AREZZO – In carriera ha corso contro campioni come Anquetil, Bitossi, Adorni, Zilioli, Balmamion, Gaul e Van Looy. Ci ha lasciati questa mattina (21 ottobre) Giampiero Pancini, il ciclista di Castelnuovo inbprovincia di Arezzo, professionista negli anni Sessanta con la maglia dell’Atala (1962), della Lygie (1963-64) e della Bianchi-Mobylette (1965).
Una carriera da gregario la sua agli ordini di Vito Taccone. Pancini si era messo in luce come dilettante vincendo nella sua Toscana: a Santa Caterina di Cortona (settembre 1960) e un mese dopo nella prestigiosa Coppa del Mobilio di Ponsacco (11 ottobre). Corse la cronometro di 34 chilometri in 47’17″, a una media di quasi 44 km/h, riuscendo a battere Franco Bitossi, secondo con un distacco di 29″ e Livio Trapè (quinto), allora campione d’Italia e medagliato alle Olimpiadi di Roma di quell’anno. Il premio? Uno specchio da parete ancora appeso in casa.
L’anno successivo ottenne un secondo posto al Trofeo Otello Biagiotti a Monsummano, battuto in volata da Giorgio Zancanaro, futuro terzo al Giro d’Italia. Nel 1962, con la maglia Atala corse il suo primo Giro d’Italia costretto però al ritiro nella leggendaria tappa del 2 giugno 1962 sul Passo Rolle, fermata per neve: si ritirarono 57 corridori, tra cui Charly Gaul. Nello stesso anno, Pancini concluse il Giro di Lombardia al 43esimo posto, uno dei soli 47 arrivati su 141 partiti. Nel 1963, corse con la maglia Lygie la Milano-Sanremo e il Giro d’Italia (una tappa arrivava ad Arezzo) concluso al 44esimo posto in classifica generale. Lavorò per Taccone vincitore di cinque tappe e della classifica della montagna. L’anno successivo, Pancini chiuse al 26esimo posto il Giro vinto da Jacques Anquetil, diventato un suo grande amico grazie ad un gesto di profondo rispetto. Durante una tappa, un tifoso inveì contro il campione francese dicendogli: Ladro vai a casa. Pancini non ci pensò due volte e lo mandò a gambe all’aria e in un fosso, mentre Anquetil allungava. La sua ultima stagione da pro nel 1965 con la Bianchi-Mobylette. L’addio nel Gp di Montelupo, il 20 luglio.
La passione per il ciclismo non lo ha mai abbandonato. Una vita di sport e per lo sport la sua, prima come direttore sportivo della Del Tongo e negli anni Novanta come allenatore di una formazione aretina tutta al femminile. Una vita parallela a un’importante carriera da imprenditore, titolare di un rinomato forno avviato con la moglie Luana prima a Giovi, poi a Castelnuovo di Subbiano. Dal 2010, il Panificio Pancini, è guidato dalla figlia Sandra.
Giampiero Pancini era nato a Castelnuovo nel 1939. I funerali si svolgeranno sabato mattina alle 10 nella chiesa di Castelnuovo.
REDAZIONE


