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Allarme nei pronto soccorso toscani: turni massacranti e indennità negate, la Cisl minaccia la mobilitazione

FIRENZE – La tenuta del sistema sanitario della Toscana vacilla sotto il peso di una crisi che, per i reparti di emergenza-urgenza, ha ormai assunto i contorni di un vero e proprio cedimento strutturale. A lanciare l’allarme è la Cisl Funzione Pubblica regionale, che punta il dito contro le condizioni lavorative insostenibili e il mancato riconoscimento economico per medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici.

Al centro della denuncia c’è il trattamento salariale riservato a chi opera in prima linea. L’accusa mossa all’Assessorato alla Sanità è precisa: la Regione starebbe di fatto negando le indennità economiche stabilite dal contratto nazionale di categoria. Le attuali retribuzioni aggiuntive vengono definite dal sindacato come delle semplici ‘briciole’, del tutto inidonee a compensare l’enorme carico di responsabilità, lo stress psicofisico estremo e i crescenti rischi a cui il personale è sottoposto.

L’effetto diretto di questa situazione, unito al cronico sovraffollamento dei reparti e a turnazioni che mettono a repentaglio il fisiologico diritto al riposo, è una progressiva fuga dei professionisti. Sempre più lavoratori, infatti, scelgono di abbandonare le strutture pubbliche toscane per trasferirsi in altre regioni o passare al settore privato. Questo esodo innesca un pericoloso circolo vizioso: chi resta deve farsi carico dei vuoti in organico, accumulando ulteriore stanchezza e minando la sicurezza complessiva. Un quadro già critico, esacerbato dalla continua escalation di aggressioni fisiche e verbali subite dai sanitari, sempre più esposti al rischio di ‘burnout’.

Per scongiurare il blocco totale del sistema, l’organizzazione sindacale ha tracciato una linea d’azione basata su tre richieste ineludibili. In primo luogo, un incremento corposo dei fondi destinati al personale dell’emergenza, proporzionato alla reale difficoltà delle mansioni. In secondo luogo, la copertura tempestiva delle posizioni vacanti, passaggio obbligato per ripristinare una corretta e umana rotazione dei turni. Infine, l’introduzione di misure concrete per arginare le violenze nei presidi sanitari.

Il segretario generale della Cisl-Fp Toscana, Andrea Nerini, ha chiarito che il tempo degli annunci sui social media è finito, chiedendo alle istituzioni risposte tangibili e prospettando azioni incisive in caso di immobilità: “Non resteremo a guardare mentre il diritto alla salute e la dignità del lavoro vengono calpestati. Siamo pronti a mettere in atto ogni forma di mobilitazione se dall’Assessorato non arriveranno segnali concreti e immediati”.

REDAZIONE

© Riproduzione riservata

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