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        <title>Corriere Aretino - Feed</title>
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        <description>Ultime news da Arezzo e provincia</description>
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        <pubDate>Sat, 29 Aug 2026 13:30:00 +0000</pubDate>
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	<title>Cultura ed Eventi - Corriere Aretino</title>
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                <title>I Carabinieri di Arezzo donano due volumi storici sul 1945 alle biblioteche della provincia</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>AREZZO &#8211; Il <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="3">Comando Provinciale dei Carabinieri di Arezzo</b> ha consegnato una serie di testi storici a diverse istituzioni culturali del capoluogo e del territorio provinciale. L&#8217;iniziativa, portata a termine attraverso le Compagnie dipendenti, ha permesso di donare due edizioni speciali curate dalla <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="291">Rassegna dell&#8217;Arma dei Carabinieri</i>, la rivista scientifica dell&#8217;istituzione. Si tratta delle pubblicazioni intitolate <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="409">I Carabinieri del 1945 – La Liberazione</i> e <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="451">I Carabinieri nel 1945</i>.</p>
<p data-path-to-node="1">L&#8217;obiettivo del progetto è mantenere viva la memoria sulle vicende che hanno segnato la fine del conflitto mondiale. Le opere ricordano il contributo dei militari che, tenendo fede al giuramento prestato, si sono schierati a difesa dei cittadini per arginare le violenze nazifasciste. I volumi ripercorrono le azioni condotte dall&#8217;Arma in quel periodo, spesso affrontate in prima linea al fianco delle formazioni partigiane e delle altre forze armate. La donazione vuole quindi rappresentare un omaggio istituzionale ai numerosi caduti, feriti e dispersi dell&#8217;epoca.</p>
<p data-path-to-node="2">I testi sono ora a disposizione della collettività e possono essere consultati liberamente all&#8217;interno di sei diverse sedi pubbliche. I cittadini interessati ad approfondire questi capitoli di storia contemporanea potranno trovarli presso la biblioteca <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="253">Città di Arezzo</b>, all&#8217;<b data-path-to-node="2" data-index-in-node="274">Archivio Storico</b> di <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="294">Anghiari</b> e alla biblioteca dell&#8217;<b data-path-to-node="2" data-index-in-node="326">Accademia Etrusca</b> di <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="347">Cortona</b>. I volumi sono stati affidati anche alla struttura comunale di <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="418">Monterchi</b>, agli spazi della <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="446">Cristoforo Landino</b> a <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="467">Pratovecchio Stia</b> e alla biblioteca <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="503">Masaccio</b> di <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="515">San Giovanni Valdarno</b>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Le pubblicazioni "I Carabinieri del 1945 – La Liberazione" e "I Carabinieri nel 1945" ricordano il contributo dei militari contro le violenze nazifasciste]]></excerpt>
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                                <pubDate>Mon, 24 Aug 2026 14:26:28 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 25 Aug 2026 08:35:01 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Montepulciano, presentato il 52° Bravìo delle Botti: programma, novità e il panno dedicato al voto alle donne</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>MONTEPULCIANO &#8211; Il Comune di <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="13">Montepulciano</b> si prepara ad accogliere la 52ª edizione del <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="72">Bravìo delle Botti</i>, la tradizionale manifestazione cittadina in programma dal <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="150">21 al 30 agosto 2026</b>. Il calendario degli eventi è stato illustrato nell&#8217;androne del Palazzo Comunale, alla presenza del sindaco Michele Angiolini, della reggitrice del Magistrato delle Contrade Irene Bettollini e del consigliere con delega al Bravìo Gianluca Fè.</p>
<p data-path-to-node="1">L&#8217;edizione 2026 segna l&#8217;esordio del nuovo Consiglio di Gestione, sempre sotto la guida di Bettollini, che ha l&#8217;obiettivo di preservare l&#8217;identità storica della festa rafforzandone al contempo la comunicazione verso le nuove generazioni e il pubblico internazionale. Quest&#8217;anno, un focus particolare è dedicato alla fotografia: il Magistrato delle Contrade ha avviato la creazione di un archivio storico per valorizzare la memoria visiva dell&#8217;evento. Torna anche il concorso fotografico legato ai dieci giorni della manifestazione. Dal punto di vista artistico, il manifesto ufficiale è stato affidato a Giuseppe Ragazzini, con un tributo alla storica figura di Cesare Mazzetti, recentemente scomparso.</p>
<p data-path-to-node="2">Al centro delle celebrazioni ci sarà il panno, dipinto dall&#8217;artista senese Riccardo Manganelli, dedicato a un doppio anniversario storico: gli ottant&#8217;anni della Repubblica italiana e del primo voto femminile. &#8220;Nel 1946, furono 5.650 le donne residenti a Montepulciano che si recarono per la prima volta alle urne, con oltre il 92% di partecipazione&#8221;, ha ricordato il consigliere Gianluca Fè.</p>
<p data-path-to-node="3">Il sindaco Michele Angiolini ha inquadrato il significato della ricorrenza: &#8220;Il Bravìo delle Botti è prima di tutto un momento di crescita sociale: in questi giorni Montepulciano si ritrova, si racconta e si riconosce come comunità&#8221;. Una visione condivisa dalla reggitrice Bettollini: &#8220;Il nostro impegno, come Magistrato delle Contrade, è custodirne l&#8217;identità, valorizzando i giovani talenti del territorio e trovando nuovi linguaggi per raccontarla&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="4"><b data-path-to-node="4" data-index-in-node="0">Il calendario degli appuntamenti</b> La rassegna si aprirà venerdì 21 agosto con l&#8217;iniziativa <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="90">Cantine in Piazza</i>, dedicata ai prodotti tipici in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Sabato 22 agosto si terrà l&#8217;apertura ufficiale con il corteo storico, il Proclama del Gonfaloniere e l&#8217;esibizione di sbandieratori e tamburini. Domenica 23 agosto il programma proseguirà con la presentazione del panno dipinto e l&#8217;inizio delle prove in notturna degli &#8216;spingitori&#8217;. Giovedì 27 agosto il centro storico sarà illuminato da torce e fiaccole per il suggestivo <i data-path-to-node="4" data-index-in-node="577">Corteo dei Ceri</i>, in onore del patrono San Giovanni Decollato.</p>
<p data-path-to-node="5">Il momento clou è fissato per domenica <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="39">30 agosto</b>. La mattina prevede l&#8217;estrazione dell&#8217;ordine di partenza, la marchiatura delle botti e la Santa Messa in Duomo alle ore 12,00. Nel pomeriggio, dopo il corteo storico delle ore 15,30, la gara vera e propria prenderà il via alle <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="276">18,30</b>: le otto contrade si sfideranno spingendo le botti in salita fino al traguardo di Piazza Grande. Per tutta la durata dell&#8217;evento, le contrade animeranno le vie del centro con cene e feste.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Dal 21 agosto via agli eventi con "Cantine in Piazza", il Corteo dei Ceri e la grande sfida tra le otto contrade fissata per domenica 30 agosto]]></excerpt>
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                                <pubDate>Tue, 18 Aug 2026 11:21:16 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 18 Aug 2026 11:21:16 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>A Marciano della Chiana va in scena Calici di Jazz: degustazioni, musica e visite alla Torre</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>MARCIANO DELLA CHIANA &#8211; Il centro storico di <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="21">Marciano della Chiana</b> ha ospitato martedì 11 agosto la rassegna <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="85">Calici di Jazz</i>, un appuntamento inserito all&#8217;interno del calendario estivo <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="160">MartedìMa</i>. La manifestazione ha combinato le esibizioni musicali dal vivo con le degustazioni enologiche e l&#8217;apertura al pubblico dei principali siti storici del paese.</p>
<p data-path-to-node="1">L&#8217;evento è stato organizzato dall&#8217;amministrazione comunale con il supporto logistico e artistico di <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="100">Siena Jazz</b> e della <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="119">Strada del Vino Terre di Arezzo</b>. Oltre all&#8217;intrattenimento musicale e all&#8217;assaggio dei prodotti vitivinicoli locali, il programma ha permesso a cittadini e turisti di percorrere i camminamenti sotterranei e di visitare la Torre cittadina dopo il tramonto.</p>
<p data-path-to-node="2">La sindaca <b data-path-to-node="2" data-index-in-node="11">Maria De Palma</b> ha descritto l&#8217;iniziativa come un&#8217;operazione mirata alla valorizzazione del patrimonio locale. &#8220;Siamo riusciti a creare una serata dedicata alla cultura, mettendo insieme il vino, la musica jazz e la possibilità di visitare la nostra Torre e i camminamenti sotterranei&#8221;, ha affermato la prima cittadina. La rassegna si posiziona in un periodo di transizione verso le ricorrenze della seconda metà del mese, anticipando la <i data-path-to-node="2" data-index-in-node="448">Festa del Santissimo Crocifisso</i>, in calendario dal 20 al 25 agosto, e la successiva <i data-path-to-node="2" data-index-in-node="532">Festa a Cesa</i>. &#8220;Nell&#8217;attesa abbiamo voluto proporre un&#8217;iniziativa diversa, capace di portare le persone nel centro storico e di offrire una serata di qualità&#8221;, ha spiegato De Palma, confermando la volontà dell&#8217;amministrazione di replicare il format in futuro.</p>
<p data-path-to-node="3">L&#8217;apertura serale della Torre si inserisce in un progetto di fruizione dei monumenti avviato dal Comune a partire dalla scorsa estate. Come precisato dall&#8217;assessore alla cultura <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="178">Gionata Salvietti</b>, le aperture del martedì sera consentono di osservare la Val di Chiana in notturna, garantendo l&#8217;accesso alle strutture storiche anche al di fuori dei consueti orari di visita.</p>
<p data-path-to-node="4">L&#8217;obiettivo della serata era anche quello di fornire un&#8217;opportunità di aggregazione per i residenti che trascorrono il mese di agosto nel proprio comune. &#8220;Ci ha fatto particolarmente piacere ricevere nei giorni precedenti all&#8217;evento tante richieste di informazioni proprio da parte delle persone del territorio&#8221;, ha concluso Salvietti. &#8220;Significa che iniziative come questa rispondono anche al desiderio di chi rimane a casa di uscire, incontrarsi e vivere il proprio paese&#8221;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Il centro storico di Marciano della Chiana ha ospitato con successo la rassegna Calici di Jazz tra musica dal vivo, vino e siti storici]]></excerpt>
