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Haaland segna anche all’anagrafe: oltre 500 omonimi in Perù

In Perù il nome di Erling Haaland è uscito dagli stadi ed è entrato nei registri anagrafici. Secondo il Registro nazionale di identificazione, 468 bambini portano Haaland come nome proprio e altri 91 sono stati registrati con il nome completo Erling Haaland.

La maggior parte delle registrazioni si è concentrata durante i Mondiali del 2026, mentre l’attaccante norvegese segnava sette gol e trascinava la sua nazionale fino ai quarti di finale. Le sue reti hanno quindi lasciato una traccia anche fuori dal campo: non soltanto maglie, cori e post sui social, ma centinaia di nuovi nati destinati a ritrovare il centravanti nell’atto di nascita.

Il caso non è isolato. In Perù il calcio influenza da tempo le scelte dei genitori: 3.402 persone si chiamano Messi, 1.185 portano un nome ispirato a Cristiano Ronaldo e 1.241 si chiamano Yamal. Il primato resta però a Neymar, scelto come nome per 33.809 persone.

Neymar resta il capocannoniere dell’anagrafe

Nonostante il rapido recupero, Haaland è ancora molto lontano dai campioni che lo hanno preceduto. Il nome del brasiliano Neymar compare nei documenti di quasi 34 mila peruviani, una cifra che rende il suo vantaggio anagrafico persino più netto di molti primati sportivi.

Il distacco dipende anche dal tempo. Neymar è presente da oltre quindici anni nell’immaginario calcistico sudamericano e mondiale, mentre Haaland ha raggiunto una popolarità globale più recente. Nel frattempo, ogni grande torneo ha continuato ad aggiungere nuovi nomi alla rosa.

Messi presenta un caso particolare. Pur essendo un cognome, in Perù è stato adottato come nome proprio da migliaia di persone; 292 portano addirittura il nome completo Lionel Messi. Cristiano Ronaldo conta 1.185 omonimi, mentre Lamine Yamal, molto più giovane, ha già ispirato 1.241 registrazioni.

Dal Perù al resto del mondo

Il fenomeno si ritrova anche in Brasile, dove il censimento del 2022 permette di contare i nomi ispirati ai protagonisti del calcio. Romário è il più diffuso, con 50.538 persone, mentre 25.942 brasiliani si chiamano Riquelme, come l’ex centrocampista argentino Juan Román Riquelme.

Il nome Neymar compare nei registri di 2.443 brasiliani. Il principale aumento si è verificato tra il 2010 e il 2019, quando sono stati registrati 1.468 bambini con quel nome, contro appena 83 nel decennio precedente. Il dato fotografa gli anni dell’affermazione al Santos, del trasferimento al Barcellona e della maggiore esposizione internazionale del calciatore.

Anche Endrick ha già lasciato un segno anagrafico. In Brasile 1.431 persone portano il suo nome e hanno un’età media di circa sette anni. Fino al 2009 se ne contavano 359; negli anni successivi si sono aggiunte più di mille registrazioni, parallelamente alla notorietà del giovane attaccante. Più contenuti i numeri di Maradona e Pelé, scelti rispettivamente per 128 e 75 persone.

Negli Stati Uniti, uno dei casi più riconoscibili è Beckham. Il cognome dell’ex capitano inglese è diventato un nome proprio ed è entrato nelle classifiche annuali della Social Security Administration. David Beckham ha così lasciato negli Usa un’eredità che non passa soltanto dal suo periodo nei Los Angeles Galaxy.

Nel Regno Unito, nel 2024 Jude è stato il nome maschile con la crescita più rapida in Inghilterra e Galles, in coincidenza con l’Europeo disputato da Jude Bellingham con la nazionale inglese.

In Francia il riferimento più immediato è Kylian. Il nome era già in uso prima dell’ascesa di Mbappé, ma il capitano della nazionale francese lo ha trasformato in un richiamo calcistico riconoscibile ben oltre i confini del Paese.

In Italia il caso più forte resta Diego. Il nome ha una storia precedente a Maradona, ma a Napoli si è legato in modo indissolubile al campione argentino già negli anni Ottanta, quando diversi bambini furono chiamati in suo onore.

In Indonesia è invece Ronaldo ad avere trovato nuovi omonimi. Il nome compare in diverse generazioni di calciatori locali, tra cui Ronaldo Meosido, Ronaldo Wanma e Ronaldo Kwateh. Quest’ultimo, nato a Yogyakarta nel 2004 da padre liberiano e madre indonesiana, è diventato prima il più giovane esordiente nella Liga 1 e poi il più giovane giocatore a debuttare con la nazionale maggiore dell’Indonesia.

Dal Perù all’Asia, insomma, il calcio continua a segnare anche fuori dal campo, qualche volta direttamente sui certificati di nascita.

Nasce nella sala parto 6, riposa nel letto 6 della stanza 6. I genitori lo avevano già chiamato Lucifero

Mondo

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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