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L’abolizione del superbollo? Una delle promesse (mancate) della riforma fiscale

(Adnkronos) – Lo stop al bollo auto deciso dal Governo nel corso del Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2026 porta all’attenzione il tema delle tasse patrimoniali sui veicoli. 

L’eliminazione dell’obbligo di versamento per il 2027 è stata adottata come misura di ristoro contro il caro carburanti e, nelle intenzioni dell’Esecutivo, lo sguardo è già al futuro.  

L’idea è di rendere l’abolizione strutturale, risorse permettendo, con la prossima Legge di Bilancio. Non solo: torna in discussione anche il tema del superbollo, l’addizionale erariale dovuta sulle auto più potenti che vale circa 250 milioni di euro per ciascun anno. 

Il Vicepremier e Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, annuncia una possibile limatura al rialzo delle regole e del campo d’applicazione. Un percorso per fasi, verso la progressiva eliminazione, che si lega a uno dei “nervi scoperti” del percorso di attuazione della riforma fiscale. 

 

Il bollo auto è stato al centro dell’attenzione già nel corso dell’estate, per effetto della revisione delle regole e dei tempi di versamento. 

Il decreto legislativo n. 147/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a ridosso di Ferragosto, ha ridefinito le regole della fiscalità degli enti locali e territoriali, completando il lungo percorso di confronto (e scontro) sul cantiere della riforma fiscale nell’ambito del rapporto tra Comuni, Regioni e Stato.  

Nel lavoro di modifica e razionalizzazione dei criteri relativi alla tassa automobilistica è entrata una “postilla” anche in relazione al superbollo, l’addizionale erariale dovuta sui veicoli di potenza superiore a 185 kW.  

A differenza del bollo, che viene incassato dalle Regioni, il superbollo è un tributo dovuto allo Stato. Su questo punto, l’articolo 13, comma 2 del decreto n. 147/2026 stringe le maglie per l’applicazione delle agevolazioni.  

Con il fine di fissare chiari paletti nel rapporto tra autonomia delle regioni e tributi di competenza dello Stato, dal 1° gennaio 2027 eventuali norme di esenzione dal pagamento del bollo ordinario non avranno più effetti sul superbollo.  

Cosa cambia nel concreto? Se una Regione concede regole più favorevoli in materia di bollo auto per specifiche categorie di veicoli, resteranno sempre fermi gli obblighi di pagamento per l’addizionale dovuta allo Stato.  

 

 

La scelta di delimitare il perimetro delle agevolazioni sul superbollo è frutto dei dubbi interpretativi e dei contenziosi sorti negli anni in relazione all’obbligo di versamento del superbollo in presenza di agevolazioni sulla tassa automobilistica.  

La riforma del Fisco locale mette quindi un punto fermo, muovendosi però in direzione opposta rispetto alle intenzioni iniziali.  

La legge delega n. 111/2023, ossia la cornice della riforma fiscale, poneva tra i principi e i criteri direttivi del lavoro di restyling anche la valutazione dell’eventuale e progressivo superamento dell’addizionale erariale, senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica. 

Un obiettivo mancato, come abbiamo visto. Al contrario, dal 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore a pieno titolo delle nuove norme bloccherà l’accesso a sconti fissati a livello regionale.  

Salvo nuovi interventi, si allarga la forbice della fiscalità auto: da un lato la misura tampone per il 2027 tutela le utilitarie (entro i 109 CV / 80 kW), dall’altro il Fisco blinda l’addizionale extra sulle auto di grossa cilindrata, trasformando la promessa di abolizione della legge delega 111/2023 in un nuovo rinvio a data da destinarsi. 

economia/fisco

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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