Case sovraffollate, in Italia ci vive una persona su quattro. Il dato supera la media Ue

In Italia quasi una persona su quattro vive in un’abitazione sovraffollata. Secondo i dati Eurostat relativi al 2025, ripresi dalla fondazione Openpolis, il fenomeno riguarda il 24,3% della popolazione, una percentuale superiore di 7,5 punti rispetto alla media dell’Unione europea, ferma al 16,8%.

Il sovraffollamento abitativo non dipende soltanto dalla superficie disponibile, ma anche dal numero di stanze in rapporto alla composizione della famiglia. Secondo i criteri Eurostat, un’abitazione è considerata sovraffollata quando non dispone di un numero adeguato di stanze per garantire spazi distinti ai componenti del nucleo familiare, tenendo conto dell’età e dei rapporti familiari.

Ovvero, spiega Openpolis riprendendo la definizione di Eurostat, se non è presente almeno uno spazio tra questi: “Una stanza utilizzata come soggiorno per l’intero nucleo familiare, una camera da letto per ogni persona di oltre 18 anni, una camera per coppia, una stanza da letto ogni due minori”.

Un problema che riguarda (anche) i giovani

Le difficoltà abitative non colpiscono uniformemente la popolazione. In Italia, tra le persone che vivono sotto la soglia di rischio povertà, il 35,2% risiede in un’abitazione sovraffollata.

Ancora più elevata è la percentuale tra chi vive in affitto sul mercato libero: il 40,6% degli inquilini si trova in questa condizione. Un dato che evidenzia come il sovraffollamento non riguardi esclusivamente le fasce economicamente più vulnerabili, ma interessi anche chi deve rivolgersi al mercato privato delle locazioni.

Il problema presenta inoltre una dimensione generazionale. Secondo Eurostat, nel 2025 il 26,9% dei giovani europei tra 15 e 29 anni viveva in abitazioni sovraffollate, contro il 16,8% della popolazione complessiva dell’Ue già menzionata. In Italia la percentuale per i 15-29enni sale a oltre il 40%.

Il paradosso delle abitazioni non occupate

Accanto al sovraffollamento emerge un altro elemento del mercato abitativo italiano: l’elevato numero di immobili non occupati stabilmente. Secondo il censimento Istat, nel 2023 si contavano circa 9,6 milioni di abitazioni non occupate da residenti, pari al 26,8% del patrimonio abitativo nazionale.

Il dato comprende immobili effettivamente vuoti, seconde case e abitazioni utilizzate da persone non residenti. Non rappresenta quindi una misura delle case effettivamente disponibili, ma evidenzia la compresenza di un patrimonio immobiliare molto esteso e di diffuse condizioni di disagio abitativo. Una contraddizione che assume particolare rilievo nelle città, dove si concentrano sia la domanda di alloggi sia le difficoltà di accesso ad abitazioni adeguate.

Il diritto all’abitare, sottolinea Openpolis, “è legato a doppio filo al concetto di sovraffollamento abitativo, perché non è solo indispensabile disporre di una casa, ma bisogna anche poterci vivere in modo dignitoso, potendo usufruire di spazi nei quali svolgere le proprie attività quotidiane”.

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Popolazione

simona.cetola@adnkronos.com (Simona Cetola)

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