Il periodo pasquale si è tradotto in un pesante esborso per i consumatori italiani. A confermare la tendenza al rialzo, influenzata anche dalle tensioni legate al conflitto in Medio Oriente, è l’associazione Assoutenti, che ha analizzato i recenti dati sull’inflazione diffusi dall’Istat. Il quadro tracciato evidenzia aumenti significativi in tutti i settori chiave legati alle festività, dal cibo al turismo.
Il carrello della spesa
Per quanto riguarda i beni di prima necessità, i generi alimentari segnano una crescita media del 2,8% su base annua. Entrando nel dettaglio degli scontrini, i prodotti non lavorati toccano picchi del 4,7%, ma sono specifiche categorie ortofrutticole a registrare le impennate più marcate. Le melanzane svettano con un rincaro del 21,5%, seguite dai piselli (+19,6%) e dalle zucchine (+11,1%). Rialzi a doppia cifra anche per la frutta, con limoni e fragole rispettivamente al +10,8% e +10,4%, mentre i pomodori si attestano al +9%.
Non sono stati risparmiati nemmeno i cibi simbolo della festività. Le uova tradizionali sono salite dell’8,5%, mentre le uova di Pasqua e i prodotti a base di cioccolato hanno subito un incremento medio del 6,4%. In salita anche il comparto delle carni: la bovina registra un +8,4% e l’ovina un +7,2%. A delineare l’andamento asimmetrico dei listini è il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso: “I prezzi dei prodotti alimentari salgono in media del +2,8% su anno con punte del +4,7% per quelli non lavorati, ma per alcuni beni i rincari viaggiano a ritmo molto più sostenuto”.
Vacanze e trasporti
Il rincaro ha colpito duramente anche chi si è messo in viaggio. Il comparto turistico ha visto le tariffe dei servizi di alloggio crescere del 4% rispetto all’anno precedente. Ancora più pesante il bilancio per gli spostamenti: i biglietti per i voli nazionali sono aumentati del 12,6%, un dato che conferma in pieno le stime preventive della stessa associazione, la quale aveva calcolato un aggravio vicino al 13% per le tratte aeree tra il nord e il sud della Penisola proprio per i giorni di festa.
L’appello alle istituzioni
A guidare questa dinamica inflattiva, secondo l’associazione, è in gran parte l’impatto dei costi logistici sui beni di consumo. Su questo fronte, il presidente Melluso lancia una chiara richiesta all’esecutivo per tutelare il potere d’acquisto dei cittadini: “Sui prezzi del comparto alimentare sta incidendo l’escalation dei carburanti che ha aggravato i costi di trasporto specie per i prodotti freschi: per questo il governo deve prorogare fino a fine emergenza il taglio delle accise e vigilare con la massima attenzione su speculazioni o andamenti anomali dei listini”.
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