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                                <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 10:44:37 +0200</pubDate>
                <modDate>Wed, 12 Aug 2026 10:44:37 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Castiglion Fiorentino, dal 13 al 16 agosto torna il Vintage Festival tra concerti e mercatini</title>
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                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="0">CASTIGLION FIORENTINO &#8211; Dal 13 al 16 agosto le strade e le piazze di <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="45">Castiglion Fiorentino</b>, in provincia di Arezzo, ospiteranno l&#8217;edizione 2026 del <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="124">Vintage Festival</i>. La manifestazione, dedicata interamente alle atmosfere e alla cultura musicale degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, proporrà quattro giorni di concerti all&#8217;aperto, mercatini tematici e lezioni di ballo.</p>
<p data-path-to-node="1">Il programma musicale vedrà l&#8217;esibizione di oltre venti formazioni internazionali, con un repertorio focalizzato su generi come rock&#8217;n&#8217;roll, swing, rhythm &amp; blues e garage rock. Tra i nomi di spicco della rassegna figura <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="221">Claudio Gregori</b>, noto al pubblico televisivo e teatrale per il duo comico Lillo &amp; Greg, che salirà sul palco in veste di musicista accompagnato dalla band The Rockin&#8217; Revenge.</p>
<p data-path-to-node="2">La line-up ospiterà diversi artisti provenienti dall&#8217;estero. Dagli Stati Uniti arriverà il cantante Marcel Riesco con il suo repertorio di stampo rockabilly, mentre la Gran Bretagna sarà rappresentata dallo swing di Natty Congeroo affiancato dagli Swing Pirates. Dalla Francia è invece atteso Richard Nola, che suonerà assieme alla formazione dei The Good Fellas. A completare il quadro internazionale ci sarà il gruppo anglo-spagnolo dei Los Torontos.</p>
<p data-path-to-node="3">Le attività si svolgeranno quotidianamente a partire dalle <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="59">17,00</b> fino a mezzanotte, coinvolgendo diverse aree del centro storico, tra cui Piazza del Comune, il Parco Presentini e i Giardini di Porta Fiorentina. All&#8217;interno di questi spazi verrà allestito un mercato d&#8217;epoca con oltre cento espositori, dedicato alla vendita di dischi in vinile, abbigliamento retrò, oggettistica di design e articoli da collezione. Spazio anche al ballo, con laboratori e masterclass gratuite aperte al pubblico e gestite da tre scuole specializzate del settore: <i data-path-to-node="3" data-index-in-node="546">Swing Mood</i>, <i data-path-to-node="3" data-index-in-node="558">Fifties Jive School</i> e <i data-path-to-node="3" data-index-in-node="580">Rock Your Boogie</i>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Nel centro storico spazio anche a un grande mercato d'epoca con cento espositori, vinili e masterclass di ballo gratuite aperte a tutti]]></excerpt>
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                                <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:11:01 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 04 Aug 2026 16:11:01 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Cortona, all’eremo de Le Celle la scultura San Francesco e il lupo di Ugo Riva</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>CORTONA &#8211; L&#8217;eremo de <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="11">Le Celle</b> di Cortona, in provincia di Arezzo, ospita da ieri mattina la scultura <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="91">San Francesco e il lupo</i>, opera in bronzo dell&#8217;artista bergamasco <b data-path-to-node="0" data-index-in-node="156">Ugo Riva</b>. L&#8217;installazione si inserisce all&#8217;interno di <i data-path-to-node="0" data-index-in-node="210">Sculture &#8211; Nuovi segni</i>, un progetto nazionale curato dalla gallerista fiorentina Francesca Sacchi Tommasi e promosso dal Comitato Nazionale per la celebrazione dell&#8217;Ottavo centenario della morte di San Francesco d&#8217;Assisi, presieduto da Davide Rondoni.</p>
<p data-path-to-node="1">L&#8217;opera di Riva rappresenta il Santo seduto su una panchina in pietra, appoggiato su una base di ghiaia. Oltre al bronzo, l&#8217;artista ha utilizzato inserti in ferro e alluminio, come il passerotto posato sulla spalla della figura. La scultura poggia su un basamento in acciaio corten alto 90 centimetri, sul quale è incisa la frase: &#8220;O Signore fai di me strumento della pace&#8221;. La fusione è stata affidata alla <b data-path-to-node="1" data-index-in-node="408">Fonderia Fondart</b> di Bergamo.</p>
<p data-path-to-node="2">Si tratta della seconda installazione su un totale di dieci sculture previste dal progetto, che punta a creare un itinerario artistico-spirituale permanente attraverso la penisola in vista del centenario della morte di San Francesco, che cadrà nel 2026. L&#8217;obiettivo è reinterpretare la figura del Santo, l&#8217;amore per la natura e il messaggio di pace mediante l&#8217;opera di altrettanti artisti. &#8220;È la prima volta che il Governo, attraverso il Comitato che presiedo, commissiona a 10 diversi artisti un soggetto unitario che abiterà tante piazze&#8221;, ha spiegato il presidente Rondoni, definendo l&#8217;iniziativa un intervento di arte pubblica di ampia portata.</p>
<p data-path-to-node="3">La scelta di Cortona come tappa dell&#8217;itinerario è legata al rapporto diretto che unì il Patrono d&#8217;Italia a questi luoghi. Nel 1211 San Francesco chiese al nobile Guido Vagnottelli il permesso di ritirarsi in preghiera in una gola del Monte Sant&#8217;Egidio, fondando così l&#8217;<b data-path-to-node="3" data-index-in-node="269">Eremo delle Celle</b>, il suo primo convento. Nel corso degli anni vi fece ritorno più volte, dettando proprio qui il suo Testamento nella primavera del 1226. Nel centro di Cortona si trova inoltre l&#8217;omonima chiesa gotica, voluta dal suo biografo Frate Elia, che ne conserva preziose reliquie, tra cui l&#8217;Evangelario e la tonaca.</p>
<p data-path-to-node="4">Il legame storico è stato sottolineato dal sindaco di Cortona, Luciano Meoni: &#8220;Inaugurare la scultura dedicata a san Francesco in occasione della giornata del Perdono è un grande orgoglio e una grande emozione. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questa collocazione perché Cortona è una città francescana da sempre legata alla profonda spiritualità di questi luoghi&#8221;. Anche la curatrice, Francesca Sacchi Tommasi, ha espresso soddisfazione per aver unito &#8220;un artista che seguo da tanti anni, l&#8217;appoggio istituzionale del Comune e l&#8217;ospitalità dei frati&#8221;.</p>
<p data-path-to-node="5">Il percorso artistico vedrà il coinvolgimento di Giovanni Balderi, Bertozzi &amp; Casoni, Vivianne Duchini, Giuliano Giuliani, Ettore Greco, Ernesto Lamagna, Elena Mutinelli e Nicola Samorì, in aggiunta a Ugo Riva e Marianna Costi, autrice della prima opera collocata a Celano, in provincia di L&#8217;Aquila. Le prossime sedi scelte per ospitare le installazioni, i cui abbinamenti con gli scultori verranno resi noti di volta in volta, saranno Ascoli Piceno, Capri, Frosinone, Lampedusa, Lerici, Rieti, San Severo e Santa Maria di Leuca.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L'installazione rientra nell'itinerario nazionale "Sculture - Nuovi segni", promosso per l'Ottavo centenario della morte del Santo d'Assisi]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 09:35:03 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 03 Aug 2026 09:35:03 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Valdichiana, dal 27 agosto torna la Festa a Cesa: sei giorni di musica, sport e tradizione gastronomica</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>CESA &#8211; <span data-path-to-node="0,0">La frazione di <b data-path-to-node="0,0" data-index-in-node="15">Cesa</b>, situata nel comune di Marciano della Chiana, si prepara a ospitare l&#8217;annuale edizione della <i data-path-to-node="0,0" data-index-in-node="113">Festa di Santa Lucia</i>, comunemente nota come <i data-path-to-node="0,0" data-index-in-node="157">Festa a Cesa</i>. L&#8217;appuntamento, in programma dal 27 agosto al primo settembre 2026</span><span data-path-to-node="0,2">, vedrà il centro abitato di circa duemila residenti animarsi con sei giorni di iniziative.</span></p>
<p data-path-to-node="1">L&#8217;evento è reso possibile dal lavoro di centinaia di volontari che da oltre un secolo si occupano dell&#8217;organizzazione. Il paese vanta una storia antica, legata alle vie di comunicazione della centuriazione romana e a una solida tradizione agricola. Nel corso del Novecento, l&#8217;apertura di uno zuccherificio ha trasformato l&#8217;economia del territorio, offrendo occupazione e lasciando un segno nella memoria collettiva. L&#8217;impegno per la cultura locale trova oggi espressione anche nel Museo della Poesia, spazio espositivo promosso dalla famiglia Caccialupi.</p>
<p id="p-rc_e962f0b736f365a8-32" data-path-to-node="2"><span data-path-to-node="2,0">Durante i giorni della manifestazione, l&#8217;ingresso agli eventi serali sarà gratuito. Il fulcro della festa sarà lo stand gastronomico, aperto quotidianamente e affiancato da un luna park</span><span data-path-to-node="2,2">. Le cucine proporranno i piatti della tradizione toscana, con una particolare attenzione alla specialità del luogo: l&#8217;<b data-path-to-node="2,2" data-index-in-node="119">Ocio Cesarino</b>, preparato arrosto, in umido, al sugo o con il tipico collo ripieno, seguendo ricette tramandate nel tempo.</span></p>
<p data-path-to-node="2"><span data-path-to-node="3,0">Il programma prenderà il via giovedì 27 agosto alle 21,30 con l&#8217;orchestra di Denny Francioni, per poi lasciare spazio alle 23,30 alla selezione musicale di Alessio Noferi e Lorenzo Paggetti</span><span data-path-to-node="3,2">. Il giorno successivo, venerdì 28, il palco ospiterà alle 21,30 il tributo a Vasco Rossi della band Il Resto della Ciurma, seguito alle 23,30 dal dj set &#8216;Antropocene&#8217; a cura di Francesco Zappalà</span><span data-path-to-node="3,4">.</span></p>
<p data-path-to-node="2"><span data-path-to-node="4,0">Sabato 29 agosto l&#8217;intrattenimento comincerà alle 19,00 con le sonorità funky e disco di &#8216;Last Night a DJ Save My Life&#8217;</span><span data-path-to-node="4,2">. Alle 21,30 andrà in scena il <i data-path-to-node="4,2" data-index-in-node="31">Michael Jackson Show</i> di Roy Paladini, mentre la chiusura della serata, dalle 23,30, sarà affidata a Radio 105 con la presenza di DJ Mitch e Giulia Salemi</span><span data-path-to-node="4,4">.</span></p>
