sempre a vicenda anche nei durissimi anni del collegio e durante il lacerante divorzio dei genitori. Tutto cambiò quando Diana sposò il principe del Galles, oggi re Carlo III, e dalla sera alla mattina divenne un’icona globale. Charles vide la sorella maggiore mettersi al servizio degli emarginati del mondo e assaporare le gioie della maternità con i suoi amatissimi figli. Tuttavia, perseguitata da giornalisti senza scrupoli quando il suo matrimonio fallì, Diana venne lasciata tragicamente sola. Charles è sempre stato al suo fianco, fino a quella drammatica notte di agosto del 1997. 

Il giornalista Andrea Vianello firma per Solferino ‘I figli si baciano di notte’, sugli scaffali dal 22 setttembre. In una periferia romana, da un vecchio cinema ormai chiuso da decenni, una sera si sentono provenire voci di ragazzini. Una burla, una bravata? Davvero ci sono degli adolescenti, là dentro? A poco a poco, attorno a quel luogo sospeso nel tempo, si raduna una comunità inquieta quanto singolare: curiosi, solitari, investigatori, superstiti. Prima gli abitanti del quartiere e poi la polizia indagano, ma il cinema è vuoto. E le voci, che insistentemente interpellano i passanti, sembrano proprio appartenere alle vittime di un grave incidente di qualche anno prima. Un attimo, una fatalità, un caso che ha scosso la cronaca per poi scomparire nell’oblio, ma non per tutti. Da allora, i padri hanno smesso di parlarsi, di guardarsi, di capire, chiusi nel lutto e nel senso di colpa. Adesso a quanto pare i loro figli chiedono di parlare con loro e devono farlo presto, perché il vecchio cinema ha i giorni contati… ma quegli uomini spezzati dalla vita saranno disposti a credere a una così assurda diceria? E a che prezzo? 

Questa storia splendidamente narrata – nel sorriso, nel pianto e nel fiato sospeso – è piena di vita: quella dei luoghi che non si arrendono all’oblio, dei padri resi muti dal pudore dei sentimenti, delle famiglie che cambiano, scoppiano, resistono. Un romanzo sul mistero della memoria, sull’amore che non si estingue, sulla possibilità, reale o illusoria, di tornare a sfiorarsi, almeno un’ultima volta. 

E’ in libreria con La Nave di Teseo ‘Villa Coco’ di Andrew Sean Greer. Alla fine degli anni novanta, Geoffrey – giovane archivista americano deciso a lasciarsi alle spalle il caos dei sentimenti – arriva in una villa sulle colline toscane per catalogare una misteriosa collezione d’arte. Ad attenderlo c’è la Baronessa Lisabetta, che gli amici chiamano Coco: novantadue anni, un passato ambiguo, un gusto infallibile e una vita costruita tra verità e finzione. Intorno a lei, una casa popolata da artisti, servitori, fantasmi e segreti. E una collezione che sembra oscillare, come tutto quello che circonda la Baronessa Coco, tra realtà e invenzione. 

Quello che doveva essere un lavoro ordinato e razionale, utile a cercare un nuovo equilibrio dopo i bagordi universitari, si trasforma ben presto in un curioso apprendistato alla vita, un inaspettato percorso fatto di scoperte e rivelazioni: Geoffrey impara a guardare, a raccontare, ad amare. E soprattutto a dubitare – delle opere, delle storie, di se stesso. Tra passioni irrisolte, identità incerte e continui slanci verso nuovi inizi, Villa Coco è un romanzo di formazione atipico, ironico e malinconico: una commedia elegante in cui Andrew Sean Greer intreccia desiderio, illusione e ricerca di sé, esplorando il sottile confine tra autenticità e invenzione e suggerendo che, a volte, la verità più profonda nasce proprio da ciò che scegliamo di raccontare. 

Andrew Sean Greer è nato nel 1970 a Washington. È l’autore di ‘Le confessioni’ di Max Tivoli (scelto come miglior libro del 2004 da San Francisco Chronicle e Chicago Tribune e vincitore del Northern California Book Award, il California Book Award, il New York Public Library Young Lions Award, e l’O. Henry Award), ‘Storia di un matrimonio’ e L’e vite impossibili di Greta Wells’. È direttore della Fondazione Santa Maddalena. Presso La nave di Teseo ha pubblicato ‘Less’ (2017, premio Pulitzer per la narrativa 2018), ‘La via dei pianeti minori’ (2019) e ‘Less a zonzo’ (2023). 

