(Adnkronos) – La Paris Blockchain Week 2026 si è confermato l’osservatorio privilegiato per analizzare l’evoluzione dell’economia digitale in Europa, riunendo presso il Carrousel du Louvre migliaia di investitori, sviluppatori e policymaker. In questo contesto di alta rilevanza strategica, Bybit EU ha assunto il ruolo di Lead Sponsor, riaffermando l’obiettivo di operare come ponte tra il mercato dei digital asset e l’economia tradizionale. La partecipazione dei vertici aziendali, tra cui il CEO Ben Zhou, sottolinea la transizione delle piattaforme di trading verso ecosistemi finanziari complessi, capaci di offrire servizi regolamentati di custodia e pagamento.
L’operatività del gruppo si inserisce nel perimetro del Regolamento dell’Unione Europea sui mercati delle criptoattività (MiCAR), un quadro normativo che garantisce standard di governance e tutela degli investitori in tutto lo Spazio Economico Europeo. Come evidenziato dal Co-CEO di Bybit EU, Georg Harer, nell’intervista ad Adnkronos Tech&Games realizzata in occasione della Paris Blockchain Week, il settore sta vivendo una fase di maturazione in cui “
l’attenzione si sta spostando dai cicli di trading alle infrastrutture che si stanno costruendo attorno a queste tecnologie
”. Questo spostamento di focus riflette la necessità di costruire basi solide per l’adozione istituzionale degli asset digitali.
Georg Harer, Co-CEO di Bybit EU
Il regolamento MiCAR introduce un quadro normativo unico che supera le frammentazioni nazionali: in che modo questa armonizzazione sta facilitando i vostri piani di espansione in Italia e quali sono i principali vantaggi competitivi per un operatore regolamentato che oggi decide di investire nel nostro Paese?
Il regolamento MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation) rappresenta una svolta per l’Europa. Sostituisce i quadri normativi nazionali frammentati con un unico sistema coerente. Per Bybit EU, ciò significa poter espandersi in tutto lo Spazio economico europeo con un modello di conformità e governance uniforme.
In termini pratici, ci permette di approcciare l’Italia con una strategia unificata, anziché doverci adattare a molteplici regimi locali. Questa chiarezza accelera un’espansione responsabile.
L’Italia è un mercato chiave, con un forte interesse da parte dei retail e un chiaro potenziale di crescita. In questo contesto, il principale vantaggio competitivo di un operatore regolamentato è la fiducia. Ai sensi del MiCAR, la credibilità viene dimostrata attraverso le licenze, la governance e la salvaguardia delle risorse dei clienti. Questo è ciò che definirà i “vincitori” a lungo termine.
Con l’introduzione di standard più rigorosi in termini di governance e requisiti di capitale, la trasparenza diventa un pilastro fondamentale. Come si sta muovendo Bybit EU per adeguare le proprie infrastrutture a questi livelli di sicurezza e quale impatto avrà questo investimento sulla fiducia degli utenti finali?
Il MiCAR cambia radicalmente il modo in cui operano le piattaforme: governance, infrastruttura e trasparenza fanno ora parte dello stesso quadro normativo.
Un aspetto importante è l’obbligo di garantire la piena salvaguardia delle risorse dei clienti con un rapporto 1:1, sia per i fornitori di servizi come noi che per gli emittenti di stablecoin. Si tratta di un significativo passo avanti per il settore, poiché introduce standard chiari volti a rafforzare la protezione degli utenti e a ridurre il rischio di fallimenti strutturali.
In Bybit EU, ciò significa che abbiamo costruito le nostre operazioni tenendo conto dei requisiti normativi, dalle strutture di governance ai controlli interni e agli standard di salvaguardia degli asset.
Per gli utenti, l’impatto è concreto. Essi interagiscono con una piattaforma che opera secondo regole chiare, con protezioni e responsabilità più solide. La fiducia è stata un punto debole in questo settore. Elevare gli standard operativi è essenziale per ricostruirla.
I dati OAM evidenziano come il mercato italiano, seppur in crescita, sia ancora fortemente sensibile alla volatilità. Ritiene che la chiarezza normativa apportata da MiCAR possa fungere da stabilizzatore, riducendo l’incertezza legale e incentivando una partecipazione più consapevole da parte degli investitori?
Il MiCAR non eliminerà la volatilità, che è intrinseca ai mercati finanziari. L’aspetto che riduce, invece, è l’incertezza normativa, spesso fonte principale di esitazione. Allo stesso tempo, crea condizioni di parità e stabilisce standard minimi di trasparenza in tutto il settore.
Regole chiare rendono la partecipazione più comprensibile e incoraggiano standard più elevati su tutte le piattaforme. Ciò favorisce un processo decisionale più informato e rende il mercato più attraente per gli operatori istituzionali.
Noi di Bybit EU vediamo questo come un’opportunità per andare oltre il trading. La regolamentazione consente alle piattaforme di costruire ambienti finanziari più completi, in linea con le esigenze quotidiane degli utenti.
In mercati come quello italiano, questo aiuta a spostare la percezione dalla speculazione verso un ecosistema finanziario più strutturato e pratico.