<p data-path-to-node="2"><span data-path-to-node="5,0">La giornata di domenica 30 si aprirà alle 08,30 con il quinto raduno motociclistico Samurai Bikers e proseguirà alle 09,00 con la passeggiata <i data-path-to-node="5,0" data-index-in-node="142">A passo d&#8217;ocio</i></span><span data-path-to-node="5,2">. Nel tardo pomeriggio, alle 18,00, è in programma la rassegna <i data-path-to-node="5,2" data-index-in-node="63">Talenti in scena</i>, seguita in serata dal <i data-path-to-node="5,2" data-index-in-node="103">6° Memorial Ilvo Cardini</i> e dalla premiazione del miglior &#8216;festiere&#8217; alle 21,15</span><span data-path-to-node="5,4">. Alle 21,45 il pubblico potrà assistere allo spettacolo <i data-path-to-node="5,4" data-index-in-node="57">Voglio Tornare Negli Anni 90</i>, prima del dj set di mezzanotte della Smile Gang</span><span data-path-to-node="5,6">.</span></p>
<p data-path-to-node="2"><span data-path-to-node="6,0">Lunedì 31 agosto la programmazione riprenderà alle 21,30 con la musica dell&#8217;orchestra Giorgio Franceschi, accompagnata alle 23,30 dai dj Marco Izzo e Tommi Tavanti</span><span data-path-to-node="6,2">.</span></p>
<p data-path-to-node="2"><span data-path-to-node="7,0">La giornata conclusiva di martedì 1 settembre si aprirà alle 13,30 all&#8217;insegna dello sport con il <i data-path-to-node="7,0" data-index-in-node="98">103° Circuito di Cesa</i>, gara ciclistica nazionale riservata alle categorie Elite e Under 23</span><span data-path-to-node="7,2">. Alle 19,00 inizierà un evento benefico animato dal collettivo DJ For Children</span><span data-path-to-node="7,4">. A mezzanotte, a chiudere la manifestazione, si terrà uno spettacolo pirotecnico musicale della durata di oltre trenta minuti curato dalla ditta Soldi, prima dell&#8217;ultima sessione musicale</span><span data-path-to-node="7,6">.</span></p>
</p>
<p><em>Davide Caruso</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Dal 27 agosto al 1° settembre 2026 la frazione di Cesa, nel comune di Marciano della Chiana, si prepara a vivere sei giorni di festa e tradizione]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 17:30:35 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 31 Jul 2026 17:30:35 +0200</modDate>
                <author>Davide Caruso</author>
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                <title>Musica, parole e testimonianze di pace: successo per lo Youtopic Fest a Rondine Cittadella della Pace</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>AREZZO &#8211; Una grande festa collettiva, un percorso di parole, musica, incontri e testimonianze per ribadire che la pace si costruisce ogni giorno attraverso relazioni, ascolto e responsabilità. Si è svolta ieri (7 giugno) nell’Arena di Janine a Rondine Cittadella della Pace<strong><em> Destinazione Pace. Musica e voci dal mondo insieme contro le guerre</em></strong>, l’evento conclusivo di <strong>YouTopic Fest 2026</strong> che ha visto protagonisti i giovani della World House di Rondine insieme ad artisti, musicisti, testimoni e migliaia di partecipanti.</p>
<p>Ad accompagnare il pubblico lungo le otto tappe del percorso ispirato alle parole del Metodo Rondine sono stati <strong>Folco Terzani, Amara, Giovanni Caccamo, l’Orchestra Instabile di Arezzo</strong> diretta dal Maestro Valter Sivilotti e Lorenzo Jovanotti, protagonista del gran finale dell’evento condotto da Eva Crosetta.</p>
<p>Nel suo intervento, Jovanotti ha sottolineato il significato profondo dell’esperienza di Rondine: &#8220;La pace è il matrimonio fra cielo e terra perché qui la pace si fa si studiando, ci si lavora, non è una parola non è un like è un lavoro, uno starci dentro quotidiano. È permettere a ragazzi che vengono da paesi di conflitto, contrapposti della storia, di vivere nella stessa stanza, conoscersi ascoltarsi&#8221;. Un pensiero che ha trovato subito eco nello sguardo del pubblico, come a riconoscere una verità semplice e insieme difficile: la pace non è un’idea lontana, ma una pratica quotidiana. Poi ancora, quasi a stringere tutto in una immagine concreta: &#8220;<strong>La pace si fa, si deve sostenere, la pace si deve immaginare, sognare, si deve lottare con ogni forma di lotta pacifica e legittima</strong>. La prima cosa che succede in una guerra è che le persone diventano cose, si perde l&#8217;umanità. Per questo la violenza si scatena in maniera incontrollata quando il tuo nemico non è più un essere umano. Invece dobbiamo vedere le persone con la loro vita, con la loro famiglia, coi loro sogni. Alla fine quello che conta è l&#8217;amore: la capacità di riconoscere nell&#8217;altro una persona e non un nemico. È questo è il lavoro che si fa qui partendo dai ragazzi perché la chiave è la scuola, la chiave e l&#8217;istruzione&#8221;.</p>
<p>Nel mezzo di questa intensità, la gioia, la musica i balli dell’Arena hanno fatto spazio al silenzio e all’ascolto collettivo <strong>quando Jovanotti ha invitato sul palco il vescovo Andrea Migliavacca chiedendogli una benedizione per tutti i presenti</strong>. Il Vvscovo ha pronunciato queste parole: &#8220;Ci benedica la vita quella che noi abbiamo quella che viene dalla grandezza dei cieli e quella che ci ritroviamo nel cuore. Ci benedica tutto quello che per noi nel nostro cuore è spiritualità e interiorità e ascolto e silenzio e questa sia benedizione che arriva a tutti noi questa benedizione che parte da Rondine si estende come un oceano e che arrivi a tutto il mondo con il nome di pace&#8221;.</p>
<p>La musica, nel frattempo, ha continuato a dare corpo a ciò che le parole suggerivano. Tra i momenti musicali più intensi della serata, Jovanotti ha interpretato insieme all’Orchestra Oida, con arrangiamenti originali del Maestro Valter Sivilotti, i brani <em>Mi fido di te, Le tasche piene di sassi e Viva la libertà.</em></p>
<p>Poi un augurio, semplice e diretto, che suona come una direzione per il futuro: &#8220;Il mio augurio per Rondine è che questo metodo si diffonda in Italia e nel mondo&#8221;.</p>
<p>La manifestazione si era aperta nel pomeriggio con musica e parole. Tra gli artisti emergenti, Lorenzo Tornaboni ha proposto il brano <strong><em>Non girarti dall&#8217;altra parte</em></strong>, una canzone di forte impegno civile e sociale. Il titolo stesso è un invito a non ignorare ciò che accade intorno a noi, soprattutto le sofferenze, le guerre, le ingiustizie e le tragedie che scorrono continuamente davanti ai nostri occhi attraverso televisione e social network.</p>
<p><strong>Con Folco Terzani il pubblico ha poi riscoperto il valore del viaggio, della curiosità verso l’altro e della ricerca</strong> di ciò che ci unisce oltre i confini. Perché l’umano nasce proprio lì. Nel momento in cui smettiamo di definire una persona per la sua provenienza, la sua storia o il conflitto che porta sulle spalle.</p>
<p>A seguire è salita sul palco Amara che ha affidato alla musica il proprio messaggio di pace, dando forma a una verità quasi fisica:</p>
<p>&#8220;La pace si fa con la musica&#8221;. E ha aggiunto: &#8220;La musica è una frequenza che ti connette anche se non si capisce il linguaggio. Quindi è una rivoluzione, soprattutto quando si lega alla pace. Il futuro lo costruiamo noi oggi e i problemi si risolvono ora e unendosi come a Rondine: questa piccola oasi in cui ognuno ha lo stesso obiettivo. Insieme si può fare la rivoluzione della pace&#8221;.</p>
<p>La musica è proseguita con <strong>Giovanni Caccamo che ha lanciato un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni riportando al centro una parola fragile e necessaria: sogno</strong>: &#8220;Torniamo a sognare crediamo nei sogni». La sua musica lascia intravedere quella scintilla che ha acceso la sua missione di vita: «Una società senza i sogni delle nuove generazioni è una società destinata a morire. Ma ci sono anche giovani eroi senza superpoteri, giovani comuni ma straordinari che hanno portato un grande cambiamento nelle loro vite. Il mio obiettivo è creare dei defibrillatori per le conoscenze che attraverso le arti possano riaccendere l&#8217;entusiasmo di chi si è spento e attraverso le loro testimonianze»&#8221;</p>
<p><strong>Ma il senso più autentico della serata è arrivato dai giovani di Rondine.</strong></p>
<p><strong>Bernadette, giovane maliana della World House, ha ricordato il significato della parola “festa” per chi vive l’esperienza di Rondine</strong>: &#8220;Questa sera celebriamo tutto questo. Persone che condividono lo stesso spazio, la stessa musica, lo stesso respiro. La festa è il momento in cui smettiamo di essere quello che il mondo vede di noi, le nostre provenienze, le nostre differenze, i pregiudizi e diventiamo semplicemente personeQ.</p>
<p>Accanto a lei Zohra e Mariam hanno condiviso due testimonianze profonde e complementari, segnate dalla storia del conflitto tra Azerbaigian e Armenia. Z<strong>ohra, originaria del Karabakh e cresciuta da sfollata a Baku</strong>, ha raccontato il peso di un’eredità ricevuta attraverso i ricordi familiari: &#8220;Sono cresciuta con il Karabakh dentro casa, non come un luogo che ho conosciuto, ma come una memoria viva&#8221;. Mariam, proveniente dall’Artsakh, ha ripercorso una vita segnata dalla guerra e dalla perdita: &#8220;Sono quella generazione che ha visto e vissuto tre guerre e non sapevo cosa fosse la guerra finché non ho perso mio fratello, i miei amici, le persone che amavo, la casa, la patria». Entrambe hanno raccontato come l’esperienza a Rondine abbia permesso alle loro storie di incontrarsi e trasformarsi nel dialogo quotidiano. «Veniamo da due realtà diverse &#8211; ha affermato Zohra &#8211; E oggi condividiamo la vita quotidiana&#8221;, ha aggiunto Mariam. Un percorso che, pur nella complessità, ha aperto nuovi spazi di ascolto reciproco: «Non è sempre semplice&#8221;, hanno riconosciuto, «ma impariamo ogni giorno qualcosa l’una dall’altra».</p>
<p><strong>Le testimonianze di Livia e Anna hanno raccontato l’impatto profondo dell’esperienza di Rondine sul percorso di crescita personale e relazionale dei giovani del Quarto Anno Rondine.</strong> Livia, 18 anni, ha descritto il passaggio da una vita vissuta nella continua ricerca di risultati e riconoscimenti alla scoperta dell’ascolto di sé: &#8220;Ho capito che per molto tempo avevo cercato il mio valore nelle cose che facevo», fino a riconoscere la necessità di «fermarsi, riconoscere il conflitto che abbiamo dentro, dargli un nome, restarci. Ho imparato che fiorire non è sempre immediato. A volte la strada passa dalle crepe»&#8221;</p>
<p><strong>Anna, ex studentessa del Quarto Anno e oggi universitaria</strong>, ha raccontato come l’esperienza a Rondine continui a orientare il suo sguardo sul mondo e sulle relazioni: &#8220;Da Rondine non ero tornata più vuota: ero tornata più piena», ha spiegato, ricordando come il percorso l’abbia aiutata a superare la paura di sbagliare e a costruire relazioni più autentiche. «Ho capito che vale la pena fare un passo in più verso l’altro&#8221;</p>
<p>Nel suo intervento ha sottolineato il valore della comunità costruita a Rondine: &#8220;Sapere che ci sono persone che conoscono la tua storia, che hanno visto le tue fragilità e continuano comunque a sceglierti, è forse il regalo più grande&#8221;</p>
<p><strong>In chiusura tutti i giovani sono saliti sul palco insieme a Lorenzo Jovanotti e al presidente di Rondine Franco Vaccari, che ha annunciato il tema e le date della prossima edizione del festival YouTopic Fest</strong> che si terrà dal 3 al 6 giugno 2027:<em> I due lati delle parole. Tra-dire e fare pace</em></p>
<p><strong>Vaccari ha spiegato</strong>: &#8220;Questa sera questa festa è l&#8217;abbraccio per quei giovani coraggiosi. Oggi siamo rimasti molto inquieti perché l&#8217;inquietudine passa a tutti attraverso le parole. Noi usiamo parole non sempre pensando alla responsabilità, per questo abbiamo pensato che dobbiamo riflettere insieme sulle parole, perché possiamo dire parole di pace o parole di guerra, possiamo usare parole che fermano la logica della guerra o che l&#8217;alimentano: da qui la scelta del titolo del prossimo anno del Festival&#8221;.</p>
