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Caso Garlasco, oggi primo faccia a faccia ‘muto’ tra Sempio e pm Pavia

(Adnkronos) –
Andrea Sempio da un lato e chi lo accusa dall’altro. Per la prima volta da quando la nuova indagine sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco è stata riaperta, oggi mercoledì 6 maggio l’indagato varcherà la porta della Procura di Pavia e si siederà davanti al procuratore aggiunto Stefano Civardi, titolare dell’indagine insieme ai pubblici ministeri Giuliana Rizza e Valentina De Stefano. Un faccia a faccia muto, dopo il mancato incontro di un anno fa (20 maggio 2025) quando per un errore procedurale Sempio, allora indagato in concorso con l’assassino Alberto Stasi o con ignoti, decise di non presentarsi.  

“Considerato che le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo”, il 38enne commesso in un negozio di telefonia “si avvarrà della facoltà di non rispondere”, spiegano i legali, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti. Un confronto che la difesa si riserva eventualmente di chiedere dopo la chiusura indagine, imminente dopo le ultime testimonianze rese dalle gemelle Paola e Stefania Cappa (non indagate), cugine della vittima.  

Sempio, come gli consente il codice, ha deciso di non rispondere al buio. Prima di farlo vuole leggere gli atti, le testimonianze e le consulenze raccolte in un anno e mezzo di indagine. Contro di lui c’è la perizia secondo cui il Dna è compatibile (con la linea maschile) con quello trovato sulle unghie della vittima – per la genetista Denise Albani è impossibile stabilire se deriva da contatto diretto o trasferimento indiretto -; e l’impronta 33 lasciata, a dire di chi indaga, dall’assassino sulla scala dove la ventiseienne è stata ulteriormente colpita alla testa. Impronta che per i consulenti dell’indagato non è attribuibile a lui.  

La Procura di Pavia – che non ha ancora fornito l’orario (rivisto rispetto alla Cassazione) in cui è avvenuto il decesso la mattina del 13 agosto 2007 – pare non credere all’alibi di Sempio, legato allo scontrino di un parcheggio di Vigevano, e sembra orientata – ritenendo che il delitto è nato da un rifiuto di fronte a delle avance sessuali – a inserire nella chiusura indagine anche le numerose chat a firma ‘Andreas’. Sempio – accusato del delitto aggravato dai motivi abietti e dalla crudeltà – sarebbe l’autore di numerosi messaggi online in cui avrebbe mostrato “ossessione” verso una ragazza, ma la giovane non sarebbe Chiara Poggi (sorella dell’amico Marco), ma una “barista di una birreria”, precisa la difesa mostrando altre chat. 

A rispondere sicuramente oggi, nelle vesti di testimone, sarà Marco Poggi, fratello della vittima, convocato (salvo sorprese) a Pavia. Per la seconda volta, come un anno fa, è stato chiamato in contemporanea con l’indagato. All’epoca il confronto (a cui Sempio si è legittimamente sottratto) vedeva protagonista anche Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 15 anni di carcere come l’unico assassino dell’allora fidanzato.  

Oggi, il 37enne è chiamato (nuovamente) a rispondere sulle stanze della villetta di via Pascoli a Garlasco in cui aveva accesso l’amico, ma anche sui rapporti tra la sorella e l’indagato, così come del contenuto dei video intimi della ventiseienne e di Stasi, protetti da password, trovati nel computer di casa. Se la perizia sul punto ha escluso tracce di visualizzazione di questi file, una recente consulenza della Procura potrebbe invece aver svelato altro. Nella testimonianza resa nel 2007 Marco Poggi aveva sostenuto di non aver mai visto quei contenuti, video che invece per chi indaga potrebbero essere centrali nel movente del delitto.  

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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