E’ in libreria con Mondadori ‘Casa è dove va’ di Serena Venditto. È una settimana impegnativa per Malù Ferrari: deve discutere la tesi di dottorato e ha appena rotto con il fidanzato in partenza per la Svizzera. Come se non bastasse, il padrone di casa è costretto a vendere l’appartamento di via Atri in fretta e furia per farne un bed and breakfast. Ha bisogno di soldi: la moglie è agli arresti domiciliari, accusata di omicidio. Tutte le prove sono contro di lei: è stata trovata con un coltello insanguinato in mano davanti al cadavere del suo vicino di casa, mentre ripeteva ossessivamente “Che ho fatto!”. Lei non ricorda niente, ma si professa innocente. Per Malù, Ariel, Samuel e Kobe (per non parlare del gatto Mycroft) lasciare via Atri è fuori discussione, e c’è solo un modo per salvare la loro amatissima casa: trovare il vero assassino. D’altra parte, a Napoli, dove il turismo non si ferma mai e i bed and breakfast nascono come funghi, trovare una casa da affittare può essere un’impresa più ardua che risolvere un caso di omicidio. La nuova indagine dei quattro più uno di via Atri 36 si dipana fra interrogatori ben poco ortodossi, improvvisate disquisizioni d’arte, visite ad appartamenti improbabili, drammi sentimentali da operetta e bizzarre lezioni di yoga. Ma tutto è possibile se hai il fiuto di Malù, una famiglia elettiva abbastanza incosciente da assecondarti e un gatto nero dalla tua parte. 

E’ sugli scaffali con Sellerio ‘La scala di seta’ di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone. Serena Martini fa la chimica. E già questo basterebbe a riempirle le giornate, se non fosse che, fuori dal laboratorio, c’è anche una famiglia vivacemente assortita che reclama tempo, energie e pazienza. Quando una giovane architetto si presenta con una misteriosa polverina da analizzare con urgenza, Serena pensa di trovarsi davanti a uno dei tanti incarichi insoliti del mestiere. Peccato che la cliente sparisca senza saldare il conto. La donna si chiamava Chiara Sbrana. Serena ancora non lo sa, ma Chiara è morta, investita in una strada isolata. Incidente? Omicidio? Femminicidio? L’indagine finisce nelle mani di Corinna Stelea, intendente brillante, intuito da vendere, una statura da cestista e un grado che non rende giustizia alle sue capacità. Per Corinna il primo enigma è proprio quella polverina e la fretta con cui Chiara aveva voluto farla analizzare. Da qui nasce una collaborazione inevitabile con Serena, che alla curiosità naturale affianca la competenza della scienziata. Un’indagine condotta a quattro mani, anche se spesso a distanza, tra intuizioni, esperimenti e rischi sempre più concreti. A complicare il quadro ci pensano una misteriosa ‘buona notizia’ promessa alla madre poco prima della morte, un appartamento che nasconde molto più di quanto sembri, telefonate insistenti e una catena di indizi che, invece di restringere il campo, lo allarga.  

Nel terzo romanzo della serie con Serena Martini e Corinna Stelea, gli autori intrecciano il piacere dell’indagine su un delitto con quello della scoperta. Il giallo procede attraverso una trama ricca di dettagli che, come in una reazione chimica ben riuscita, trovano il loro equilibrio solo alla fine. Il tutto è raccontato con un’ironia leggera, mai gratuita, e con uno sguardo attento ai personaggi, senza rinunciare al gusto per il sapere: chimica, diritto, tecnica pittorica, scienza dei materiali – persino la sorprendente resistenza della seta – diventano parte integrante del racconto, perché spiegano, incuriosiscono e, soprattutto, ricordano che la conoscenza può essere una forma di meraviglia. 