<p>La raccolta fondi per sostenere le borse di studio dei giovani della World House di Rondine prosegue anche dopo l’evento e sarà possibile continuare a contribuire attraverso la campagna dedicata a questo link di Rete del Dono: https://www.retedeldono.it/progetto/una-borsa-di-studio-due-nemici.</p>
<p>YouTopic Fest 2026 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica;  è realizzato con il patrocinio di Unesco, Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Comune di Castiglion Fibocchi, Comune di Terranuova Bracciolini, Unione dei Comuni del Pratomagno; con il contributo del Pr Fse+ 2021-2027 della Regione Toscana, Poste Italiane, Sebach; con il sostegno di Stride S.r.l., Temera S.r.l., Banca Popolare di Cortona, ElleErre S.r.l., Estra S.p.A., Chimet S.p.A. e Unoaerre Industries S.p.A., Coingas S.p.A., Camera di Commercio Arezzo e Siena, Unioncamere; Itas Mutua; Giacca S.r.l., Federcasse; con il supporto di Unicoop Firenze e Fondazione Il Cuore si Scioglie, Caporali &amp; Bruni S.r.l., Centro Chirurgico Toscano; Fondazione Baracchi; partner tecnici Fattoria La Vialla, Fondazione Cattolica, Fabianelli, Habitech, Confcommercio, Confindustria Toscana Sud, Assifero, Miniconf S.p.A., Discover Arezzo, Sugar, Filarete, Live95, Oida, Rondine International Lab, Lorenzo Pagliai, Andrea Migliorati, Agesci, Azione Cattolica Italiana, Kon Fondazione, Giratine.it. L&#8217;iniziativa è promossa nell&#8217;ambito di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Ieri (7 giugno) l'evento conclusivo 'Destinazione Pace. Musica e voci dal mondo insieme contro le guerre' con Jovanotti guest star]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Ieri (7 giugno) l'evento conclusivo 'Destinazione Pace. Musica e voci dal mondo insieme contro le guerre' con Jovanotti guest star]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 22:37:49 +0200</pubDate>
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                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Officine Social Movie ad Arezzo: Paolo Sassanelli e le nuove frontiere del cinema</title>
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                <description><![CDATA[<p><p data-path-to-node="27">AREZZO – Entra nel vivo la settima edizione di <i data-path-to-node="27" data-index-in-node="47">Officine Social Movie</i>, il festival dedicato al cinema breve, all&#8217;innovazione e ai temi sociali. Domenica (7 giugno) il <b data-path-to-node="27" data-index-in-node="164">Cinema Eden</b> si trasformerà in uno spazio di incontro vivo tra autori, professionisti del settore e pubblico, con un ricco programma di appuntamenti a ingresso libero.</p>
<p data-path-to-node="28">L&#8217;evento rappresenta un&#8217;importante occasione per analizzare l&#8217;evoluzione della cinematografia contemporanea. Per la seconda giornata di <i data-path-to-node="28" data-index-in-node="136">Officine Social Movie</i> ad Arezzo: Paolo Sassanelli ospite sarà il momento centrale della serata a partire dalle 20.</p>
<p data-path-to-node="29">Il noto attore, regista e sceneggiatore riceverà la <strong>m</strong><b data-path-to-node="29" data-index-in-node="52">enzione speciale</b> del festival per <i data-path-to-node="29" data-index-in-node="87">SofIA</i>, cortometraggio in concorso che affronta in modo originale il tema dell&#8217;intelligenza artificiale e delle sue implicazioni umane. L&#8217;artista, volto di successi come <i data-path-to-node="29" data-index-in-node="256">Song&#8217;e Napule</i>, per il quale ha vinto il Nastro d&#8217;Argento, dialoguerà con il pubblico in sala. “Girare in uno spazio di soli 2 per 2 metri è una sfida estrema &#8211; spiega Sassanelli &#8211; quasi più un esercizio di precisione matematica che un atto puramente creativo. L&#8217;intero progetto è nato da una domanda semplice ma intrigante: che genere ha l&#8217;intelligenza artificiale?”.</p>
<p data-path-to-node="30">Il programma domenicale della manifestazione prevede anche altri importanti panel professionali. La serata sarà arricchita dai contributi di <b data-path-to-node="30" data-index-in-node="141">Carmine Agnone</b>, visual effects artist di livello internazionale che ha lavorato a serie cult come <i data-path-to-node="30" data-index-in-node="239">The Mandalorian</i> e vincitore nel 2025 del David di Donatello per gli effetti visivi del film <i data-path-to-node="30" data-index-in-node="331">Napoli-New York</i> di Gabriele Salvatores. Insieme a lui ci sarà Leonardo Bigliazzi, in arte <b data-path-to-node="30" data-index-in-node="421">Leobi</b>, creativo pubblicitario e sperimentatore italiano delle nuove tecnologie applicate alla narrazione visiva. Al termine dei talk si terrà la premiazione del cortometraggio vincitore del Premio Miglior Regia.</p>
<p data-path-to-node="31">Le attività della rassegna cominceranno già nel pomeriggio. L&#8217;inizio è previsto alle 16,30 con la proiezione dei <b data-path-to-node="31" data-index-in-node="113">cortometraggi finalisti</b>, durante la quale gli spettatori saranno chiamati a votare per l&#8217;assegnazione del Premio Unicoop Firenze, dedicato quest&#8217;anno proprio alle tecnologie digitali. Alle 17,30 lo schermo dell&#8217;Eden ospiterà la proiezione del film <i data-path-to-node="31" data-index-in-node="361">Io sono qui</i>, appuntamento che vedrà la partecipazione in sala del regista <b data-path-to-node="31" data-index-in-node="435">Simone Grazzi</b> per un dibattito aperto.</p>
<p data-path-to-node="32">La manifestazione è un progetto di <b data-path-to-node="32" data-index-in-node="35">Orchestra Multietnica di Arezzo</b> e Officine della Cultura, realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze e in collaborazione con il Liceo Artistico Coreutico Scientifico Quadriennale Piero della Francesca, Poti Pictures, Autismo Arezzo e Unicoop Firenze.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Domenica (7 giugno) proiezioni e incontri gratuiti nella sala aretina con grandi nomi del grande schermo, da Carmine Agnone fino a Leobi]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Scopri il programma del 7 giugno di Officine Social Movie: ospiti Paolo Sassanelli, i grandi professionisti degli effetti speciali.]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:33:43 +0200</pubDate>
                <modDate>Fri, 05 Jun 2026 10:33:43 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Dove è stato girato Il Ciclone: il Casentino riapre i luoghi del film per i 30 anni</title>
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                <description><![CDATA[<p><p class="isSelectedEnd">CASENTINO – <strong>Nei luoghi de Il Ciclone il Casentino celebra 30 anni</strong> di uno dei film più amati del cinema italiano degli anni Novanta. Per tutto il mese di giugno, nei weekend, il territorio si trasforma in un percorso di cineturismo dedicato alla celebre commedia di <strong>Leonardo Pieraccioni</strong>, uscita nel 1996 e diventata un successo di pubblico senza precedenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’iniziativa accompagna i visitatori tra i set originali del film, girato in larga parte nella provincia di Arezzo e in particolare nella valle del Casentino, tra i borghi di <strong>Stia e Poppi</strong>, che ancora oggi conservano le atmosfere viste sul grande schermo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il percorso parte da <strong>Stia</strong>, con ritrovo in piazza Tanucci, luogo ricorrente nelle scene del film e ancora oggi facilmente riconoscibile. Qui si sviluppano le prime tappe del tour, tra racconti e aneddoti legati alle sequenze più note della commedia, ambientate tra piazze, bar e scorci del centro storico.</p>
<figure id="attachment_503081" aria-describedby="caption-attachment-503081" style="width: 696px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-503081 size-large" src="https://corrieretoscano.it/wp-content/uploads/2026/06/Tour-Il-Ciclone-Giugno-2026-724x1024-jpg.avif" alt="" width="696" height="984" /><figcaption id="caption-attachment-503081" class="wp-caption-text">crediti: Conte Mascetti Ass.</figcaption></figure>
<p class="isSelectedEnd">La visita prosegue verso Poppi, borgo medievale tra i più noti della Toscana, inserito tra i “Borghi più belli d’Italia”. Qui il cinema si intreccia con la storia e il paesaggio, con una tappa al <strong>Castello dei Conti Guidi</strong>, uno dei simboli del Casentino e punto panoramico sull’intera vallata.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il tour non è soltanto un viaggio nei luoghi del film, ma anche un’occasione per<strong> scoprire il territorio</strong> attraverso la sua identità culturale ed enogastronomica, con momenti dedicati alla conoscenza dei prodotti e delle tradizioni locali.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli appuntamenti sono previsti tutti i weekend di giugno, con due partenze giornaliere alle 11 e alle 16 e una <strong>durata di circa due ore</strong>. L’esperienza è aperta a tutti e si svolge con accompagnatore, mentre gli spostamenti avvengono con mezzi propri.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Nei weekend di giugno visite tra Stia e Poppi nei set della celebre commedia di Pieraccioni tra cinema, borghi e tradizioni del territorio]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Tour nei luoghi de Il Ciclone in Casentino per i 30 anni del film: visite a Stia e Poppi tra set cinematografici e borghi storici]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 12:39:42 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 01 Jun 2026 12:39:42 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Lucignano in festa, Maggiolata da record: quasi 7mila persone tra carri e spettacoli nel borgo</title>
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                <description><![CDATA[<p><p class="isSelectedEnd">LUCIANO – <strong>Maggiolata Lucignanese 2026</strong> da record alla prima giornata della storica manifestazione giunta all’87ª edizione, che ieri, domenica 31 maggio, ha richiamato nel borgo toscano <strong>quasi 7mila presenze</strong> tra visitatori, turisti e appassionati arrivati anche dall’estero.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il centro storico di Lucignano si è trasformato in un percorso di colori e musica grazie ai carri allegorici realizzati dai quattro rioni cittadini – Porta San Giusto, Porta Murata, Via dell’Amore e Porta San Giovanni – che quest’anno hanno sviluppato il tema delle <strong>Olimpiadi</strong>, tra richiami ai valori dello sport e della competizione.</p>
<p class="isSelectedEnd">La giornata inaugurale ha visto la presenza di numerose autorità istituzionali, tra cui il presidente della Regione Toscana <strong>Eugenio Giani</strong>, l’assessore regionale <strong>Filippo Boni</strong> e la consigliera regionale <strong>Roberta Casini</strong>, accolti nel cuore della manifestazione insieme alle rappresentanze locali.</p>
<p class="isSelectedEnd">A guidare la sfilata iniziale sono stati il Gruppo Storico e il Gruppo Folkloristico Lucignanese, seguiti da bande e gruppi provenienti da diverse regioni italiane, che hanno animato le vie del borgo con musica e spettacoli tradizionali.</p>
