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martedì 31 Marzo 2026
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La fine della vecchiaia? Uno scienziato di Harvard spiega come “ripulire” le nostre cellule

Per secoli abbiamo creduto che invecchiare fosse un processo naturale e inevitabile. Invece, il dottor David Sinclair, che insegna e dirige laboratori di ricerca alla Harvard Medical School, sostiene che la scienza abbia finalmente capito perché il corpo decade e, soprattutto, come sia possibile invertire questo processo. Secondo Sinclair, l’invecchiamento non è un destino, ma una condizione medica che può essere trattata: ecco come.

Perché il nostro corpo invecchia?

Il segreto della giovinezza non sta nel nostro Dna, che è il manuale di istruzioni presente in ogni cellula, ma nel sistema che decide quali parti di quel manuale leggere. Ogni cellula del nostro corpo, che sia del fegato, della pelle o del cervello, contiene lo stesso identico Dna. Ciò che rende una cellula della pelle diversa da una del cervello è un sistema di “interruttori” chimici che accende solo i geni necessari a quella specifica funzione.

Con il passare degli anni, questi interruttori iniziano a spostarsi o a funzionare male. Sinclair spiega che le cellule subiscono una “crisi di identità”: una cellula della pelle, ad esempio, smette di comportarsi esclusivamente come tale e inizia a perdere le sue caratteristiche originali perché non riceve più i segnali corretti. Questo smarrimento di informazioni è ciò che noi vediamo all’esterno come rughe, capelli grigi o perdita di forza, e all’interno come malattie.

La scoperta della “copia di sicurezza”

La scoperta più rivoluzionaria del laboratorio di Sinclair, della quale ha parlato al podcast “The Diary of a Ceo”, condotto da Stephen Bartlett, è che la cellula non perde mai le istruzioni originali per essere giovane; semplicemente non sa più come leggerle. È stato dimostrato che all’interno di ogni cellula esiste una sorta di memoria dello stato giovanile, quella che Sinclair chiama “teoria dell’informazione dell’invecchiamento”.

Attraverso tecniche di laboratorio, gli scienziati sono riusciti a inviare segnali specifici alle cellule per “resettarle”, costringendole a tornare allo stato biochimico che avevano decenni prima. In esperimenti recenti, questo metodo ha permesso di restituire la vista ad animali ciechi: i nervi dei loro occhi, ormai vecchi e non funzionanti, sono stati riportati a una condizione di giovinezza e hanno ricominciato a trasmettere segnali al cervello. I primi test sugli esseri umani per curare la cecità inizieranno a breve.

Cosa accelera il decadimento (e cosa serve per evitarlo)

Il processo di “confusione” delle cellule è accelerato da danni continui che costringono il corpo a ripararsi troppo spesso. Sinclair elenca i fattori che “invecchiano” precocemente le nostre cellule subiscono danni fisici al Dna: fattori come il fumo, l’eccesso di alcol (più di un bicchiere al giorno), l’inquinamento e l’esposizione eccessiva ai raggi X o ai raggi ultravioletti del sole provocano rotture microscopiche nelle nostre cellule.

Ogni volta che una cellula deve riparare un danno, distoglie l’attenzione dal suo compito principale (mantenersi giovane e funzionale). Se i danni sono troppi, la cellula non torna mai del tutto alla normalità e inizia a invecchiare.

Meglio una camminata veloce o più passeggiate brevi al giorno? Il parere dell’esperto

Cinque consigli pratici per vivere più a lungo

Sinclair afferma che l’80-90% della nostra durata di vita dipende dalle nostre scelte quotidiane e non dai geni dei nostri genitori. Ecco cosa consiglia la scienza oggi:

  1. Mangiare meno spesso (non meno cibo, ma meno frequenza): questa, secondo Sinclair, sarebbe l’abitudine più importante. Quando il corpo non riceve cibo per molte ore (almeno 14), attiva dei processi di “pulizia interna” che eliminano le proteine vecchie e danneggiate. Sinclair suggerisce di saltare la colazione e consumare il primo pasto nel tardo pomeriggio.
  2. Attività fisica che toglie il fiato: non basta muoversi; è necessario che il cuore batta forte e che il respiro diventi affannoso per almeno 5-10 minuti, tre volte a settimana. Questo stress spinge le cellule a diventare più resistenti.
  3. Scegliere piante “stressate”: le piante che crescono in condizioni difficili producono molecole di difesa (come i polifenoli). Quando noi mangiamo queste piante (mirtilli, tè verde matcha, verdure colorate), “prendiamo in prestito” le loro difese che attivano i nostri geni della longevità.
  4. Sbalzi di temperatura: esporsi al freddo intenso o al calore della sauna spinge il corpo a produrre proteine protettive che mantengono le cellule in allerta e in salute.
  5. Legami affettivi: avere un partner o un animale domestico riduce lo stress cellulare e aumenta statisticamente la durata della vita.

Secondo Sinclair, siamo la prima generazione di esseri umani che può scegliere di non invecchiare come i propri nonni. Se la tecnologia continuerà a progredire, molte persone oggi in vita potrebbero arrivare in salute fino al prossimo secolo.

Popolazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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