Edufin Index: Fancel (Generali Italia): “Educazione finanziaria ancora troppo bassa”

(Adnkronos) – “L’educazione finanziaria pesa tantissimo.  

Basta guardare solo alcuni dati: 1.100 miliardi di euro sono fermi sui conti correnti bancari e ci sono solo 10 milioni di lavoratori iscritti alla previdenza complementare, che rappresentano neanche il 40% della forza lavoro. Un altro aspetto interessante riguarda l’angolo particolare delle famiglie italiane: si parla molto di spese e di consumi, ed è assolutamente corretto, ma non si parla mai di risparmio. Questi sono elementi che fanno riflettere su quanto il livello di educazione finanziaria sia ancora basso”.  

Così Giancarlo Fancel, Country Manager e Ceo di Generali Italia, intervenendo alla presentazione della quinta edizione di Edufin Index, l’Osservatorio su consapevolezza e comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani curato da Alleanza Assicurazioni e Sda Bocconi, da quest’anno nell’attività della Fondazione. 

“La consapevolezza finanziaria è un vero e proprio moltiplicatore di opportunità: è l’elemento chiave per gestire il proprio futuro, sia in termini di previdenza, sia per aiutare le generazioni successive nell’ambito delle famiglie e delle imprese – spiega – Noi di Generali, e in particolare come Alleanza, da sempre impegnata su questo tema, ci siamo e continueremo a esserci”. 

“La responsabilità che hanno le grandi compagnie assicurative per colmare questo divario di conoscenza, è evidente anche nella tipologia di prodotti che proponiamo. Questa responsabilità, però, va manifestata con azioni concrete – sottolinea Fancel – l’Edufin Index credo sia una prova tangibile di quello che facciamo come Alleanza e come Gruppo Generali in Italia. Essendo leader nel nostro Paese, stiamo dando una dimostrazione molto importante di questa concretezza”. 

“L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo, con una vita media che ormai sfiora gli 85 anni, ma siamo anche un Paese che sta invecchiando. C’è sicuramente il tema della previdenza, che si affianca a quello della prevenzione e di tutte le coperture necessarie a garantire una vita non solo lunga, ma anche sana. Ricordo un dato visto recentemente: viviamo in piena salute fino a circa 58 anni, ma poi, per arrivare agli 85, si incontra qualche difficoltà. I temi dell’educazione finanziaria e della cura della longevity si incrociano, quindi, molto bene”, conclude. 

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