<p class="isSelectedEnd">Grande attenzione anche per i carri allegorici, già valutati dalla giuria presieduta da <strong>Samuele Lastrucci</strong>, direttore del Museo de’ Medici di Firenze. Il verdetto rimarrà segreto fino a domenica 7 giugno, quando sarà assegnato il <strong>Grifo d’Oro</strong> al rione vincitore al termine della tradizionale Battaglia dei Fiori.</p>
<p class="isSelectedEnd">Tra i momenti più apprezzati anche la presenza dell’atleta azzurra <strong>Chiara Bazzoni</strong>, protagonista delle Olimpiadi di Londra 2012, che ha partecipato alla manifestazione insieme alle figlie, in pieno spirito con il tema olimpico di questa edizione.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’edizione 2026 segna anche il debutto ufficiale del nuovo sindaco di Lucignano <strong>Juri Sicuranza</strong> e del presidente dell’Associazione Maggiolata <strong>Enrico Casini</strong>, che hanno sottolineato la grande partecipazione del pubblico e il lavoro dei volontari e dei rioni.</p>
<p>Dopo il successo della prima giornata, l’attenzione si sposta già su questa sera, quando la <strong>Maggiolata Lucignanese 2026</strong> tornerà con la tradizionale uscita in notturna dei carri, attesa da residenti e turisti per una seconda serata di festa nel borgo.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Ad Arezzo la storica festa di Lucignano si apre con carri a tema olimpico e ospiti istituzionali, stasera il bis in versione notturna]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Maggiolata Lucignanese 2026 al via con quasi 7mila presenze: carri a tema olimpico e seconda giornata in notturna stasera]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 11:08:20 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 01 Jun 2026 11:08:20 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Dai mercatini solidali al sostegno alla Fondazione Cecchettin: il progetto degli studenti ad Arezzo</title>
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                <description><![CDATA[<p><p data-start="1003" data-end="1455">AREZZO – Le <strong data-start="1019" data-end="1078">cooperative studentesche contro la violenza sulle donne</strong> diventano un progetto concreto nelle scuole del Valdarno. A presentarlo sono stati gli studenti della classe 3C della scuola Masaccio di San Giovanni Valdarno durante l’iniziativa <em data-start="1259" data-end="1340">‘Verso Toscana 2030 &#8211; Il Rinascimento della Cooperazione: La Piazza delle Idee’</em>, promossa da <strong data-start="1354" data-end="1381">Confcooperative Toscana</strong> insieme alla <strong data-start="1395" data-end="1454">Federazione Toscana delle Banche di Credito Cooperativo</strong>.</p>
<p data-start="1457" data-end="1770">Il gruppo ha ideato la cooperativa simulata “<strong>Communeteen We Do</strong>”, un progetto nato con l’obiettivo di sostenere economicamente i compagni che non possono permettersi le gite scolastiche e finanziare attività legate al contrasto della violenza di genere attraverso il supporto alla <strong data-start="1737" data-end="1769">Fondazione Giulia Cecchettin</strong>.</p>
<p data-start="1772" data-end="2099">L’iniziativa è stata sviluppata grazie alla collaborazione con la <strong data-start="1838" data-end="1866">Cooperativa Sociale LeGO</strong> e con il supporto della <strong data-start="1891" data-end="1907">Bcc Valdarno</strong>. Tra le attività previste ci sono mercatini solidali e raccolte fondi organizzate direttamente dagli studenti, che hanno costruito un vero modello di impresa cooperativa con finalità sociali.</p>
<p data-start="2101" data-end="2376">Il progetto rientra in un percorso più ampio che quest’anno ha coinvolto quasi <strong data-start="2180" data-end="2212">800 studenti e 30 insegnanti</strong> in tutta la Toscana. L’obiettivo è promuovere nelle scuole i valori della cooperazione, dell’autoimprenditorialità e della partecipazione attiva alla vita sociale.</p>
<p data-start="2378" data-end="2709">“Vedere questi ragazzi progettare servizi che uniscono innovazione e solidarietà concreta dimostra quanto il modello cooperativo sia ancora attuale”, ha spiegato <strong data-start="2540" data-end="2558">Alberto Grilli</strong>, presidente di Confcooperative Toscana. “Attraverso queste esperienze i giovani possono trasformare le loro idee in risposte reali per il territorio”.</p>
<p data-start="2711" data-end="3048">Anche la <strong data-start="2720" data-end="2747">Federazione Toscana Bcc</strong> ha ribadito il valore educativo dell’iniziativa. “Far comprendere ai ragazzi che si può fare impresa mettendo al centro le persone è fondamentale – ha detto il vicepresidente <strong data-start="2923" data-end="2944">Gianfranco Donato</strong> – soprattutto in un periodo storico in cui rischiano di prevalere individualismo e isolamento sociale”.</p>
<p data-start="3050" data-end="3306">Dal 2013 il progetto <em data-start="3071" data-end="3093">‘Verso Toscana 2030’</em> promuove esperienze cooperative nelle scuole toscane di ogni ordine e grado. Accanto agli studenti partecipano anche giovani del <strong data-start="3223" data-end="3253">Servizio Civile Universale</strong>, coinvolti nelle attività formative e organizzative.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[La cooperativa 'Communeteen We Do' ideata dagli studenti della scuola Masaccio punta a finanziare le gite dei compagni più fragili e sostenere fondazioni contro la violenza sulle donne]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Arezzo, cooperative studentesche contro la violenza sulle donne: gli studenti della Masaccio lanciano mercatini solidali e iniziative sociali]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Thu, 21 May 2026 07:43:40 +0200</pubDate>
                <modDate>Thu, 21 May 2026 07:43:40 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Pupo rinvia il concerto di Napoli: “La mia mamma sta per andarsene”</title>
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                <description><![CDATA[<p><p data-start="837" data-end="1118">AREZZO &#8211; Il cantante <strong data-start="849" data-end="857">Pupo</strong>, pseudonimo di <strong data-start="873" data-end="890">Enzo Ghinazzi</strong>, nato a Ponticino in provincia di Arezzo, ha annunciato sui social il rinvio dello spettacolo previsto per martedì 19 maggio al <strong data-start="1019" data-end="1046">Teatro Acacia di Napoli</strong>, spiegando di non essere nelle condizioni emotive per salire sul palco.</p>
<p data-start="1120" data-end="1274">Con un lungo messaggio pubblicato su Instagram, l’artista ha raccontato il difficile momento personale che sta vivendo legato alle <strong>condizioni della madre</strong>.</p>
<p data-start="1276" data-end="1531">“Devo chiedere scusa a tutte le persone che hanno acquistato il biglietto per lo spettacolo – ha scritto –. Ve lo dico con la chiarezza e la sincerità che da sempre contraddistingue ogni mia scelta: non sono nelle condizioni psicologiche di poterlo fare”.</p>
<p data-start="1533" data-end="1680">Nel post, il cantante ha spiegato che la madre sarebbe <strong>gravemente malata</strong>: “La mia mamma sta per andarsene ed io devo assolutamente starle accanto”.</p>
<p data-start="1682" data-end="1828">Se le condizioni lo permetteranno, lo spettacolo del Teatro Acacia sarà recuperato mercoledì <strong data-start="1775" data-end="1794">14 ottobre </strong>nella stessa location partenopea.</p>
<p data-start="1977" data-end="2118">“Il mio cuore è a pezzi, ma per voi che mi amate continua sempre a battere forte”, ha concluso il cantante nel messaggio rivolto al pubblico.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L’artista ha annunciato sui social il rinvio dello spettacolo del 19 maggio al teatro Acacia, spiegando di voler restare accanto alla madre]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Pupo rinvia il concerto di Napoli dopo il messaggio pubblicato sui social: “La mia mamma sta per andarsene”]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 18 May 2026 11:40:36 +0200</pubDate>
                <modDate>Mon, 18 May 2026 11:40:36 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Jovanotti, tour 2026 in bici: tutte le tappe del Jova Giro</title>
                <link>https://corrierearetino.it/provincia/cultura-ed-eventi/jovanotti-tour-2026-in-bici-tutte-le-tappe-del-jova-giro/</link>
                <description><![CDATA[<p><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">CORTONA– Il Jova Giro 2026 è ufficiale. <strong>Jovanotti</strong> ha presentato il suo nuovo progetto al <strong>Campidoglio</strong>, insieme al sindaco di <strong>Roma</strong> <strong>Roberto Gualtieri</strong>: tra un concerto e l&#8217;altro del Jova Summer Party, <strong>Lorenzo Cherubini</strong> percorrerà in bicicletta circa 2mila chilometri attraverso l&#8217;Italia, dal centro al sud e ritorno nella capitale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il tour estivo prenderà il via il 7 agosto da <strong>Olbia</strong> e si concluderà il 12 e 13 settembre con i due concerti finali al <strong>Circo Massimo</strong>. Le tappe intermedie toccheranno <strong>Montesilvano</strong> (12 agosto), <strong>Barletta</strong> (17 agosto), <strong>Catanzaro</strong> (22 agosto), <strong>Palermo</strong> (29 e 30 agosto) e <strong>Napoli</strong> (5 settembre). Il Jova Giro si svilupperà lungo l&#8217;Appennino, il Gran Sasso, la costa adriatica, la Calabria, la Sicilia e il Tirreno fino a Roma.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il progetto prende forma da una semplice domanda: cosa fare tra un concerto e l&#8217;altro? <strong>Jovanotti</strong> ha spiegato che il tour prevede concerti solo nel fine settimana e che, anziché tornare a casa tra una tappa e l&#8217;altra, ha scelto di pedalare attraverso le province del sud. Un viaggio che guarda anche alla promozione del turismo lento e alla scoperta dei percorsi ciclabili italiani. Una scelta che si inserisce in un contesto in cui il <strong>cicloturismo</strong> è in crescita, soprattutto nelle aree meno battute dai grandi flussi turistici, offrendo nuove opportunità anche per le realtà locali.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La presentazione al Campidoglio è stata anche l&#8217;occasione per un annuncio importante. Il sindaco <strong>Gualtieri</strong> ha comunicato che a settembre, in prossimità dei concerti romani, <strong>Jovanotti</strong> riceverà la <strong>Lupa Capitolina</strong>, la massima onorificenza del <strong>Comune di Roma</strong>. Visibilmente emozionato, <strong>Jovanotti</strong> ha parlato del riconoscimento come di un onore enorme, ricordando l&#8217;infanzia nella capitale lasciata a 19 anni e la gioia di tornarci a pochi giorni dal suo sessantesimo compleanno, il 27 settembre.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">A completare il progetto, una nuova antologia poetica scritta da <strong>Jovanotti</strong> in collaborazione con <strong>Nicola Crocetti</strong>, intitolata <em>Poesie da viaggio</em>, in uscita il 5 maggio per <strong>Feltrinelli</strong>.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Anziché tornare a casa tra una tappa e l'altra, il cantante ha scelto di pedalare attraverso il sud Italia fino ai concerti finali al Circo Massimo]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Il Jova Giro 2026 unisce musica e cicloturismo: Jovanotti pedala tra le tappe del suo tour estivo, dal Gran Sasso al Circo Massimo]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:06:19 +0200</pubDate>
