Un’ecografia mostrata sui social e un messaggio per ringraziare pubblicamente le persone coinvolte: la donatrice di ovociti e Lisa, la gestante. Rob Jetten, 39 anni, primo ministro dei Paesi Bassi e il suo compagno, il giocatore di hockey su prato Nicolás Keenan, hanno annunciato la nascita di un figlio attraverso la gestazione per altri (Gpa). Jetten, leader dei liberali-progressisti di D66, sarà il primo premier in carica di cui sia nota la nascita di un figlio attraverso la Gpa.
Il percorso si svolgerà a livello nazionale, nei Paesi Bassi, tramite fecondazione in vitro (Fivet) in una struttura sanitaria nazionale, con il supporto di conoscenti della coppia e senza alcuna transazione economica. La nascita è attesa per la primavera del 2027.
La vicenda privata di un leader di governo evidenzia le differenze tra le legislazioni degli Stati membri dell’Unione europea sul tema della genitorialità, della bioetica e della tutela dei minori.
Il modello dei Paesi Bassi: la distinzione tra forma commerciale e altruistica
Nei Paesi Bassi il ricorso alla gestazione per altri non è disciplinato da una legge organica unica, ma è regolato da precise condizioni. La normativa vieta penalmente la maternità surrogata a scopo commerciale, punendo l’intermediazione a fini di lucro e vietando annunci pubblici di ricerca o offerta di gestazione.
È invece ammessa la forma altruistica privata: i futuri genitori (detti “wensouders”) possono accordarsi esclusivamente all’interno della propria cerchia familiare o amicale. Alla donna che porta avanti la gravidanza possono essere rimborsate unicamente le spese mediche documentate e i costi direttamente connessi alla gestazione.
Questo impianto determina però una procedura giuridica complessa dopo il parto. Per il Codice civile olandese, la madre legale al momento della nascita è la donna che partorisce. I genitori intenzionali non assumono automaticamente la responsabilità genitoriale: la gestante (e l’eventuale coniuge) deve formalizzare la rinuncia alla potestà davanti al tribunale della famiglia (familierechter), spesso previo parere del Consiglio per la protezione dei minori (Raad voor de Kinderbescherming), consentendo ai padri di procedere all’adozione per il riconoscimento giuridico formale.
Il governo olandese ha avviato una discussione parlamentare su una riforma legislativa mirata a snellire questo passaggio, prevedendo che la determinazione della genitorialità legale possa essere stabilita prima della nascita tramite accordo preventivo convalidato da un giudice.
La normativa italiana e l’estensione del reato all’estero
La situazione olandese si colloca all’estremo opposto rispetto all’ordinamento italiano. In Italia la surrogazione di maternità è vietata dall’articolo 12, comma 6, della legge 40 del 2004, che punisce con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600mila a un milione di euro chiunque “in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità”. Nel 2024, con la riforma approvata dal Senato il 16 ottobre, l’Italia ha introdotto il reato (impropriamente detto “universale”) di gestazione per altri stabilendo che le sanzioni si applicano anche quando i fatti sono commessi all’estero da cittadini italiani. Questa modifica ha introdotto una specifica estensione della giurisdizione penale per perseguire i residenti che si recano in Paesi in cui la pratica è lecita e regolamentata.
Come già analizzato su Demografica dall’avvocata Cathy La Torre, l’espressione “reato universale” usata nel dibattito politico presenta delle improprietà tecniche: nel diritto internazionale la giurisdizione universale riguarda crimini contro l’umanità, crimini di guerra o genocidi. Per la Gpa si tratta di un’estensione extraterritoriale della legge nazionale, resa complessa dal principio della doppia incriminazione nei rapporti di cooperazione giudiziaria tra Stati.
Il quadro europeo tra percorsi transfrontalieri e trascrizioni
La frammentazione europea sul tema riguarda non solo la politica, ma anche la mobilità delle famiglie e la tutela dei diritti dei bambini:
- In Paesi come Regno Unito, Grecia e Paesi Bassi la forma non commerciale è consentita o normata con specifici regimi autorizzativi;
- Per alcuni ordinamenti, tra cui Francia, Germania, Spagna e Italia, i divieti interni sono assoluti e i contratti di maternità surrogata sono nulli;
- Permangono controversie sui percorsi transfrontalieri, in particolare per quanto riguarda la trascrizione degli atti di nascita e il riconoscimento del genitore non biologico, tema sul quale la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo richiama costantemente la priorità del “preminente interesse del minore”.
L’annuncio del primo ministro dei Paesi Bassi rende visibile a livello istituzionale una realtà che interessa migliaia di persone. In assenza di un quadro armonizzato a livello europeo, le risposte degli Stati restano divergenti: c’è chi lavora per semplificare e formalizzare i percorsi non commerciali interni e chi opta per la repressione penale anche oltre i propri confini nazionali.
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