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“Chill”: la parola giovane del 2025 è un inno al relax contro la società della performance

In un mondo che corre, i giovanissimi scelgono di rallentare. È questo il messaggio che emerge dalla proclamazione di “chill” come parola dell’anno 2025, nell’ambito di un’iniziativa nazionale ispirata alla celebre Jugendwort des Jahres tedesca. Il termine, sostenuto con convinzione dall’Accademia della Crusca, ha trionfato in una competizione che ha coinvolto migliaia di studenti in tutta Italia, da Siena alla Sicilia.

La vittoria della serenità

Il progetto, ideato dal linguista Massimo Arcangeli, si è svolto all’interno del Festival della Lingua Italiana e delle Lingue d’Italia. “Chill” ha sbaragliato la concorrenza in una finale agguerrita, ottenendo 25 punti e superando di misura “aura” (23 punti). Più distanziati gli altri termini arrivati al rush finale: “bro” e “ghostare” (17 punti), seguiti da “rimasto” (14 punti).

A decretare il vincitore è stata una giuria di qualità che ha saputo unire l’esperienza di accademici e docenti alla freschezza di ragazzi tra i 14 e i 21 anni. La scelta di “chill” non premia una novità assoluta, quanto piuttosto il consolidamento di un termine che è diventato parte integrante del lessico quotidiano.

Cosa significa davvero essere “chill”?

Secondo l’Accademia della Crusca, “chill” rappresenta una vera e propria dichiarazione di valori. In un’epoca dominata da iperattività e richieste continue di prestazioni, i giovani utilizzano questo termine per rivendicare spazi di tranquillità e assenza di pressioni. Che si tratti di descrivere una persona rilassata, un’attività senza stress o l’invito a “stare chill”, la parola riflette il desiderio generazionale di cercare un equilibrio interiore.

La vitalità del termine è testimoniata anche dalle sue varianti italianizzate, come “chillato” o “chilliamocela”, analizzate con precisione dagli studenti del Liceo classico “Giosuè Carducci” di Milano, che hanno ricevuto un premio speciale per la migliore definizione del vocabolo.

Non solo “chill”: la creatività linguistica nelle scuole

L’iniziativa si è configurata come un grande laboratorio collettivo di educazione linguistica, coinvolgendo scuole e università in un dibattito profondo sull’evoluzione della lingua. Oltre al termine vincitore, sono state celebrate altre espressioni creative:

  • Aura: protagonista di una microsceneggiatura realizzata da studenti sardi.
  • Elevanza: un neologismo che fonde eleganza espressiva e aspirazione etica.

Il percorso di riflessione sulla lingua non si ferma qui: i premi e le menzioni speciali per i partecipanti e le scuole coinvolte saranno consegnati ufficialmente a Firenze il 19 marzo 2026.

Giovani

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

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