                <modDate>Tue, 28 Apr 2026 10:06:19 +0200</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Didacta Italia, Rondine e Regione Toscana: educare alla pace partendo dalla scuola</title>
                <link>https://corrierearetino.it/provincia/cultura-ed-eventi/didacta-italia-rondine-e-regione-toscana-educare-alla-pace-partendo-dalla-scuola/</link>
                <description><![CDATA[<p><p data-start="952" data-end="1259">FIRENZE – Educare alla pace non come semplice tema scolastico, ma come competenza da allenare ogni giorno nelle relazioni. È questo il messaggio che <strong data-start="1101" data-end="1134">Rondine Cittadella della Pace</strong> porterà a <strong data-start="1145" data-end="1163">Didacta Italia</strong>, la fiera dedicata al mondo dell’istruzione in programma alla <strong data-start="1226" data-end="1258">Fortezza da Basso di Firenze</strong>.</p>
<p data-start="1261" data-end="1514">L’appuntamento è fissato per <strong data-start="1290" data-end="1315">giovedì (12 marzo)</strong> dalle <strong data-start="1323" data-end="1342">9m30 alle 12,30</strong>, nella <strong data-start="1350" data-end="1372">Sala della Scherma</strong>, con l’incontro intitolato <em data-start="1400" data-end="1467">Generare habitat di pace. Abitare il conflitto con le relazioni</em>, organizzato insieme alla <strong data-start="1494" data-end="1513">Regione Toscana</strong>.</p>
<p data-start="1516" data-end="1889">L’iniziativa sarà aperta dai saluti della <strong data-start="1558" data-end="1607">vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop</strong>. Interverranno, tra gli altri, <strong data-start="1639" data-end="1655">Paola Butali</strong>, vicepresidente di Rondine Cittadella della Pace, <strong data-start="1706" data-end="1732">Spinella dell’Avanzato</strong> dell’ufficio Scuola Rondine, i rappresentanti regionali <strong data-start="1789" data-end="1806">Daniela Volpi</strong> e <strong data-start="1809" data-end="1826">Paolo Caldesi</strong>, oltre ad <strong data-start="1837" data-end="1859">Alessandro Zecchin</strong>, presidente di Assodidattica.</p>
<p data-start="1891" data-end="2244">Nel corso dell’incontro saranno presentati i risultati del progetto <strong data-start="1959" data-end="2021"><em>Educazione alla pace e alla trasformazione dei conflitti</em></strong>, sostenuto dal <strong data-start="2037" data-end="2087">Programma Fse+ 2021-2027 della Regione Toscana</strong> e avviato nelle scuole toscane per promuovere cittadinanza globale, partecipazione attiva e nuove modalità di gestione dei conflitti tra studenti e docenti.</p>
<p data-start="2246" data-end="2445">L’idea alla base del metodo di Rondine è affrontare i conflitti senza negarli, ma imparando a gestirli attraverso <strong data-start="2360" data-end="2410">ascolto, responsabilità e cura delle relazioni</strong>, superando la logica del “nemico”.</p>
<p data-start="2447" data-end="2751">Durante l’evento interverranno anche i giovani del <strong data-start="2498" data-end="2524">Quarto Anno di Rondine</strong>, che porteranno le proprie testimonianze. Sarà inoltre presentata la prossima <strong data-start="2603" data-end="2625">Marcia per la Pace</strong>, che aprirà lo <strong data-start="2641" data-end="2663">YouTopic Fest 2026</strong>, il festival internazionale sul conflitto in programma a Rondine dal <strong data-start="2733" data-end="2750">4 al 7 giugno</strong>.</p>
<p data-start="2753" data-end="3043">&#8220;In un momento in cui assistiamo a conflitti che sembrano lasciare spazio solo alla logica della forza – dal Medio Oriente alle tensioni tra grandi potenze – investire sull’educazione alla pace è una scelta politica chiara&#8221;, ha spiegato la vicepresidente della Regione Toscana <strong data-start="3030" data-end="3042">Mia Diop</strong>.</p>
<p data-start="3045" data-end="3266">L’incontro è rivolto a <strong data-start="3068" data-end="3121">docenti, studenti e operatori del mondo educativo</strong> con l’obiettivo di offrire strumenti concreti per integrare nelle scuole pratiche di gestione dei conflitti e promuovere una cultura della pace.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Alla Fortezza da Basso un incontro dedicato alla trasformazione dei conflitti e alla costruzione di relazioni positive tra studenti e docenti]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Educazione alla pace, Rondine e Regione Toscana protagoniste a Didacta Italia il 12 marzo alla Fortezza da Basso.]]></metadDscription>
                                    <category>Cultura ed Eventi</category>
                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 20:00:07 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 09 Mar 2026 20:00:07 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <type>post</type>
                <title>Grande festa ad Arezzo per la Madonna del Conforto: solenne pontificale con il cardinale Pizzaballa</title>
                <link>https://corrierearetino.it/provincia/cultura-ed-eventi/grande-festa-ad-arezzo-per-la-madonna-del-conforto-solenne-pontificale-con-il-cardinale-pizzaballa/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>AREZZO &#8211; Grande festa nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro per la solennità della <strong>Madonna del Conforto</strong>. Una grande partecipazione di popolo che ha gremito la cattedrale di Arezzo ininterrottamente dalle prime ore del mattino e fino a tarda notte, con l’omaggio alla Madre di Dio da parte di persone provenienti da tutto il territorio diocesano e oltre. Ospite della giornata<strong> il cardinale Pierbattista Pizzaballa</strong>, patriarca latino di Gerusalemme, che dopo l’incontro pubblico della giornata precedente in San Francesco, con quasi mille partecipanti, ha presieduto ieri (15 febbraio) la messa pontificale delle 10,30.</p>
<p>Nel suo saluto all’inizio della celebrazione, il vescovo Andrea Migliavacca ha richiamato il significato profondo della festa, sottolineando come<strong> lo sguardo di Maria sia “balsamo per la vita” e luce per il cammino dei fedeli.</strong> Un conforto che, ha ricordato, è destinato in modo particolare ai più fragili: poveri, malati, persone sole e quanti soffrono a causa delle ingiustizie e delle guerre. Il pensiero si è rivolto in modo particolare alla Terra Santa, con un riferimento alle sofferenze della popolazione di Gaza e della Cisgiordania: “Maria, che è patrona della Terra Santa, madre del conforto, porta tu pace e speranza nella Terra del Santo, la Terra di Gesù. Siamo molto grati e lieti dunque che a raccogliere questa parola e questa preghiera del conforto di Maria con noi oggi ci sia il cardinale Pizzaballa. Lo abbiamo ascoltato anche ieri nella sua toccante testimonianza e oggi lo abbiamo qui a presiedere questo pontificale. È il grazie per questa presenza e disponibilità, ma insieme è il grazie per la testimonianza che lei dà nel nostro tempo in quella terra ed è il grazie che diventa preghiera per lei e per tutti i suoi abitanti, in particolare per i cristiani”.</p>
<p><strong>Poi, al patriarca è stata donata una croce pettorale con l’immagine del Crocifisso di Cimabue</strong>, segno di comunione tra le chiese di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e Gerusalemme, “un segno per sentire unite le nostre Chiese, nella preghiera e nella solidarietà. E per ricordarci di Gerusalemme, là dove tutti noi siamo nati” ha detto <strong>il vescovo Andrea Migliavacca.</strong></p>
<p>Nella sua omelia il cardinale Pierbattista Pizzaballa, richiamando il profeta Isaia, ha ricordato che <strong>mentre annunciava “a Gerusalemme sarete consolati”, la città era “desolata e distrutta”</strong>. Davanti c’erano macerie, eppure nella fede il profeta vedeva “un banchetto di festa”. Un’immagine che parla anche a noi: “Dove vediamo solo macerie… Isaia ci dice che nella fede si può vedere anche qualcosa oltre la realtà immediata”. È “una scelta del cuore”, “perché si vede con gli occhi, ma si vede soprattutto con il cuore. Di fronte a una stessa realtà due persone possono vedere e leggere in maniera totalmente diversa quello che hanno di fronte a seconda di cosa hanno nel cuore”. <strong>Quelle macerie non sono solo pietre: sono “disastri umani… nelle relazioni, nella vita”</strong>. E tuttavia “non è tutto perduto, si può ricominciare”, da Gaza alla Cisgiordania, fino alle nostre famiglie, “dappertutto… c’è bisogno di ricostruire, di sanare, di guarire”.</p>
<p><strong>Commentando le nozze di Cana, il patriarca ha sottolineato che non si tratta di “una festa qualunque”</strong>, ma dell’immagine dell’alleanza tra Dio e l’uomo. In un mondo segnato dal male, odio, rancore, divisioni, sfiducia, “sembra che il male, il peccato, ci soverchino e regnino nella nostra terra, nelle nostre comunità”. Ma, evocando la figura del drago dell’Apocalisse, c’è una realtà che il male non può dominare: “La donna che partorisce un bambino”, icona della Chiesa che genera vita. “Lì il male non riesce ad entrare”. Questa è la vocazione cristiana: “Essere il luogo che genera vita, essere capaci di guarire le relazioni”. Nel sottolineare il passaggio della parabola “Non hanno più vino”, il cardinale ha spiegato che è “simbolo della gioia, della vita e della passione”. Maria “è stata capace di vedere quello di cui nessuno si era accorto”. Anche oggi si può vivere senza accorgersi che “qualcosa si è spento”. Per questo “il primo piano pastorale” è uno solo: “conservare il vino”, custodire “la gioia di questa relazione”.</p>
<p><strong>L’invito della Vergine: “Fate quello che vi dirà”, invita a guardare non a strategie umane, ma all’ascolto della Parola, “una parola che genera vita”</strong>. L’augurio conclusivo è che ovunque, in Terra Santa come ad Arezzo, possiamo “rendere presente e conservare sempre quel vino, quella gioia che solo Lui ci può dare”. E ancora: “Abbiamo bisogno di una parola di conforto”, una parola che, come quella di una madre, sappia generare vita.</p>
<p><strong>Nella Messa solenne delle 18, presieduta dal vescovo Andrea Migliavacca, il presule nella sua omelia si è concentrato sull’icona biblica del banchetto</strong> narrata dal profeta Isaia e dalle nozze di Cana. “Per fare festa – ha detto &#8211; occorre il vino, un vino nuovo, il vino che solo l’avvento del Messia può inaugurare. E nel cuore di tutto c’è Maria, colei che dice: ‘Qualsiasi cosa vi dica, fatela’. Ma per vivere questa gioia occorre sedersi a quella mensa, a quel banchetto e anche, forse, invitare altri”. “Allora – si è chiesto il vescovo &#8211; chi invitiamo a questo banchetto del regno dei cieli?”. Ed ecco la risposta: i peccatori, chi è ferito dalla vita, i malati, chi è disabile, gli emarginati, i poveri… “Ma c’è ancora posto… e allora invitiamo chi è diverso da noi: ci sono stranieri, gente col colore diverso della pelle, immigrati, disgraziati che si avvicinano a noi e allora sì, li facciamo sedere a tavola con noi, e ci ricordano che la vita l’abbiamo per donare, per condividere. Non mancano gli amici, i familiari, ci devono essere per fare festa… e i loro volti da noi amati ci raccontano la storia della nostra vita e la ricchezza dell’amicizia, che è balsamo per la vita. Facciamo spazio amici, perché vogliamo far arrivare alla nostra tavola gente proveniente da luoghi di guerra, Gaza, l’Ucraina, popolazioni africane…, ma possono sedere con noi solo se ci sono da ogni parte in conflitto, anche i nemici tra di loro… <strong>E si scopre che se non si è ancora capaci di guardarsi negli occhi si può cominciare a stare alla stessa tavola e scoprirsi, pian piano, diversi, avversari, ma umani”. </strong></p>