Laterza manda sugli scaffali ‘Orazione incivile per la città di Milano’ di Silvia Ballestra. Che vuoi che sia se ti piazzano 30 piani nel cortile? Se cacciano ‘i pòver’ e li sostituiscono con ‘i sciuri’? Se trovare una casa è diventato peggio di una mission impossible? ‘Milan l’è semper chì!’ È sempre lei, la città più cool dell’orbe terracqueo con i suoi grattacieli, la gente che lavora, la gente che produce. Fatti andare tutto bene, altrimenti ‘föra di ball!’ Una contro-narrazione feroce e lucidissima sulla Milano del potere, della speculazione e delle vite espulse. 

Tutto parte da un ascensore. O meglio da una scala tanto stretta da non permettere nemmeno il ‘giro barella’. In un vecchio condominio di Porta Venezia, dove per decenni i bagni sono stati in comune, si apre il conflitto: da una parte le signore ultranovantenni dei primi piani; dall’altra la banda degli ascensoristi e le élite dei piani alti, già proiettate sui traffici dei b&b. Una piccola guerra di pianerottolo che diventa, passo passo, la storia più ampia di una città. Quando nell’estate del 2025 partono le inchieste della procura di Milano, i milanesi scoprono un sistema di potere e ingiustizia di cui avevano già sentore: grattacieli spuntati ovunque, perfino nei cortili, e una nuova razza padrona fatta di squali della finanza e fruitori di eventi effimeri. Parlano una neolingua inzeppata di termini anglosassoni che colonizza subito la politica: il sindaco è un city manager, l’architetto è archistar, lo sfruttamento è inequalities, gli schiavi sono riders. Negli ultimi anni, quasi mezzo milione di milanesi ha lasciato la città. Chi è rimasto assiste sbalordito a prezzi degni di Zurigo, con salari fermi all’Italia di vent’anni fa. Un pamphlet sporco e veloce come un vecchio pezzo punk, che è anche una lettera d’amore per una città che è sempre stata accogliente e ricca di possibilità. 

Con Bompiani arriva in libreria ‘L’America che verrà’ della giornalista Viviana Mazza. La seconda presidenza Trump ha messo in discussione molto di ciò che credevamo di sapere sugli Stati Uniti. È stato un terremoto, più forte del precedente, con una serie di scosse e tensioni che hanno continuato a lavorare sia sottoterra che in modo dirompente. Donald Trump ha esteso il potere esecutivo, con il frequente appoggio della Corte suprema e aggirando il Congresso, e ha esercitato un controllo diretto sulla burocrazia, rimuovendo funzionari indipendenti e imponendo aggressive misure anti-immigrazione. La vendetta contro i suoi nemici è stata un punto focale del suo governo. Dal Venezuela all’Iran il presidente ha usato la forza militare, ma la guerra ha diviso i suoi stessi sostenitori.  

Che cosa è quindi oggi l’America? Un Paese smarrito o che si avvia verso una nuova fase? Viviana Mazza interroga dei personaggi di spicco della società americana, che ci spiegano le loro ragioni andando oltre gli slogan. Sono giudici, amministratori, consiglieri, politici, scrittori. Insieme ci raccontano gli Stati Uniti in questa fase irripetibile della loro storia e provano a rispondere alla domanda più urgente: come sarà l’America dopo Trump? Il movimento Maga si sfalderà in assenza del culto della personalità? J.D. Vance o Marco Rubio raccoglieranno la sua eredità? Il Partito democratico saprà esprimere un candidato abbastanza forte da catalizzare parte dell’elettorato trumpiano?  

Mazza, che da anni vive negli Stati Uniti, racconta con passione e acume un Paese che si è scoperto inerme di fronte al proprio Commander in Chief, e forse per questo più polarizzato. Ci mostra attraverso sguardi bipartisan eventi epocali delle cronache recenti: l’imposizione dei dazi; la cancellazione delle misure di diversità, equità e inclusione; la furia di Trump verso gli alleati della Nato; l’ostilità crescente degli americani per gli aiuti militari a Israele. Ma anche la controversa diffusione dei data center per l’IA e la rivolta contro l’Ice a Minneapolis. Un mosaico illuminante, un libro indispensabile per comprendere un’America al bivio, dove la posta in gioco è la sua stessa anima, la sua pelle. 

 

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