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Contraccettivi gratuiti a Bolzano: il piano contro le gravidanze inattese e le malattie sessualmente trasmissibili

Da oggi, 1° settembre 2026, la Provincia autonoma di Bolzano garantisce i contraccettivi gratuiti per i giovani tra i 14 e i 25 anni e per le fasce di popolazione particolarmente vulnerabili (come donne vittime di violenza o persone inserite in specifici percorsi socio-sanitari), a prescindere dal genere.

La misura, approvata dalla Giunta provinciale in attuazione della legge provinciale sui consultori familiari del 2025 e sostenuta da uno stanziamento iniziale di oltre 660 mila euro, punta ad abbattere le barriere economiche e informative, offrendo un percorso strutturato che unisce visita medica, orientamento e distribuzione farmaceutica.

Nel frattempo, a livello nazionale si registra un calo dell’uso dei contraccettivi tra i giovani con conseguente aumento delle infezioni sessualmente trasmissibili.

Come funziona il modello altoatesino: consulenza, metodi e farmacie

Non solo preservativi, il programma sperimentale della Provincia di Bolzano, della durata iniziale di dodici mesi con prospettiva di stabilizzazione, prevede la copertura a carico del servizio sanitario provinciale di un ventaglio articolato di opzioni:

  • Contraccezione ormonale e intrauterina: pillola anticoncezionale, anello vaginale, cerotto transdermico, impianto sottocutaneo e dispositivo intrauterino (spirale o Iud);
  • Metodi di barriera: fornitura gratuita di preservativi, richiedibili direttamente nei consultori anche in combinazione con altri presidi;
  • Percorso prescrittivo obbligatorio: per i metodi ormonali o intrauterini, l’accesso è subordinato a una consulenza personalizzata e a una visita ginecologica nei consultori familiari convenzionati o negli ambulatori per l’infanzia e l’adolescenza degli ospedali di Bressanone, Vipiteno e San Candido (con successiva estensione ai consultori pubblici dell’Azienda Sanitaria);
  • Ritiro in farmacia: rilasciata la scheda prescrittiva, i medicinali e i dispositivi prescritti possono essere ritirati gratuitamente entro 30 giorni nelle farmacie convenzionate del territorio. Per i minorenni dai 14 anni in su non è richiesto il consenso genitoriale.

L’assessore provinciale alla Prevenzione sanitaria e Salute, Hubert Messner, ha spiegato la ratio dell’intervento: “L’informazione, la consulenza e un facile accesso alla contraccezione devono aiutare i giovani e le giovani a prendere decisioni responsabili e informate, riducendo i rischi di gravidanze non pianificate e tutelando la salute sessuale”.

La contraddizione nazionale: il calo del profilattico e l’impennata delle infezioni

Se l’iniziativa bolzanina interviene sull’accessibilità materiale, i dati epidemiologici nazionali evidenziano un fenomeno preoccupante tra le nuove generazioni.

Due sono i principali problemi emersi dalle rilevazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) attraverso l’indagine internazionale Hbsc (Health Behaviour in School-aged Children) e le serie storiche Istat sulla salute riproduttiva. In primis, c’è tra i quindicenni sessualmente attivi in Italia, l’uso regolare del profilattico all’ultimo rapporto si ferma a circa il 69% nei ragazzi e al 61% nelle ragazze, con un calo progressivo osservato nell’ultimo decennio (tra 6 e 9 punti percentuali in meno) che si accentua ulteriormente a 17 anni (65,9% maschi e 56,8% femmine). Inoltre, molti giovanissimi ricorrono ancora al coito interrotto o a metodi naturali basati sul calendario, sottovalutando l’imprevedibilità del ciclo mestruale e il rischio di trasmettere o incorrere in malattie veneree.

Negli ultimi anni, la progressiva sostituzione del profilattico con la pillola anticoncezionale (oppure il mancato ricorso a qualsiasi protezione) ha fatto aumentare nuovamente le infezioni sessualmente trasmesse (Ist). L’ultimo bollettino ufficiale del sistema di sorveglianza sentinella dell’Istituto Superiore di Sanità rileva che nel 2024 le segnalazioni di nuove Ist in Italia hanno sfiorato quota 8 mila casi, segnando un aumento del 12,0% rispetto al 2023, con picchi allarmanti per l’infezione da clamidia (+41,5%) e una costante ascesa delle diagnosi di gonorrea e sifilide.

Le ricadute demografiche, cliniche e di welfare

Dal punto di vista demografico e di sanità pubblica, la combinazione tra disinformazione e mancata prevenzione produce effetti di lungo periodo che vanno oltre la gravidanza indesiderata:

  • Danni alla fertilità futura: infezioni batteriche asintomatiche o non trattate tempestivamente, come la clamidia e la gonorrea, rappresentano una delle cause primarie di malattia infiammatoria pelvica (Pid), occlusioni tubariche e conseguente infertilità secondaria sia femminile che maschile, aggravando le difficoltà riproduttive in un Paese già segnato dal declino delle nascite e dall’innalzamento dell’età media al primo figlio;
  • Disuguaglianze di accesso territoriale: mentre Regioni come l’Emilia-Romagna, la Toscana, la Puglia e ora la Provincia autonoma di Bolzano hanno introdotto forme di gratuità per under 25 o fasce a basso reddito, a livello nazionale la contraccezione rimane a totale carico del cittadino, determinando un’Italia a due velocità nell’esercizio dei diritti sanitari di base;
  • La necessità del “doppio metodo”: le società scientifiche ginecologiche sottolineano come la gratuità dei farmaci ormonali debba sempre essere accompagnata dalla promozione del profilattico (la cosiddetta “doppia protezione”), l’unico dispositivo in grado di prevenire contemporaneamente il concepimento e la trasmissione virale o batterica.

L’esperienza pilota dell’Alto Adige ricorda che la regolazione della fertilità e la prevenzione sanitaria non possono essere delegate unicamente alla spesa privata delle famiglie, ma richiedono presidi pubblici territoriali capaci di raggiungere gli adolescenti prima che la disinformazione si traduca in costi clinici e sociali per l’intera collettività.

Giovani

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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