<p>“Ma sta per arrivare lo sposo, Gesù… e con lui la Madre, Maria – ha detto il vescovo Andrea -. Quando si siede a tavola Lui allora ci sediamo tutti, così diversi eppure uniti, feriti eppure rinnovati, deboli eppure risorti. Con tutti questi invitati è davvero festa, letizia, gioia, speranza, un mondo nuovo. Ed è la festa della Madonna del Conforto”.<strong> Infine l’augurio: “Buona festa della Madonna del Conforto, buona tavolata… con invitati che ci portano il vino nuovo della consolazione e della pace”.</strong></p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Al patriarca donata una croce pettorale con l’immagine del Crocifisso di Cimabue, segno di comunione con la chiesa di Gerusalemme]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Al patriarca donata una croce pettorale con l’immagine del Crocifisso di Cimabue, segno di comunione con la chiesa di Gerusalemme]]></metadDscription>
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                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Mon, 16 Feb 2026 08:13:40 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 16 Feb 2026 08:13:40 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>La Minerva torna ad Arezzo: anche il ministro Giuli al taglio del nastro della mostra</title>
                <link>https://corrierearetino.it/provincia/cultura-ed-eventi/la-minerva-torna-ad-arezzo-anche-il-ministro-giuli-al-taglio-del-nastro-della-mostra/</link>
                <description><![CDATA[<p><p>AREZZO &#8211; Arezzo riabbraccia la sua divinità protettrice in un clima di solenne celebrazione che profuma di identità ritrovata. Dopo quasi cinque secoli di &#8216;esilio&#8217; fiorentino, <strong>la Minerva di Arezzo, straordinario capolavoro bronzeo di epoca ellenistica</strong>, ha varcato nuovamente la soglia della sua città d&#8217;origine. Ad attendere il ritorno della dea al Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate c’era <strong>il ministro della cultura, Alessandro Giuli</strong>, che ha tenuto a battesimo l&#8217;inaugurazione di una mostra destinata a restare aperta fino al prossimo 6 settembre. Un evento che non è solo una parentesi espositiva, ma l&#8217;adempimento di <strong>una promessa istituzionale fatta a una comunità che non aveva mai smesso di rivendicare le proprie radici classiche.</strong></p>
<p>La storia di questo bronzo è un viaggio nel tempo che inizia nel 1541, quando venne casualmente ripescata dal sottosuolo durante lo scavo di un pozzo in pieno centro. Donata al duca Cosimo I de’ Medici, la Minerva divenne uno dei pezzi più pregiati del suo studio privato, per poi confluire, nell&#8217;Ottocento, nelle collezioni del Museo Archeologico di Firenze. Oggi, quel percorso si inverte: <strong>&#8220;È una giornata di grande gioia perché abbiamo mantenuto l’impegno di far tornare la Dea nella sua sede d’origine&#8221;, ha dichiarato il ministro Giuli,</strong> sottolineando come l’operazione sia stata possibile grazie a una sinergia impeccabile tra enti locali e MiC. Per il ministro, Minerva non è solo un reperto di inestimabile valore, ma il simbolo stesso dell’ingegno e dell’operosità aretina.</p>
<p><strong>Curiosa e suggestiva la riflessione che Giuli ha voluto tessere collegando il mito pagano alla fede cristiana, tracciando un ponte ideale tra la statua e la Madonna del Conforto, cuore pulsante della devozione locale</strong>. &#8220;Minerva è la prima rappresentazione mitologica dell&#8217;immacolata concezione, una divinità virginale che nasce dalla mente del padre celeste&#8221;, ha osservato il ministro, evidenziando la continuità simbolica di una protezione che piove dal cielo. La statua, imponente con i suoi 150 centimetri di altezza, raffigura la dea Atena con i suoi attributi iconici: il chitone, l&#8217;egida con la testa di Medusa e l&#8217;elmo corinzio. Studi recenti la collocano nei primi decenni del III secolo a.C., probabilmente opera di maestranze italiche o della Magna Grecia.</p>
<p><strong>L&#8217;operazione aretina, secondo i vertici del ministero, è solo il primo passo di un percorso più ampio volto a riportare le opere d&#8217;arte antica nei territori che le hanno generate,</strong> trasformando il patrimonio in un elemento di concordia istituzionale. Collocata in uno degli ambienti più affascinanti della sezione romana del museo, la Minerva torna a osservare Arezzo con il suo sguardo severo e sapiente, ricordando a tutti che la cultura, quando torna a casa, smette di essere solo un oggetto da teca per tornare a essere anima di una città.</p>
<p>“La Minerva – afferma <strong>il presidente della Regione, Eugenio Giani</strong> – oltre a rappresentare un capolavoro dell’arte antica è anche un simbolo potente di identità, di memoria e di appartenenza. <strong>Ritrovarla e raccontarla significa restituire alla comunità un pezzo della propria storia</strong>. La cultura è questo: custodire il passato per dare forza al presente e costruire il futuro. Arezzo oggi lo dimostra con orgoglio”.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Dopo quasi cinque secoli di 'esilio' fiorentino sarà esposta al museo archeologico nazionale: "Alla comunità un pezzo della sua storia"]]></excerpt>
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                                <pubDate>Sat, 14 Feb 2026 19:29:46 +0100</pubDate>
                <modDate>Mon, 16 Feb 2026 08:35:31 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>All’ospedale San Donato l’invasione dei Babbi Natale per i ricoverati in pediatria</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>AREZZO &#8211;<strong> Anche quest’anno il Natale è arrivato in anticipo per i piccoli pazienti del San Donato di Arezzo. </strong></p>
<p>Oltre 150 di motociclisti travestiti da Babbo Natale hanno raggiunto l’ospedale per portare auguri, giochi e un momento di festa ai bambini ricoverati in <strong>pediatria</strong>. Nato nel 2016, l’appuntamento organizzato dal Motoclub Discorsi Pochi, con la collaborazione della <strong>Tribù dei Nasi Rossi e il Gruppo Fratres</strong>, è giunto ormai al suo decimo anno. La colorata parata ha fatto il suo ingresso questa mattina percorrendo l’anello interno dell’ospedale, salutando con entusiasmo pazienti, familiari e operatori sanitari.</p>
<p><strong>Dopo il passaggio in moto e la sosta sotto le finestre della pediatria, una delegazione di babbi Natale</strong> ha fatto visita ai piccoli ricoverati, consegnando pacchi regalo preparati appositamente per bambine e bambini: album da colorare, pennarelli, matite, carte da gioco e bolle di sapone. Al reparto sono stati inoltre donati vari giochi in scatola destinati alla Ludoteca, a supporto delle attività quotidiane, oltre a due bilance e due scalda biberon.</p>
<p>“Ringraziamo tutti coloro che, anche quest’anno, hanno contribuito a portare un momento di leggerezza e vicinanza ai bambini e alle loro famiglie, confermando quanto la solidarietà sia parte integrante della cura quotidiana – ha sottolineato <strong>Marco Martini, direttore della p2ediatria di Arezzo</strong> –. Iniziative come questa aiutano i piccoli pazienti ad affrontare il ricovero con un sorriso in più e rappresentano un sostegno prezioso anche per il lavoro di tutto il personale sanitario”.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
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                <excerpt><![CDATA[Con la collaborazione della Tribù dei Nasi Rossi e il Gruppo Fratres, l'evento è giunto ormai al suo decimo anno di vita]]></excerpt>
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                                <pubDate>Sun, 14 Dec 2025 19:36:05 +0100</pubDate>
                <modDate>Sun, 14 Dec 2025 19:36:05 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Terminati i lavori di restauro della facciata della pieve di Santa Maria Assunta</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>AREZZO &#8211; Si sono conclusi i lavori di restauro e consolidamento della superficie lapidea della facciata principale della <strong>Pieve di Santa Maria Assunta</strong> ad Arezzo, uno dei gioielli d’arte e della fede più preziosi per la chiesa diocesana e la comunità di Arezzo, un edificio tanto bello, quanto fragile.</p>
<p>La facciata, dal piano del sagrato fino al terzo loggiato compreso, è stata sottoposta a un complesso ciclo di interventi con <strong>pulitura, consolidamento e successiva protezione del paramento lapideo</strong>. L’intervento, che si è protratto per circa nove mesi, si è concluso nei tempi previsti ed è stato reso possibile <strong>grazie a donazioni private, tra cui spicca quella di un milione di euro effettuata da Patrizio Bertelli, presidente del Gruppo Prada, alla parrocchia.</strong></p>
<p>“Sono felice che in tempi ragionevolmente brevi si sia arrivati a questo bel risultato – dice <strong>il vescovo Andrea Migliavacca</strong> &#8211; Sono grato alla Soprintendenza per la celerità con cui è stata trattata la pratica, al dottor Bertelli per il contributo che rende possibile questo intervento, a don Alvaro e al nostro ufficio beni culturali e quello tecnico per aver seguito le procedure e a tutti coloro che si sono attivati. <strong>Si tratta di un intervento reso possibile grazie all’interessamento e al contributo di tanti, a partire dalla parrocchia, la Soprintendenza, il Comune, i tecnici e impresari e alcuni finanziatori</strong> che, compreso il valore dell’opera, non hanno fatto mancare un concreto aiuto. Tra i tanti va anche da parte mia ringraziato Patrizio Bertelli del gruppo Prada per il suo decisivo e importante intervento di finanziamento. <strong>Una chiesa come è la Pieve è patrimonio della diocesi, ma anche di tutta la città di Arezzo.</strong> Essa custodisce e riassume il racconto di secoli di storia e di fede, di vicende di vita e di volti che hanno varcato la sua soglia per trovare pace, speranza, consolazione e l’incontro con il Signore della vita. <strong>La facciata in particolare racconta queste tracce di Vangelo e di fede, di storia cristiana e di sguardo alla città</strong>”.</p>
<p>“La Pieve ci rammenta quanto importante sia continuare a perseguire gli obiettivi di una proficua collaborazione tra lo Stato e la Chiesa, secondo quanto previsto dall’Accordo di revisione del concordato del 1984, dalle intese Mmnistero e Cei del 1996, 2000 e 2005, tradotta in concrete azioni di tutela e valorizzazione – spiega il soprintendente architetto Gabriele Nannetti –. <strong>La necessità di procedere celermente con sostanziosi interventi conservativi sull’imponente monumento, segnato però da una fragilità intrinseca nel materiale lapideo che lo caratterizza, ha favorito l’attivazione di fondamentali sinergie tra la Diocesi</strong>, la soprintendenza e l’imprenditoria locale. All’intervento di restauro conservativo eseguito sulla facciata principale, condotto dalla diocesi, <strong>si affianca quello della Soprintendenza, finalizzato alla riduzione della vulnerabilità statica e sismica del campanile, dell’abside e del transetto</strong>”.</p>
<p>Il restauro sulla facciata della Pieve ha previsto, ove indispensabile per motivi strutturali, la reintegrazione delle parti fortemente degradate e <strong>la sostituzione del fusto della colonna del secondo loggiato spezzatosi il 12 giugno 2023</strong>. Un lavoro effettuato con materiale lapideo identico o comunque somigliante all’originale in modo da garantire la distinguibilità dell’intervento di restauro, contemperando al tempo stesso l’esigenza storica con quella estetica e strutturale.</p>
