17.4 C
Comune di Arezzo
giovedì 26 Febbraio 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Maternità in guerra, la crisi invisibile che uccide sei donne su dieci

Circa sei decessi materni su 10 avvengono in Paesi segnati da conflitti o da una profonda fragilità istituzionale e sociale. A riportarlo è un rapporto tecnico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e del programma HRP che rivela una realtà brutale: circa 160.000 donne hanno perso la vita nel 2023 per cause legate alla gravidanza e al parto in contesti di crisi, nonostante queste nazioni rappresentino solo il 21% delle nascite globali.

La geografia del rischio

Il legame tra stabilità politica e sopravvivenza materna non è mai stato così evidente. Secondo le analisi condotte sui dati del 2023, il Rapporto di mortalità materna nei Paesi in conflitto è stimato a 504 decessi ogni 100.000 nati vivi, una cifra che scende a 368 nelle nazioni con fragilità sociale, ma che crolla drasticamente a appena 99 nei contesti stabili.

Questa disparità si traduce in un destino segnato fin dall’adolescenza. Una ragazza di 15 anni che vive in una zona di guerra ha una probabilità su 51 di morire per cause materne durante la sua vita. Per una sua coetanea che vive in un Paese non classificato come fragile, questo rischio è di 1 su 593. È un divario di quasi dodici volte che evidenzia come il luogo di nascita sia, ancora oggi, il principale fattore determinante tra la vita e la morte.

Perché la fragilità uccide: i sistemi sanitari sotto assedio

La fragilità non è un concetto astratto, ma una condizione che smantella materialmente la capacità di cura. Nei contesti di emergenza, le infrastrutture fisiche vengono danneggiate o distrutte, le catene di approvvigionamento di farmaci essenziali si interrompono e il personale medico qualificato spesso è costretto a fuggire. In molti casi, le strutture sanitarie o le ambulanze diventano esse stesse bersagli deliberati.

A questo si aggiunge il dramma dello sfollamento forzato, che nel 2024 ha raggiunto la cifra record di 122,6 milioni di persone, per la maggior parte donne e bambini. Vivere in campi profughi o insediamenti temporanei rende le donne estremamente vulnerabili, specialmente quando la loro condizione si intreccia con fattori di povertà, età o appartenenza etnica. In queste situazioni, l’accesso a cure ostetriche di emergenza o a personale qualificato diventa un lusso inarrivabile.

Esempi virtuosi di assistenza materna

L’Agenda per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite punta a ridurre la mortalità materna globale a meno di 70 decessi per 100.000 nati vivi entro il 2030. Tuttavia, le proiezioni attuali dipingono un quadro preoccupante. Se il ritmo di riduzione osservato tra il 2016 e il 2023 rimarrà invariato anche nei prossimi anni, 45 Paesi non raggiungeranno i target previsti, e oltre la metà di questi sono nazioni che attualmente vivono situazioni di conflitto o fragilità. In paesi come la Nigeria, il Ciad o il Sud Sudan, il rapporto di mortalità previsto per il 2030 rimane tragicamente lontano dagli obiettivi minimi internazionali.

Diverse nazioni stanno dimostrando, però, che è possibile proteggere la vita delle madri anche sotto pressione estrema attraverso soluzioni innovative. In Colombia, ad esempio, nelle aree remote colpite dall’insicurezza e dai disastri naturali, è stata promossa l’integrazione tra medicina ufficiale e conoscenza delle levatrici tradizionali. Queste ultime sono state dotate di kit medici con stetoscopi, misuratori di pressione e indumenti anti-choc per gestire le emorragie post-partum, migliorando i rinvii tempestivi agli ospedali.

Grazie al progetto Service Delivery Innovations, in Etiopia, sono stati impiegati team mobili per le comunità isolate, rinnovate 24 case d’attesa per la maternità e formati nuovi ostetrici. Il risultato è stato un aumento dei parti assistiti, passati da circa 12.700 nel 2022 a oltre 17.600 nel 2024.

Altro caso di esempio positivo possiamo rintracciarlo ad Haiti, dove, in un contesto di crisi di sicurezza totale, la collaborazione tra Paho (Pan American Health Organization) e ospedali locali ha permesso di garantire tagli cesarei gratuiti o a costo dimezzato per le donne sfollate, assicurando al contempo una fornitura elettrica costante tramite sistemi affidabili. In Papua Nuova Guinea, si è puntato sulla qualità e sul rispetto del parto, introducendo il contatto pelle-a-pelle prolungato tra madre e neonato e migliorando la gestione delle scorte di medicinali salvavita, che ha azzerato le interruzioni di stock in sei mesi.

Ma un caso di straordinaria resilienza sistemica lo ha dimostrato l’Ucraina. Nonostante oltre 2.400 attacchi al sistema sanitario, il Paese ha mantenuto un tasso di mortalità materna bassissimo (15) garantendo la continuità dei servizi tramite rifugi sotterranei negli ospedali e modificando i percorsi delle pazienti verso aree meno colpite.

La sfida dell’invisibilità dei dati

Un ostacolo critico rimane la difficoltà di monitoraggio. In molte zone di crisi, molte morti materne non vengono nemmeno contate. I dati sulla mortalità sono spesso scarsi o di bassa qualità, rendendo difficile identificare dove l’intervento sia più urgente. Rafforzare la raccolta dei dati a livello subnazionale è quindi un pilastro fondamentale dell’imperativo umanitario per restituire dignità e sicurezza a ogni madre.

Per invertire questa tendenza, l’Oms sottolinea la necessità di investire massicciamente nella sanità primaria e nel finanziamento sostenibile dei sistemi sanitari. La capacità di un sistema di anticipare, assorbire e adattarsi agli choc, siano essi conflitti, pandemie o cambiamenti climatici, è l’unica vera difesa per le donne che vivono nei contesti più difficili del mondo. Solo attraverso una resilienza pianificata e una volontà politica globale sarà possibile garantire che la gravidanza smetta di essere una condanna a morte in oltre la metà del globo.

Fertilità

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Comune di Arezzo
cielo sereno
17.4 ° C
17.4 °
17.4 °
60 %
1.7kmh
7 %
Gio
16 °
Ven
17 °
Sab
17 °
Dom
18 °
Lun
16 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS