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Per il 69% degli italiani il welfare aziendale sostiene il potere d’acquisto

(Adnkronos) – Secondo i dati emersi dalla ricerca “Circular Benefits & Impact. Benefit che generano un engagement sostenibile”, condotta da Ipsos Doxa per Pluxee Italia, quasi sette lavoratori su dieci, pari al 69% del campione, considerano i piani di welfare aziendale uno strumento efficace per difendere il potere d’acquisto attraverso l’erogazione di servizi e prestazioni sociali. 

L’indagine descrive un quadro in cui il welfare incide direttamente sulla percezione della sicurezza economica quotidiana. Il 59% degli intervistati dichiara che i servizi messi a disposizione dall’azienda rappresentano un contributo concreto per far fronte alle spese familiari, mentre il 53% vi ricorre per finanziare attività ricreative o acquisti extra senza gravare sulla retribuzione principale. Per la metà dei lavoratori (50%), la presenza di un piano di welfare strutturato concorre a incrementare il senso di stabilità finanziaria per il futuro, attenuando l’impatto delle oscillazioni macroeconomiche sulle spese fisse. 

I riflessi di tali politiche di sostegno si riflettono in modo significativo anche sul clima organizzativo e sulla stabilità del personale. Tra i dipendenti che beneficiano di queste misure, il tasso di soddisfazione per la propria posizione lavorativa raggiunge il 71%, registrando uno scostamento netto rispetto al 60% rilevato tra coloro che non dispongono di analoghe agevolazioni.  

Dal punto di vista della gestione d’impresa, l’81% delle aziende dichiara che l’introduzione di un piano di benefit fornisce un contributo quantificabile alla fedeltà dei collaboratori, e il 59% osserva un incremento diretto della motivazione nei team di lavoro. Di conseguenza, l’82% dei manager ritiene che queste soluzioni diventeranno una componente fissa e rilevante dei futuri pacchetti retributivi. 

In merito ai cambiamenti organizzativi evidenziati dallo studio, Anna Maria Mazzini, Marketing & Product Director di Pluxee Italia, ha commentato: “Uno degli aspetti più interessanti che emerge dalla ricerca è la crescente maturità con cui le imprese guardano oggi al welfare aziendale. Non si tratta più soltanto di mettere a disposizione benefit o servizi, ma di costruire un’esperienza lavorativa capace di rispondere alle esigenze concrete dei dipendenti. Per le aziende, questo significa ripensare il welfare come una componente sempre più centrale della propria proposta di valore, costruendo piani realmente coerenti con le esigenze dei lavoratori e comunicando il loro potenziale in modo chiaro, accessibile e continuativo. Non dimentichiamo, infatti, che una delle chiavi per la riuscita è proprio la fiducia: grazie al welfare, la valutazione dell’impegno aziendale da parte dei dipendenti cresce di +23 punti (60% vs 37%)”.  

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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