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Agroalimentare in Toscana, il rapporto di Confcooperative: il 47% delle imprese opera nelle aree interne

Il comparto cooperativo legato all’agroalimentare e alla pesca si conferma una componente strutturale per l’economia e la tenuta sociale dei territori della Toscana, in particolare nelle zone geograficamente più isolate. In base all’ultimo rapporto diffuso da Confcooperative Toscana, incentrato sui dati dell’andamento 2025 elaborati da Fondo Sviluppo, quasi una realtà su due — nello specifico il 47% del totale — svolge le proprie attività all’interno delle cosiddette aree interne, svolgendo una funzione di contrasto allo spopolamento delle comunità locali.

L’analisi mostra una precisa mappatura delle specializzazioni delle imprese sul territorio regionale. Il comparto maggiormente rappresentato è quello agricolo, in cui opera il 37 per cento delle cooperative, seguito dalla pesca con il 20,5 per cento e dal segmento vitivinicolo con l’11 per cento.

Dal punto di vista dell’impiego, la stabilità rappresenta il tratto caratterizzante della forza lavoro del settore: il 60 per cento degli addetti risulta infatti inserito con contratti a tempo indeterminato. I lavoratori si concentrano principalmente nelle attività agricole (25,7 per cento), nella filiera del vino (16,7 per cento) e nell’ortofrutta (16,2 per cento).

Il bilancio annuale evidenzia tuttavia anche alcuni elementi di debolezza di natura economico-finanziaria, legati a indici di rischio che variano a seconda della tipologia di produzione. Le situazioni di maggiore vulnerabilità si registrano nel comparto del latte e derivati, dove l’indice si attesta al 67 per cento, seguito dal vino (57 per cento) e dalla pesca (43 per cento), nonostante il vino rimanga il settore trainante per quanto riguarda la capitalizzazione e il patrimonio complessivo. A questo quadro si aggiunge un marcato divario di genere nei ruoli direttivi, con il 90 per cento delle posizioni di vertice occupato da uomini e una base associativa in cui la presenza femminile si ferma al 20 per cento.

Il presidente eletto di Fedagripesca Toscana, Luciano Nucci, ha analizzato i risultati complessivi emersi dall’indagine: “I dati ci consegnano la fotografia di un settore resiliente e fortemente distribuito in tutta la Regione. Il fatto che una nostra cooperativa su due presidii le aree interne ci inorgoglisce: siamo la spina dorsale dei territori più fragili e rappresentiamo un argine concreto allo spopolamento. Inoltre, il 60% dei nostri collaboratori beneficia di un contratto a tempo indeterminato: questo dimostra che la cooperazione offre lavoro vero e futuro. Le cooperative dell’agroalimentare sono quindi un motore di sviluppo per il territorio. Certo, non ignoriamo le criticità legate alla fragilità economica e al necessario ricambio ai vertici, ma guardiamo al domani con fiducia. Siamo pronti a scommettere sull’innovazione e sul coinvolgimento di giovani e donne per rendere le nostre microimprese sempre più competitive e inclusive. La sfida del 2025 è quella di trasformare la nostra capillarità in una nuova energia per l’intero sistema regionale”.

REDAZIONE

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