<p><strong>Nell’esprimere la soddisfazione per il compimento di questo intervento, la dioce auspica che si avviino al più presto i lavori previsti dal ministero per l’ulteriore e necessario restauro della Pieve.</strong></p>
<p>Il progetto di restauro della facciata principale della pieve di Santa Maria Assunta di Arezzo e delle opere architettoniche <strong>è a cura dell’architetto Lorenza Carlini e insieme a Sandro Ceccolini, direttrice operativa</strong>; i lavori sono stati eseguiti dall’impresa Capannini Massimo e Alessandro; l’ingegner Gaetano Parisi, è stato il responsabile per la sicurezza; gli uffici della curia hanno seguito passo passo tutti i lavori e la cura del volume commemorativo.</p>
<p>&#8220;Con sincera gratitudine desidero esprimere<strong> il mio ringraziamento</strong> &#8211; conclude il vescovo- a coloro che ci hanno permesso di arrivare oggi al traguardo del restauro della facciata della Pieve. In particolare il cavalier Patrizio Bertelli, antico parrocchiano e come Giorgio Vasari, legato da sempre alla Pieve e testimone delle gioie e dei dolori della sua famiglia, insieme al ringraziamento all’avvocato Gatteschi, prezioso tramite. La ditta Aec Illuminazione Srl per le luci della facciata. Il Rotary Club Arezzo Est per la costruzione della bussola in vetro con particolare ringraziamento al signor Marco Montini, promotore e finanziatore dell’iniziativa e all’attuale presidente dott.ssa Paola Falcone. La Banca Crédit Agricole Italia per il restauro dei tre portoni settecenteschi della Pieve e le spese di realizzazione del volume dedicato all’evento di inaugurazione. La ditta Novart Spa di Maurizi Claudia. La ditta Oro Flash s.r.l. di Paffetti Mauro. <strong>Un ringraziamento particolare va ai vari benefattori che con la loro offerta anonima hanno contribuito a questo importante traguardo</strong>. Un grazie al cavaliere Alberto Papini del Rotary Club Arezzo, prezioso collaboratore per tutte le iniziative di restauro. Un doveroso ricordo va a una persona che si è prodigata lungamente per questo progetto, il signor Romolo Bianchini recentemente scomparso. <strong>Un grazie inoltre va a tutti coloro che hanno contribuito a una rapida soluzione del complesso restauro</strong>&#8220;.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[Intervento reso possibile da donazioni private, tra cui spicca quella di un milione di euro effettuata da Patrizio Bertelli, presidente del Gruppo Prada]]></excerpt>
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                                <pubDate>Sat, 06 Dec 2025 07:53:39 +0100</pubDate>
                <modDate>Sat, 06 Dec 2025 07:53:39 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Solidarietà per Alessandro: raccolta fondi per il nuovo pianoforte</title>
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                <description><![CDATA[<p><p data-start="795" data-end="1248">CASTIGLION FIORENTINO – La storia della raccolta fondi per garantire un <strong><em data-start="880" data-end="915">Pianoforte per Alessandro Gervasi</em></strong>, il bambino prodigio di 7 anni con orecchio assoluto, continua a mobilitare cittadini, associazioni e realtà culturali da tutta Italia. L’iniziativa, nata da un’idea della regista <strong data-start="1096" data-end="1117">Cinzia Th Torrini</strong> e del sindaco <strong data-start="1132" data-end="1149">Mario Agnelli</strong>, ha rapidamente superato i confini del territorio, trasformandosi in una vera gara di solidarietà.</p>
<p data-start="1250" data-end="1640">Alessandro, originario della Sicilia ma ormai legato alla comunità castiglionese, ha già collezionato esperienze significative nonostante la giovanissima età. È stato protagonista nel film Rai dedicato a <em data-start="1454" data-end="1472">Peppino di Capri</em>, ha calcato il palco del <strong data-start="1498" data-end="1521">Festival di Sanremo</strong> e il 29 novembre riceverà il <strong data-start="1551" data-end="1579">Premio San Michele d’Oro</strong>, uno dei più importanti riconoscimenti culturali del Comune.</p>
<p data-start="1642" data-end="2101">La raccolta fondi, ospitata sulla piattaforma ufficiale, punta a fornire al giovane musicista uno strumento professionale che gli permetta di studiare in modo adeguato e di prepararsi all’accesso al Conservatorio. Secondo gli organizzatori, la necessità non riguarda soltanto l’acquisto del pianoforte, ma anche il sostegno per un percorso didattico strutturato che accompagni la crescita artistica del bambino.</p>
<p data-start="2103" data-end="2543">Le prime donazioni sono arrivate quasi subito, incluse offerte di strumenti usati e proposte da privati cittadini, toccati dalla storia del giovane talento.</p>
<p>L’attesa ora è rivolta alla cerimonia del <strong data-start="2587" data-end="2615">Premio San Michele d’Oro</strong>, che si terrà il 29 novembre nella Chiesa di Sant’Angelo al Cassero. L’evento potrebbe diventare l’occasione per un momento simbolico legato al progetto, anche se l’amministrazione mantiene il riserbo. L’obiettivo resta quello di accompagnare Alessandro attraverso un sostegno serio e continuativo, capace di valorizzarne il talento naturale.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[La comunità di Castiglion Fiorentino sostiene il baby talento per garantirgli uno strumento professionale su cui esercitarsi]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[Scopri come la comunità si sta mobilitando per un pianoforte per Alessandro Gervasi, il prodigio di 7 anni con un talento straordinario.]]></metadDscription>
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                                                                                    <place>Provincia</place>
                                <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 12:23:52 +0100</pubDate>
                <modDate>Thu, 20 Nov 2025 12:23:52 +0100</modDate>
                <author>REDAZIONE</author>
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                <title>Restaurati i tre portoni della cattedrale di Arezzo</title>
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                <description><![CDATA[<p><p>AREZZO &#8211; <strong>Tre portoni rinnovati per la cattedrale di Arezzo</strong>.</p>
<p><strong>Il restauro è stato inaugurato alla presenza del vescovo Antonio Migliavacca.</strong> L’intervento, ha previsto la pulitura delle superfici dei portoni lignei, la revisione delle vecchie stuccature e, nel caso non fossero più coerenti al materiale circostante, sostituite. <strong>In un secondo momento le superfici lignee sono state patinate con sostanze idonee alla preservazione del manufatto</strong> dall’aggressione degli agenti atmosferici. Nella parte interna (fodera) sono state revisionate le stuccature, eliminando le porzioni debordanti dai margini delle lacune; le porzioni deteriorate della fodera a causa di attacchi fungini sono state integrate con inserti di legno di uguale essenza a quella originale. Infine <strong>sono stati controllati i meccanismi in ferro, per garantire una corretta funzionalità dei portoni.</strong></p>
<p>Il restauro è stato realizzato dall’azienda specializzata in manufatti lignei Antica Maniera di Marco Santi, con l’alta supervisione della<strong> Soprintendenza di Siena, Arezzo e Grosseto</strong> nella persona della dottoressa Ilaria Pennati, mentre la direzione dei lavori è stata di Michel Scipioni, direttore dell’ufficio Beni Culturali della diocesi, con la collaborazione dell’ufficio Tecnico della diocesi, nella persona di Vincenzo Sica.</p>
<p>A conclusione di questo restauro, il lavoro di valorizzazione degli storici portoni in legno della Cattedrale è proseguito sugli altri due laterali più piccoli, mentre a breve interesseranno anche quelli del prospiciente vescovado che dovrebbero concludersi entro Natale.<br />
“Il restauro dei portoni del duomo in questo anno del Giubileo è un segno bello che dice di una Chiesa che apre le sue porte per accogliere, ma anche di una Chiesa che le apre per uscire – dice i<strong>l vescovo Andrea Migliavacca</strong> –. La ricchezza e la storicità di questi portoni resi nuovamente belli ci ricorda anche il cammino e la bellezza della nostra Chiesa. Un grazie grande va a Graziella che ha reso possibile il rinnovamento di questi portoni”.</p>
<p><strong>I tre portoni d’ingresso della Cattedrale di Arezzo, databili al primo quarto del XX secolo, sono inseriti in tre portali facenti parte di un insieme di stile neogotico con qualche concessione al contemporaneo Liberty.</strong></p>
<p>I portoni, realizzati in legno di castagno con fodera interna in legno di conifera, hanno un andamento verticale slanciato, presentano all’esterno una suddivisione geometrica accentuata dall’alternanza di formelle quadrate delimitate da cornici con modanatura piena e non molto aggettante come di consueto in manufatti simili realizzati ad inizio Novecento. Il portone centrale, invece, oltre ad essere leggermente più alto dei due laterali, nella parte superiore, presenta, al posto delle due formelle quadrate, <strong>due pannelli decorati a rilievo con le figure di San Donato, patrono della città di Arezzo e il beato Gregorio X.</strong></p>
<p>Prima dell’intervento i portoni rivelavano, oltre a una cromia superficiale alterata e poco omogenea, anche problemi meccanici. <strong>Il restauro, quindi, ha avuto una duplice finalità: da una parte riportare i portoni ad avere un aspetto estetico più appropriato all’epoca</strong>, allo stile di appartenenza e alla loro collocazione, in modo da restituire alla vista il gioco di venature scure che caratterizza <strong>il legno di castagno, dall’altra, di garantire la loro funzione pratica di chiusura.</strong></p>
<p>Il portone centrale, il maggiore, a livello strutturale si presentava in buone condizioni al contrario della parte esterna, dove la superficie lignea era ormai secca e disidratata, con ampie zone ingrigite a causa dell’esposizione diretta agli agenti atmosferici. Anche le stuccature presentavano un colore alterato, numerose avevano perso la presa lungo i margini della lacuna, dando luogo a distacchi e cadute di materiale. La fodera interna presentava una finitura superficiale a corpo di un colore olio-resinoso di composizione moderna, anch’essa ormai invecchiata, che metteva in evidenza le antiche stuccature, anch’esse alterate. Anche la fodera interna dei due portoni laterali, trattata alla stessa maniera di quello principale, risultava ormai invecchiata ed esteticamente poco equilibrata.</p>
</p>
<p><em>REDAZIONE</em></p>
]]></description>
                <excerpt><![CDATA[L'inaugurazione alla presenza del vescovo Andrwa Migliavacca. Duplice finalità per l'intervento: estetica ma anche funzionale per la chiusura]]></excerpt>
                <metadDscription><![CDATA[L'inaugurazione alla presenza del vescovo Andrwa Migliavacca. Duplice finalità per l'intervento: estetica ma anche funzionale per la chiusura]]></metadDscription>
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                                <pubDate>Sat, 11 Oct 2025 07:58:51 +0200</pubDate>
                <modDate>Sat, 11 Oct 2025 07:58:51 +0200</modDate>
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