In Italia circa il 7% della popolazione detiene asset digitali, una cifra ancora inferiore rispetto ai principali partner europei. Dal suo osservatorio, quali sono le barriere principali che impediscono alle criptovalute di uscire dalla “nicchia” e diventare un asset di massa nel mercato italiano?
Gli ostacoli sono evidenti: fiducia, informazione e facilità d’uso.
Molti utenti associano ancora le criptovalute al rischio e all’opacità. Anche l’informazione rimane limitata, con un’attenzione prevalentemente rivolta al trading piuttosto che a casi d’uso più ampi. Allo stesso tempo, è importante notare che stanno emergendo prodotti regolamentati. Ad esempio, le stablecoin regolamentate come USDC o EURC sono progettate per offrire un livello di protezione e trasparenza più vicino a quello che gli utenti si aspettano dai servizi di pagamento tradizionali.
La semplicità d’utilizzo è un’altra questione fondamentale. Se le piattaforme sono troppo complesse, l’adozione rimarrà limitata. Ciò che guiderà la diffusione su larga scala sarà la capacità di collegare le risorse digitali ai casi d’uso finanziari quotidiani, in un modo che risulti familiare agli utenti.
In Bybit EU crediamo che l’adozione cresca quando questi tre elementi si uniscono: maggiore fiducia attraverso la regolamentazione, migliore comprensione ed esperienze utente più semplici. È così che le criptovalute passano da una nicchia a un livello finanziario mainstream.
L’adozione in Italia è trainata prevalentemente dagli under 40 e dal settore retail. In che modo il nuovo contesto normativo europeo potrebbe favorire l’ingresso dei grandi attori istituzionali, trasformando l’Italia e l’Europa in un vero hub leader per il settore?
Gli operatori istituzionali hanno bisogno di chiarezza prima di entrare in un mercato su larga scala. Questo è esattamente ciò che offre il MiCAR: introduce regole chiare in materia di governance, gestione del rischio e protezione degli asset, rendendo il mercato più accessibile per le istituzioni.
Noi di Bybit EU, che operiamo sotto la supervisione dell’autorità di regolamentazione finanziaria austriaca, vediamo questo come un cambiamento strutturale. L’Europa ha ora l’opportunità di posizionarsi come un hub credibile, combinando innovazione e forte supervisione.
Se implementato in modo coerente, il MiCAR può attrarre capitali istituzionali e investimenti a lungo termine nell’ecosistema.
L’educazione finanziaria è spesso citata come il tassello mancante per un’adozione sicura. Qual è il ruolo delle piattaforme conformi agli standard UE, come Bybit EU, nel guidare l’utente verso strumenti di investimento più sicuri e meno esposti a rischi sistemici?
L’educazione è fondamentale, ma non può basarsi esclusivamente sui contenuti. Deve essere integrata nell’esperienza dell’utente. Le piattaforme che operano secondo gli standard dell’UE hanno la responsabilità di rendere i prodotti più chiari, i rischi più trasparenti e i percorsi più intuitivi.
In Bybit EU puntiamo a fornire un ambiente strutturato e regolamentato in cui gli utenti possano prendere decisioni informate senza inutili complicazioni. Questo è supportato anche da un forte impegno locale, lavorando a stretto contatto con i mercati locali per comprendere meglio le esigenze degli utenti e garantire che il nostro approccio alla formazione e alla progettazione dei prodotti sia rilevante a livello nazionale.
Un’adozione più sicura deriva da una combinazione di regolamentazione, trasparenza e prodotti meglio progettati.
Il mercato italiano delle criptovalute vale circa 2,2 miliardi di euro con un investimento medio per utente di 1.600 euro. Quali sono le vostre previsioni di crescita per i prossimi anni e come intendete posizionarvi per intercettare quel potenziale inespresso che attende piattaforme solide e pienamente trasparenti?
Restiamo cauti nel formulare previsioni precise in un mercato influenzato dalle condizioni macroeconomiche e dal sentiment. Ciò che è chiaro è che la traiettoria a lungo termine in Europa è positiva.
Individuiamo tre tendenze chiave che stanno plasmando questa crescita: la prima è il graduale sviluppo dei mercati tradizionali delle criptovalute, in particolare il trading spot, che continua a maturare grazie al miglioramento delle infrastrutture e della regolamentazione.
La seconda, più dinamica, è l’ascesa delle stablecoin. Riteniamo che nei prossimi cinque-dieci anni diventeranno una tecnologia fondamentale a supporto di un’ampia gamma di transazioni finanziarie, svolgendo un ruolo paragonabile all’impatto iniziale di Internet nel settore finanziario.
Infine, la tokenizzazione sta emergendo come una delle principali tendenze strutturali, estendendosi dagli strumenti finanziari alle attività del mondo reale. Ciò sta aprendo nuovi tipi di opportunità di investimento che in precedenza non erano accessibili a un pubblico più ampio.
Noi di Bybit EU abbiamo scelto di allinearci a questi trend a lungo termine, operando pienamente nel quadro normativo MiCAR e ponendo l’accento su trasparenza, fiducia e crescita sostenibile.
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