Violenza sulle donne, 38 uccise da partner ed ex nel 2026 (e per 15 scatta il nuovo reato di femminicidio)

Nei primi nove mesi del 2026, in Italia sono stati registrati 15 casi di femminicidio contestati ai sensi del nuovo articolo 577 bis del codice penale. Questa figura di reato, introdotta dalla Legge 181/2025 ed entrata in vigore il 17 dicembre 2025, trova nell’analisi investigativa una costante drammatica: la totalità dei 15 episodi è maturata in ambito familiare o affettivo e per mano del partner o dell’ex partner della vittima. Il monitoraggio del Servizio Analisi Criminale evidenzia che nei primi quindici giorni dall’entrata in vigore della norma, tra il 17 e il 31 dicembre 2025, non si era verificato alcun episodio riconducibile a questo reato, rendendo i dati del 2026 il primo consuntivo operativo della riforma.

Quante donne sono state uccise nel 2026?

Per conteggiare con esattezza le donne che hanno perso la vita per mano violenta, occorre sommare i dati delle due diverse fattispecie legali oggi in vigore. Tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2026, oltre ai 15 casi di femminicidio, si contano 52 vittime femminili nell’ambito degli omicidi volontari tradizionali perseguiti ai sensi dell’articolo 575 del codice penale. Il totale complessivo delle donne uccise nei primi nove mesi del 2026 è quindi pari a 67.

Violenza domestica e affettiva: quante donne muoiono per mano del partner o ex partner

Analizzando il contesto relazionale di tutte le 67 vittime femminili del 2026, la sfera familiare e affettiva si conferma l’ambito di gran lunga più rischioso. Su 67 donne uccise, ben 58 sono state assassinate all’interno delle mura domestiche o in un contesto relazionale. Entrando nel dettaglio delle responsabilità, 38 donne sono morte per mano del partner o dell’ex partner: questo dato comprende tutti i 15 casi di femminicidio ex art. 577 bis e 23 dei 52 omicidi volontari generici ex art. 575. Le rimanenti 20 vittime in ambito familiare sono state colpite da altri parenti o congiunti, mentre soltanto 9 donne su 67 sono state uccise al di fuori della sfera familiare o affettiva.

Confronto omicidi donne 2025 vs 2026: numeri in calo nei primi nove mesi

Il confronto omogeneo tra i primi nove mesi del 2025 e lo stesso periodo del 2026 mostra un’evoluzione in calo. Nel 2025 le donne vittime di omicidio volontario erano state 77, contro le 67 del 2026. La flessione riguarda anche i delitti commessi nell’ambito delle relazioni intime: le donne uccise dal partner o dall’ex partner sono scese da 48 nel 2025 a 38 nel 2026. Allo stesso modo, le vittime femminili in contesto familiare allargato sono passate da 66 a 58.

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Reato di femminicidio: cosa stabilisce l’articolo 577 bis c.p.

Il reato di femminicidio dispone la colpevolezza di “chiunque cagioni la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali è punito con la pena dell’ergastolo. Fuori dei casi di cui al primo periodo si applica l’articolo 575. Si applicano le circostanze aggravanti di cui agli articoli 576 e 577. Quando ricorre una sola circostanza attenuante ovvero quando una circostanza attenuante concorre con taluna delle circostanze aggravanti di cui al secondo comma, e la prima è ritenuta prevalente, la pena non può essere inferiore ad anni ventiquattro. Quando ricorrono più circostanze attenuanti, ovvero quando più circostanze attenuanti concorrono con taluna delle circostanze aggravanti di cui al secondo comma, e le prime sono ritenute prevalenti, la pena non può essere inferiore ad anni quindici”.

Aumento dei giovani tra i presunti autori: cresce la fascia tra i 18 e i 24 anni

L’elemento di maggior rilievo sociale emerso dal report del Viminale riguarda la struttura anagrafica di chi commette i delitti. L’analisi condotta sulle denunce e sugli arresti dei presunti autori noti evidenzia un netto incremento della presenza di giovani tra i 18 e i 24 anni, la cui incidenza percentuale è salita al 21% nel 2026 (pari a 110 soggetti), rispetto al 17% del 2025 (94 soggetti). Se a questi si aggiunge la quota dei presunti autori minorenni, rimasta stabile al 5% sia nel 2025 (29 casi) sia nel 2026 (26 casi), si osserva come oltre un quarto dei presunti responsabili (il 26%) abbia meno di 25 anni. Parallelamente, si riduce il peso relativo della fascia d’età compresa tra i 25 e i 40 anni, che passa dal 43% del 2025 (246 autori) al 36% del 2026 (186 autori), pur rimanendo il gruppo numericamente più consistente. Le altre fasce vedono gli autori tra i 41 e i 64 anni attestarsi al 31% (162 casi) e quelli di età pari o superiore a 65 anni al 7% (33 casi).

Andamento generale degli omicidi in Italia nel triennio 2023-2025 fino al 2026

Guardando alla totalità dei delitti di sangue, compresi quelli con vittime maschili, si conferma una generale tendenza alla diminuzione. Nei primi nove mesi del 2026 gli omicidi complessivi consumati in Italia sono stati 230, contro i 238 dello stesso periodo del 2025. Questo dato si inserisce in una traiettoria di progressivo calo osservata negli ultimi anni: dopo i 341 omicidi del 2023 (con 119 vittime donne) e i 338 del 2024 (119 donne), il 2025 si era chiuso con 296 delitti totali e 99 vittime femminili. Il quadro aggiornato all’autunno 2026 segna dunque una contrazione dei crimini contro la vita, confermando al contempo la necessità di focalizzare gli interventi di prevenzione sulle relazioni affettive e sulle fasce giovanili.

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