(Adnkronos) – "Abbiamo 4 milioni di connazionali con diabete, di cui il 30% in terapia con insulina. Oggi l'Italia si conferma un Paese d'eccellenza nell'accesso alla ricerca e sviluppo, con un'intera comunitĂ scientifica che ha accolto con entusiasmo questa grande novitĂ nel trattamento del diabete. Ora bisogna garantire un accesso equo e veloce a vantaggio di tutte le persone con diabete, garantendo inoltre una piena fiducia nel suo utilizzo da parte della classe medica". Così Raffaella Buzzetti, presidente di SocietĂ italiana di diabetologia (Sid) e Fesdi (Federazione societĂ diabetologiche italiane), intervendo alla conferenza stampa 'Diabete, l'Italia pioniera con la prima insulina settimanale al mondo', organizzata da Novo Nordisk Italia.  "La riduzione della frequenza delle iniezioni da giornaliera a settimanale, semplificando il trattamento, permette di migliorare l'aderenza terapeutica, consentendo in definitiva un migliore controllo glicemico con un basso rischio di ipoglicemie – sottolinea Riccardo Candido, professore associato di Endocrinologia all'UniversitĂ degli Studi di Trieste e presidente nazionale dell'Associazione medici diabetologi (Amd) – Inoltre il vantaggio sarĂ anche per i medici prescrittori, che piĂą facilmente supereranno la barriera psicologica di iniziare il trattamento insulinico, riducendo in modo significativo l'inerzia terapeutica". Oggi infatti la terapia insulinica comporta almeno un'iniezione al giorno, con ricadute sulla sfera personale, sociale e lavorativa. Questa complessitĂ quotidiana incide sulla qualitĂ della vita e sull'aderenza al trattamento: si stima che il 50% dei pazienti ritardi di oltre 2 anni l'avvio della terapia insulinica. In Italia 1 paziente su 3 non è ancora trattato con insulina. In uno studio, oltre il 90% di medici e pazienti ha espresso il desiderio di poter evitare le iniezioni giornaliere. Il ritardo nell'avvio del trattamento insulinico espone inoltre a un rischio aumentato di complicanze gravi: infarto (+67%), insufficienza cardiaca (+64%), ictus (+51%), nefropatia (+18%), neuropatia (+8%) e retinopatia (+7%). E l'Italia è il primo Paese in Europa ad aver completato il processo a necessario per rendere disponibile l'insulina settimanale (gratuita), a meno di 1 anno dalla sua approvazione in Europa.  "Questi dati confermano l'importanza della decisione presa dalle istituzioni, che desidero ringraziare per il loro costante impegno nella promozione e nel sostegno dell'innovazione nel trattamento del diabete – afferma Buzzetti – Questa attenzione è fondamentale per garantire che le nuove terapie raggiungano rapidamente le persone con diabete, contribuendo a migliorare la loro qualitĂ di vita e a combattere una delle sfide sanitarie piĂą rilevanti del nostro tempo". Conclude Candido: "La rimborsabilitĂ da parte di Aifa" della nuova insulina a somministrazione settimanale "prefigura una rivoluzione per le persone con diabete in terapia insulinica. L'insulina a somministrazione settimanale rappresenta, per le persone con diabete, la prima grande innovazione farmacologica dopo piĂą di un secolo, cioè dalla scoperta dell'insulina stessa, e quindi è una grande opportunitĂ che può consentire un percorso di cura piĂą semplice e piĂą efficace, e quindi, in definitiva, piĂą salute e miglior qualitĂ di vita per le persone con diabete". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Insulina settimanale, diabetologi: “Vantaggio anche per medici prescrittori”
© Riproduzione riservata


