(Adnkronos) – OpenAI ha annunciato, tramite un tweet su X, che ChatGPT sta per raggiungere la cifra sbalorditiva di 700 milioni di utenti attivi a settimana. Un dato che segna una crescita vertiginosa rispetto ai 500 milioni di fine marzo e che quadruplica i numeri registrati appena un anno fa, confermando la posizione del chatbot come uno degli strumenti di intelligenza artificiale piĂą popolari al mondo. Sebbene in termini di base di utenti mensili i concorrenti come Google AI Overviews dominino con oltre 2 miliardi di utenti e l'app Gemini si attesti su 450 milioni, la crescita settimanale di ChatGPT testimonia un utilizzo sempre piĂą radicato nel quotidiano.Â
Il tweet su X di Nick Turley, VP e Head of ChatGpt
   Tuttavia, l'euforia per questi numeri si scontra con una narrazione risultata abbastanza criptica, tracciata dal CEO di OpenAI, Sam Altman, in una recente intervista. Altman ha infatti offerto un ritratto inquietante del prossimo modello GPT-5, lasciando emergere piĂą domande che risposte sul suo sviluppo.Â
Altman ha descritto GPT-5 come un modello "molto veloce" che rappresenta un vero e proprio "cambio di paradigma" rispetto al suo predecessore, con un'espansione sostanziale delle sue capacitĂ . Le sue dichiarazioni piĂą incisive, tuttavia, hanno toccato un nervo scoperto: il CEO ha raccontato di aver provato un senso di nervosismo durante alcune sessioni di test, arrivando a paragonare GPT-5 al Manhattan Project, l’iniziativa che portò alla creazione della bomba atomica. Questa analogia, tanto drammatica quanto ambigua, ha giĂ sollevato polemiche che hanno contribuito ad alimentare il dibattito globale sui rischi e sulle potenzialitĂ dell'innovazione incontrollata. Non è la prima volta che Altman e altri esponenti del settore lanciano avvertimenti sui pericoli dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, ma il paragone con il progetto della bomba atomica ha ampiamente superato i limiti delle dichiarazioni passate. Sam Altman, CEO di OpenAI, ha espresso una profonda preoccupazione che la velocitĂ di sviluppo tecnologico dell'intelligenza artificiale abbia ormai superato la capacitĂ dei governi e delle istituzioni di regolarla. Le sue sensazioni di profondo disagio, fino a sentirsi "inutile" dopo aver sperimentato le funzionalitĂ del prossimo modello GPT-5, riflettono una preoccupazione piĂą ampia per un'innovazione che è giĂ in grado di impattare su societĂ ed economia. Sul fronte normativo, le discussioni sono in pieno svolgimento. A livello europeo, l'EU AI Act è in fase di implementazione e sta affrontando le prime sfide pratiche, con i legislatori che ammettono la difficoltĂ di creare norme che non diventino obsolete giĂ prima di entrare in vigore, data la rapiditĂ dei progressi. Negli Stati Uniti, il governo ha intensificato i colloqui con i leader dell'industria, incluso Altman, per esplorare la creazione di un nuovo ente di regolamentazione. —tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


