Defender Wolf Series II, un Land Rover per tutte le esigenze

(Adnkronos) – Un Defender per le esigenze dei prossimi decenni di forze armate, istituzioni e organizzazioni. Anzi un reparto dedicato – la Defender Defence Division – per realizzare un mezzo che possa adattarsi a necessità di ogni tipo, a teatri fortemente disagiati così come a scenari urbani. Così Land Rover punta a riafferma il proprio primato in un settore di forniture ‘specializzate’ in cui il brand da 70 anni è protagonista con il suo Defender, in infinite declinazioni.  

E oggi, visto che le gare (militari come civili) si moltiplicano la casa britannica propone una nuova versione – letteralmente – da battaglia del suo iconico modello, la Wolf Series II, presentata di recente nel Regno Unito, nel quadro della maxi gara da 2,5 miliardi di sterline per il nuovo Light Mobility Vehicle del Ministero della Difesa.  

Il 4×4 Land Rover ha fatto il suo debutto pubblico in occasione dell’esposizione “DVD 2026” dell’esercito britannico nel poligono di Millbrook, al fianco di modelli concorrenti, ed è stato presentato in diverse varianti – tattiche e utility – che fanno parte di un portafoglio di 27 versioni disponibili. 

Fresco di test massacranti – il programma prevede 62 mila prove, reali e virtuali – un prototipo è stato portato nei giorni scorsi in Italia nel quadro di una presentazione a militari, forze dell’ordine e organizzazioni che ha sottolineato le potenzialità di un mezzo ancora senza pari.  

Il Wolf Series II è stato progettato per affrontare praticamente ogni situazione potendo contare su robustezza e dotazioni praticamente senza pari. Progettato e sviluppato in Gran Bretagna, il Wolf Series II adotta la struttura monoscocca D7x, appositamente ingegnerizzata per il Defender. Quello presentato alle porte di Roma è un 130 4 posti (ma si può arrivare a 8) che mantiene la capacità di carico da 3500 kg. Rinunciando all’idea di ‘semplicità’ le Wolf Series II sono raffinate e potenti, hanno sospensioni pneumatiche (giudicate verstili e resistenti, più dei sistemi a molle e ammortizzatori), hanno decine di sensori e sistemi elettronici di controllo del terreno. Sotto questa veste digitale le Wolf Series II sono in realtà veicoli ad alta resistenza: è stato eliminato il Fap, non si usa l’Adblue e si può mettere nel serbatoio gasolio ad altissimo tenore di zolfo (che distruggerebbe qualsiasi motore normale) per fare andare senza problemi i diesel da 200 a 350 CV con un’autonomia fino a 1000 km. L’interno è più spartano del lussuoso modello in commercio, ma dai sedili con cinture a 5 punti ai sistemi di assistenza alla guida gli occupanti non hanno di che lamentarsi: quanto alle capacità fuoristradistiche salire pendenze del 100% anche a pieno carico è un gioco da ragazzi.  

Gli specialisti Land Rover parlano di un mezzo “che è stato progettato per i militari ma risponde alle necesdità di tutti, una specie di piattaforma Lego sulla quale si possono realizzare 27 varianti per tutte le esigenze”, dai pick-up alle ambulanze.  

La presentazione romana è stata anche l’occasione per confermare a istituzioni e organizzazioni le potenzialità del Defender normalmente in listino (dall’Octa da 537 CV, capace di sgommare nello sterrato come una GT e di guadare corsi d’acqua fino a un metro, ai normali 90 e 110 che non temono salite verticali o swing devastanti).  

Nonostante la presentazione risalga al 2019, il Defender – forte anche dei successi come quello al Rally Dakar 2026, nella nuova categoria Stock – continua a ritoccare di anno in anno i record di vendita: un successo che per lo storico marchio britannico è una boccata d’aria in uno scenario difficile ma anche la conferma che l’heritage è qualcosa di più di una targhetta da mostrare. 

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